​Piccola premessa: questo articolo è volutamente scritto da un punto di vista strettamente di parte, guardando la situazione con gli occhi di un tifoso e non più con l’imparzialità che dovrebbe contraddistinguere un redattore. Sottoporremo Inter, Juve e Milan ad un piccolo processo, condotto da noi AgentiAnonimi nei panni di un giudice-tifoso.

1 di 3. Buona la prima, di finale. La sensazione di quest’annata è che quando le partite contano, la Juve non si fa attendere. Una finale di Coppa Italia magistrale per certi tratti, quella giocata dai ragazzi di Allegri. Concreti, puntuali, affamati. Qualche leziosità di troppo, ma la sensazione è che la lezione di Roma sia servita. Una Juve trasformata? No, semplicemente una Juve con tanta fame di vittoria. Nessun calo di tensione, nessun errore che poteva costare caro, ma tanti stimoli per portarsi a casa la dodicesima Coppa Italia della storia.

E pensare che il palo di Keita al 6′ aveva fatto presagire per un momento un match diverso. Una Lazio che ha impensierito la difesa bianconera per i primi dieci minuti. Successivamente spazio al gioco di Allegri; solo Juve nel primo tempo. E che Juve! Cambi di gioco sontuosi, spinte sulla fascia, dialoghi tra i soliti senatori e tantissime occasioni da rete. Protagonisti assoluti gli esterni bianconeri: Alex Sandro e Dani Alves stellari, forse giocando una delle migliori partite stagionali. Il primo gol è da scuola calcio. Contropiede di Sandro e cross millimetrico per Alves tutto solo: coordinazione perfetta e scelta dell’angolo più difficile. Precisione (e non potenza) che vale il primo gol. Dani Alves è il genio puro. Pedina fondamentale per la cavalcata bianconera, alterna follia a crescite esponenziali. Sarà fondamentale per Cardiff: 30 finali giocate e 27 vinte, non male! Che sia lui il talismano?

La seconda rete della Juve arriva per inerzia, dopo due tentativi di Dybala e un miracolo di Strakosha su Higuain. Bonucci raccoglie una sponda di Sandro (ancora lui) da corner e insacca da centravanti vero. Quando ci sono le partite che contano, Bonny mette a tacere tutti e lascia sempre il segno. A fine primo tempo, il parziale è di 2-0 ma poteva essere senza problemi più ampio. Nel secondo tempo, i bianconeri si limitano a controllare il risultato e a concedere il meno possibile ai laziali. La squadra di Inzaghi però reagisce a testa alta e sfiora la rete in due occasioni; bravo Neto ad essere sempre pronto ad annullare i tentativi biancocelesti. La Juve rischia, ma non concede mai cali di tensione. Una prova di maturità superata in vista della finalissima di Cardiff. A pochi minuti dalla fine Higuain sfiora la terza rete; il Pipita voleva lasciare il segno, ma è stato determinante nell’aiutare al meglio la squadra. Non ci sono più parole per descrivere invece Mandzukic: è dappertutto in qualsiasi momento. Non si arrende mai, nemmeno dopo un taglio vistoso. Questa è anche la sua Coppa Italia, in attesa delle altre finali da giocare. A partire dalla prossima con il Crotone!

Christian Travaini (@ChriTravaini)

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