Come è possibile che un ragazzino magrolino e allampanato sia diventato il catalizzatore del calcio olandese, facendolo emergere dalle ceneri di un movimento che fino a quel tempo non aveva un’identità calcistica? Come riuscì a far diventare il movimento calcistico olandese una sorta di brand, stile, disciplina, esempio e “potenza” dello sport? Il Sole in un sistema di pianeti in perfetta armonia.

La copertina del Sun: “Il Paradiso ha un nuovo playmaker”

Scienza e ingegneria! La scienza può essere vista come la disciplina e l’azione di scoprire anomalie e problemi, mentre l’ingegneria è l’applicazione pratica per risolvere tali anomalie. Cruyff riusciva a risolvere i rebus, esplorare l’inesplorato, riuscendo a segnare un epoca. L’asso olandese aveva la capacità di migliorarsi in maniera esponenziale anno dopo anno, grazie alle sue abilità tattiche, al suo temperamento e a un’applicazione tattica fuori dall’ordinario, tutto ciò unito a estro e genio.

Illustrazione Henk Veen

Potremmo stilare una lista dei calciatori che hanno innovato questo sport, parlando dei migliori difensori, centrocampisti o attaccanti. Cruyff trascendeva tutto ciò, elevandosi al livello di genio del calcio. Definire un calciatore “genio” è difficile, l’etichetta è pesante: bisognerebbe pensare solo al mix di abilità fisiche, tecniche, tattiche e mentali di Cruyff, unite a una grande applicazione per tutta la partita. Tanti calciatori erano genio e sregolatezza, tanti numeri 10 della storia si sono dimostrati indolenti. 

Cruyff non era un numero 10, non era un numero 9, non era un numero 7: era qualcosa in più. Incarnava il calciatore totale e il prototipo del campione moderno. Le sue qualità non potevano essere allenate, fermo restando l’importante lavoro di Rinuns Michel. Cruyff aveva livelli incredibili di creatività, genialità, immaginazione, temperamento e senso della competizione. La cosa che impressionava era la sua costanza. Troppi calciatori erano genio e sregolatezza, mentre Cruyff era genio, “regolatezza” e regolarità.

Il lavoro di Rinus Michels non fu però trascurabile: l’allenatore comprese come si stavano sviluppando le abilità di Cruyff ed ebbe la sagacia di capire che il suo talento non doveva essere “ingabbiato” o limitato, ma guidato e “sguinzagliato” in un sistema che lo ergesse a direttore di una“filarmonica” calcistica. A questi due monumenti del calcio Oranje si devono i successi di quell’invincibile Ajax e dell’Olanda che sfiorò due titoli mondiali, nonché del percorso del Barcellona verso il gotha del calcio mondiale.

Cruyff riuscì a provare in tante maniere che il calcio non era solo un sport di tecnica, ma anche di fisico, armonia e atletismo. E non solo: l’intelligenza e l’acume tattico erano componenti fondamentali, così come si andava verso un calcio più “totale”, dove l’attaccante doveva saper coprire, il difensore attaccare, il portiere utilizzare i piedi e tutti gli effettivi dovevano riuscire a utilizzare ambo i piedi.

Illustrazione di Michels e Cruyff ai tempi del Barcellona

Incarnazione di un calcio frizzante, Cruyff nei suoi anni migliori all’Ajax e al Barcellona, ma anche negli States e al suo ritorno in Spagna e Olanda, segnò il percorso verso un nuovo tipo di calcio, una nuova “razza di calciatore” – un calciatore abile a scambiarsi posizioni con i compagni, ad andare in profondità per eludere le marcature, occupare uno spazio solo per sbloccare una linea di passaggio o favorire i movimenti dei compagni. Movimenti che erano sincronici, frutto non solo dell’acume tattico di Rinus Michel, ma anche del genio in campo del fuoriclasse con il numero 14.

Le skill tecnico-tattiche dei calciatori di oggi sono frutto delle innovazioni di quel’Ajax, lanciate appunto da Michel e Cruyff, nell’Ajax e nella grande Olanda, con l’ossessione per la perfezione e l’applicazione tattica, dei veri e propri Pitagora con gli scarpini da calcio, che risolvevano algoritmi calcistici con tempismo, velocità, acume tattico e sincronismo, mai a scapito della velocità di gioco: l’incarnazione perfetta di tutto ciò era proprio Johan Cruyff.

Cruyff con le maglie della nazionale olandese e dell’Ajax

Il termine “beautiful game” (bel calcio) prende origine dai tempi di Cruyff e proprio lui è stato l’ispiratore e il fautore di quel calcio spumeggiante e innovatore. Un uomo audace, che stava anni luce davanti alla maggior parte dei calciatori dell’epoca: Cruyff ora occupa uno spazio di prestigio nella Valhalla.

Per noi e tante altre persone, la tristezza per la morte di Cruyff è stata duplice: sia per il decesso in sé – la morte fa parte della natura dell’essere umano – sia per il fatto che il mondo del calcio non avrà mai più un altro Johan Cruyff.