Allo Scida di Crotone va in scena un big match per i tifosi calabresi: Crotone-Juventus. C’è chi giura che il 70% dei presenti sia bianconero anche se a sentire dai fischi quel buon 30% di supporters del Crotone sia estremamente sul pezzo. Allegri decide di schierare l’ormai (quasi) rodato 4-2-3-1 con mezza panchina che si ritrova titolare. Da Asamoah a Rincon, passando per Dani Alves al prediletto Marko Pjaca. Boom, si parte. Tutto esaurito contando anche i posti sulle finestre dell’ospedale adiacente allo stadio. La Juventus fa subito capire le solite intenzioni, almeno nei primi 5 minuti: determinazione e forza. Questo rimarrà però per il resto del primo tempo soltanto un’illusione. La convinzione si trasforma ben presto in un attaggiamento blando e debole. Mollo, come direbbe il buon Malesani! Solito possesso palla con troppi leziosismi a volte. Manca quella convinzione collettiva che ci fa dire: “Vogliamo andare a +7 e timbrare qui il campionato!”. Pochi tiri in porta, tanti passaggi. Troppi a volte, forse inutili. Alcuni lanci sono totalmente da dimenticare quando Dani Alves si trasforma in un Lichtsteiner provetto. Asamoah non è Alex Sandro e si sente, tanto da dover costringere la Juve a giocare soltanto sulla destra. A centrocampo Rincon pare a volte indiavolato, ma si dimentica che di fronte ha il Crotone e non l’Inter, con tutto il rispetto per i tifosi calabresi sempre straordinari. Il venezuelano si fa sentire e si guadagna la sufficienza alla grande. Menzione d’onore per Bonucci che fa rivivere i fasti di Pirlo con lanci straordinari e lampi da regista affermato, quale è sempre stato.
Nel secondo tempo la situazione cambia, ma con molta regolarità. Il quartetto là davanti comincia a rodare, con Dybala che fa giocate da circo ed un Pipita particolarmente ispirato. Mandzukic è sempre onnipresente e con gentilezza continua a sportellate avversari e palloni. Da sottolineare la crescente prestazione di Marko Pjaca, molto atteso per la prima da titolare dallo scorso agosto. Il ragazzo ha i colpi, finte e controfinte che sono una prelibatezza per gli amanti del calcio raffinato. Ma Pjaca deve ancora migliorare perchè la maturità non è ancora totalmente raggiunta. E’ anche vero che si acquisisce giocando e questo Allegri pare non averlo compreso fino in fondo, nonostante la sempre ottima gestione dei profili giovani, vedi Rugani. L’attacco si sveglia ed ecco arrivare in 15 minuti due gol voluti e sudati: Mandzukic di rapina (occhio alle battute…) e Higuain di giustezza e freddezza. Cambiamenti anche a centrocampo dove un non in formissima Khedira fa spazio a Pjanic. Il bosniaco entra e rischia di fare tris con una volée che si stampa sulla traversa. Il suo assist per il secondo gol di Higuain svela il motivo per cui Marotta non ci ha pensando due volte a pagare la clausola rescissoria alla Roma. E fu così che i bianconeri si portarono a casa i tre punti. Il Crotone meglio schierato in campo nel primo tempo, facilita le cose nella seconda parte sbagliando lanci e ripartenze in modo abbastanza clamoroso. I re della comicità parleranno di #CrotoneScansato, ma ormai questa pare essere la moda. Con il gioco discutibile e non esaltante, Allegri riesce dove gli altri falliscono: mentalità e determinazione. Mentre altri stanno ancora a pensare ad un rigore non fischiato o a un pallone lanciato in mezzo al campo, la Juventus si rimbocca le maniche e pensa ad aggiungere partita dopo partita un altro trattino sulla parola “Scudetto”.

Christian Travaini (@ChriTravaini)

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