George Tucudean

La tornata di gare del 3° turno preliminare di Champions League, che si è conclusa ieri, ha riservato parecchie sorprese: il Basilea è stato schiantato dal LASK Linz, l’Ajax ha faticato più del dovuto col PAOK, il Porto è stato eliminato dal Krasnodar e la Dinamo Kiev è andata out col Bruges di Mignolet. C’è stato un risultato, però, che ha attirato l’attenzione più di tutti, ed è quello di Celtic Park: il Celtic solitamente è una garanzia sul proprio terreno, e invece ieri sera è crollato sotto i colpi dei rumeni del Cluj. Si partiva dall’1-1 dell’andata e la vittoria sembrava scritta per gli scozzesi, che hanno perso 4-3 e non disputeranno la Champions League dopo svariati anni d’onorata militanza. Il Cluj di Dan Petrescu ha fatto l’impresa, ribaltando il match e guadagnandosi l’accesso ai playoff (sfiderà lo Slavia Praga), e il protagonista è stato un giocatore decisamente poco noto alle nostre latitudini: George Tucudean, un attaccante la cui storia merita di essere raccontata.

CHAMPIONS LEAGUE: UN PROVINO AL CELTIC E UN “CUORE MATTO”, LA STORIA DI GEORGE TUCUDEAN

”Il cuore matto, matto da legare”

Un cuore matto, matto come il match di ieri, matto per davvero. La storia di George Tucudean potrebbe entrare tranquillamente nella sceneggiatura di un film o di una serie tv, perchè di materiale ce n’è in abbondanza. Prologo: il giovane George Tucudean, classe ’91, è il pargolo di una delle famiglie più ricche della Romania, una sorta di Richie Rich, come venne definito al momento del debutto. La stampa locale attesa il patrimonio dei Tucudean tra gli 80 e i 100 milioni di euro, un dato che li renderebbe più ricchi dei Becali, i contestati proprietari della Steaua Bucarest, ma il giovane George pensa solo a una cosa: giocare a calcio. Svolgimento: una carriera da talento in erba, con gli inizi all’UTA Arad, la prima esplosione nella Dinamo Bucarest e la grande chance nello Standard Liegi. George la spreca e torna mestamente alla Dinamo, poi nel 2014 ecco un’altra chance nel calcio che conta: Charlton Athletic, nella terra dove nacque il football. Nuovo fallimento e mesto ritorno in patria: Steaua, Targu Mures, Pandurii le maglie vestite, sempre segnando una decina di gol. Rinascita e apoteosi: nelle fila del Viitorul Constanta, George Tucudean torna grande e si guadagna le attenzioni del Cluj, che lo acquista nel gennaio 2018. Sarà capocannoniere della Liga I rumena nel 2017-18 (15 gol) e nel 2018-19 (18 gol), nonchè giocatore dell’anno rumeno nel 2018 e titolare nella Nazionale che gioca in Nations League. Contro il Celtic, però, parte dalla panchina sia all’andata che al ritorno. E qui parte la nostra storia, perchè gli ultimi mesi di George Tucudean sono stati tutt’altro che “normali”. Nei primi mesi del 2019 il 28enne scopre di avere un serio problema cardiaco: viene operato due volte, torna a giocare, ma sicuramente non è sereno.

Prima della gara di ritorno contro il Celtic, si sbilancia e dice che quella di martedì sera potrebbe essere la sua ultima partita da giocatore professionista. Il “cuore matto” (caratteristica di famiglia, vedi sotto) lo inquieta, la paura di morire è una triste realtà e tra l’altro la sua condizione non è certamente ottimale dopo i due interventi, l’ultimo dei quali è avvenuto il mese scorso. Ecco perchè parte dalla panchina, ecco perchè la sua storia è commovente. Quando George Tucudean entra sul terreno di gioco, il Cluj sta vincendo 1-0 grazie alla rete di Deac (27′), ma il Celtic sembra pronto a segnare: succede al 51′ con Forrest e al 61′, Cluj sotto e virtualmente eliminato. Billel Omrani riequilibra la situazione su rigore al 74′, Christie riporta avanti i Bhoys al 76′. La logica direbbe gara chiusa, ma a volte il calcio sa essere mistico e poetico: Omrani pareggia nuovamente per i rumeni all’80’, e poi al 96′ arriva il momento di George Tucudean. Proprio mentre il Celtic prova il disperato attacco per segnare il gol-qualificazione, perde palla e aziona il contropiede: la sfida arriva sui piedi del 28enne dal “cuore matto”, che dopo un movimento sul filo del fuorigioco spiazza Bain e segna il definitivo 4-3 all’ultimo respiro. Il Cluj esplode, tutti abbracciano Tucudean, che esce dal campo in lacrime per due motivi. A 15 anni sostenne un provino col Celtic, allenandosi per qualche settimana con Donati, Vennegoor of Hesselink, Boruc, Nakamura e compagni e venendo ospitato da una famiglia scozzese, salvo poi accorgersi che non avrebbe sfondato e tornare mestamente a casa e nel vivaio dell’UTA Arad. Il secondo motivo è dettato dal suo cuore: George tuttora non sa se potrà continuare a giocare, e se ci sarà nei playoff della Champions League. Attende un responso medico, ma più che altro attende il proprio responso: continuare, rischiando grosso, o smettere?

IL “CUORE MATTO” DI GEORGE TUCUDEAN, UN PROBLEMA DI FAMIGLIA

George Tucudean ha dunque risolto all’ultimo secondo quella che potrebbe essere la sua ultima partita, contro una squadra per cui ha sempre tifato e per la quale ha sostenuto un provino a 15 anni. Era stato lui stesso a raccontare la sua storia ai media scozzesi: ”Sto seriamente pensando al mio futuro, la gara di martedì potrebbe essere l’ultima della mia carriera. Non stiamo parlando di un problema muscolare o di un infortunio al ginocchio, ma di un serio problema cardiaco. Il mese scorso sono andato in Austria per sostenere un intervento chirurgico al cuore, un’operazione poco invasiva, ma che comunque mi ha fatto saltare qualche partita. Ero già stato operato ad aprile. I dottori mi hanno assicurato che ora sono al sicuro e non mi succederà nulla, e che potrò tornare allo stesso livello di forma di prima, ma ovviamente non sarà facile e non sono totalmente tranquillo”. Chissà che la rimonta di ieri e la prospettiva di giocare il playoff di Champions League e proseguire la sua favola non diano la spinta a George Tucudean per rimandare la decisione riguardo al possibile ritiro. Un ritiro che andrebbe a ricalcare quello del padre Marius, anch’egli attaccante (nell’UTA Arad), che smise a 27 anni per un grave problema cardiaco: George Tucudean di anni ne ha 28, e rischia di dover appendere gli scarpini al chiodo dopo la sua notte da sogno…

(di Marco Corradi, @corradone91)

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