Daniele De Rossi

”Non vestirò altre maglie in Italia, non ne sarei capace”

Questa frase, detta sottovoce e con un filo di lacrime, era stata senza dubbio la più significativa della conferenza stampa concordata dalla Roma e da Daniele De Rossi per annunciare la separazione a fine stagione. Nei giorni seguenti sono nate tutte le polemiche, con gli audio Whatsapp di Capitan Futuro nei quali svelava che la società non l’aveva chiamato per mesi, salvo poi dire sì alla sua provocazione di un contratto a gettone, ovviamente rifiutate, e le rivelazioni di Repubblica riguardo a un complotto interno allo spogliatoio giallorosso. Nel mentre, però, non mancavano le voci riguardo al futuro di DDR, che aveva spiegato che avrebbe continuato a giocare per uno-due anni dopo l’addio ai giallorossi: i team della MLS si erano subito fatti avanti, col Los Angeles FC come club maggiormente interessato, ma non solo. Anche il Boca Juniors, che ha come direttore sportivo Nicolas Burdisso (ex romanista), aveva fatto un tentativo concreto: d’altronde De Rossi non aveva nascosto che tra i suoi sogni c’era anche quello di giocare almeno una volta alla Bombonera e vestire la maglia degli xeneizes. Nei giorni scorsi le voci si erano intensificate, con tanto di sondaggi riguardo alle scuole argentine, salvo poi registrare una decisa retromarcia nella giornata di ieri. Le maggiori fonti, e anche quelle che abbiamo consulatato in prima persona, concordano: Daniele De Rossi ha deciso di restare in Italia, e valutare le proposte arrivate dal Bel Paese. Niente MLS, niente Boca Juniors, niente ruolo da vice/team manager dell’Italia o ct dell’U21 (pura fantascienza), la carriera di Daniele De Rossi proseguirà in Serie A. Una scelta che ovviamente spacca tifosi e appassionati.

DANIELE DE ROSSI PROSEGUE IN SERIE A: BANDIERA AMMAINATA O SCELTA CONDIVISIBILE?

Nulla spacca l’Italia come il calcio. Le voci, sempre più insistenti, riguardo alla permanenza italiana di Daniele De Rossi non hanno fatto eccezione. Il paradosso è che i romanisti, giustamente infuriati per la ”deromanizzazione” di Pallotta e Baldini, condividono la scelta e la vedono come una presa di posizione contro la società, mentre i tifosi delle altre squadre e gli addetti ai lavori parlano di ”bandiera ammainata” e di un De Rossi ”mercenario”. Chi ha ragione? Capiamo le ragioni di chi parla delle fine delle bandiere, perchè è vero che nel calcio moderno non esistono più: i ritiri di Totti, Maldini, Zanetti e (forzatura, ma non troppo) Pellissier hanno chiuso definitivamente quell’epoca. Nel calcio moderno, quantomeno in Italia, non c’è più posto per le bandiere: un giorno dici una cosa, il giorno dopo ti ritrovi a vestire la maglia della grande rivale. Un giorno giuri amore eterno al tuo club, il giorno dopo ti ritrovi a chiedere la cessione e/o trattare alla luce del sole con altri. Vale per i calciatori, vale per gli allenatori, vale per i dirigenti e i grandi ex: De Rossi ha solo preso una scelta in tono col periodo storico attuale. Il suo futuro approdo in un altro club italiano rappresenta la fine naturale delle cose: De Rossi, nonostante la conferenza congiunta, si è lasciato malissimo con l’attuale dirigenza della Roma, e ha grande voglia di rivalsa. Scappare in MLS o altri campionati poco competitivi non l’avrebbe aiutato a raggiungere il proprio obiettivo: mostrare alla cieca dirigenza della Maggica che si sbagliava, e lui è ancora integro e pronto a incidere dal punto di vista caratteriale e tecnico sul terreno da gioco. La classica vendetta dell’ex ferito nei confronti di chi l’ha lasciato/tradito, e per questo a nostro avviso non ha molto senso parlare di ”bandiera ammainata” e fare inutile retorica: De Rossi è stato trattato malissimo e messo alla porta dalla Roma, ergo ha tutta la nostra approvazione in questa nuova scelta professionale. Non ce la sentiamo di dare addosso a DDR, perchè chiunque avrebbe preso quella scelta: nonostante le 36 primavere e qualche acciacco, Daniele De Rossi ha comunque dimostrato di essere un giocatore affidabile e poter giocare almeno un altro anno ad alto livello. Ecco perchè ha senso che decida di restare in A, contro tutto e tutti: i tifosi della Roma approveranno quasi all’unanimità, tanto ormai il rapporto con Pallotta/Baldini è ai minimi storici (a maggior ragione dopo le voci su Florenzi). E dunque, ogni ”salita sull’Aventino” di un big, di una bandiera o di un grande ex sarà supportata.

SAMPDORIA MADE IN ROMA, FIORENTINA O QUALCHE SORPRESA? IL FUTURO DI DANIELE DE ROSSI

Il 24 luglio, quando compierà 36 anni, Daniele De Rossi sarà già in un’altra squadra da qualche giorno, e pronto a vivere una nuova esperienza professionale. Ma dove giocherà Capitan Futuro? Nella giornata di ieri sono uscite varie piste: improbabile quella legata al Milan, perchè un giocatore come De Rossi difficilmente si sposa col progetto di Giampaolo, e lo stesso vale per l‘Atalanta che sta cercando profili giovani e capaci di giocare ad altissima intensità ogni tre giorni per Serie A e Champions League. La pista più suggestiva, nonchè quella che al momento trova maggiori conferme, è legata alla Sampdoria: Massimo Ferrero aveva chiamato DDR subito dopo la conferenza d’addio, ricevendo un cortese ”no grazie”, ed è tornato alla carica in questi giorni. A rinvigorire le voci ci sono la presenza di Eusebio Di Francesco, che a scapito delle voci ha un ottimo rapporto con Daniele De Rossi, e quella suggestione-Totti: Ferrero ha davvero offerto un impiego al Pupone come direttore tecnico e responsabile della prima squadra. Sarebbe entusiasmante vedere Totti, Di Francesco e De Rossi insieme alla Sampdoria: un segnale che il Doria vuole finalmente inseguire seriamente l’Europa, e in un contesto meno ”asfissiante” DDR potrebbe giocare una grande stagione e fare da chioccia ai giovani talenti doriani. L’altra squadra che avrebbe seriamente contattato De Rossi è la Fiorentina di Rocco Commisso: in questo caso l’ex capitano della Roma andrebbe a sostituire Veretout, che ironia della sorte è vicinissimo a sostituire l’ormai ex Capitan Futuro alla Roma. Vedremo quale sarà la destinazione di Daniele De Rossi, ma sicuramente DDR manterrà le sue caratteristiche: grande grinta, grande carattere e capacità di leadership. Basteranno per chiudere la sua carriera in bellezza ed evitare figuracce alla Buffon?

(di Marco Corradi, @corradone91)

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