​Piccola premessa: questo articolo è volutamente scritto da un punto di vista strettamente di parte, guardando la situazione con gli occhi di un tifoso e non più con l’imparzialità che dovrebbe contraddistinguere un redattore. Sottoporremo Inter, Juve e Milan ad un piccolo processo, condotto da noi AgentiAnonimi nei panni di un giudice-tifoso.

Dopo la deludente sconfitta in casa contro l’Empoli ieri i ragazzi andavano a Crotone, nella bolgia dello Scida, vero fattore per i calabresi.

La curva del Crotone spinge i suoi beniamini: infatti, nei primi minuti siamo inesistenti. Gigio mostruoso su Barberis ci salva momentaneamente, anche se all’ottavo minuto Trotta colpisce sfruttando l’ennesimo errore di Zapata. Ah, quanto manca Romagnoli… I tre davanti girano e si vede, ma bisogna essere più concreti: Suso (due volte) sbatte su Cordaz, che oggi ricorda un certo Benji Price.

La reazione, anche se confusionaria, arriva nel secondo tempo: dominiamo, concediamo due contropiedi (uno salvato da un miracoloso Gigio e l’altro con Trotta che tira fuori), ma la palla non vuole entrare. Allora ci pensa il ruvido Paletta con un intervento tutt’altro che coordinato e sbatte la palla in rete. Dopodichè altre occasioni sprecate dai nostri là davanti, l’espulsione di Kucka nel finale ma nulla di più.

L’Europa, ora, rischia di scivolare dalle mani; 9 punti contro Pescara, Empoli e Crotone avrebbero portato il Milan in una posizione molto tranquilla: 67 punti, -1 rispetto alla Lazio. Invece ne sono arrivati soltanto 2, il Milan non vince da ben 3 partite, e il rischio di guardare le competizioni europee in televisione si fa concreto. Ad aiutare la causa rossonera è stato il Napoli, che ieri ha battuto 1-0 l’Inter a San Siro. Ma il Milan è avanti di soli 3 punti; per questo motivo domenica, contro la Roma, servirà la cattiveria che ormai da troppo tempo non si vede negli occhi del Diavolo. Montella dovrà ricucire le crepe e spingere la squadra ad un ottimo finale di stagione, che possa far ritornare i colori rossoneri in una competizione europea. Perché, diciamocelo, di guardare sempre le altre squadre ci siamo stancati…

A cura di Francesco Cisternino e Gabriele Amerio