È probabilmente troppo presto per parlare di crisi, ma l’Atalanta di Gasperini sta attraversando senza dubbio un momento delicato.

Il day after della sconfitta contro la Fiorentina è colmo di rabbia, ma è troppo facile trincerarsi dietro lo scudo del nervosismo, nascondersi dietro il rigore guadagnato furbescamente da Chiesa, episodio-chiave del match, e dietro l’errore arbitrale del tandem ValeriVar, uno fin troppo protagonista e l’altro troppo poco.

Usato così, il Var è inutile” ha tuonato oggi il presidente orobico Percassi, “il giudizio dell’arbitro prevale nonostante ci siano le immagini” aveva detto ieri Gasperini al termine dei 90 minuti al Franchi.

Entrambi, però, dopo aver giustamente inveito contro una tecnologia che l’anno scorso sembrava aver zittito i soliti mugugni ma che quest’anno ne sta creando di nuovi, hanno sottolineato e ammesso che la squadra sta passando un periodo difficile.

È vero, realizziamo molto poco ultimamente. Il campionato finora è stato strano perché è nato con troppe pressioni, ma la squadra deve uscire orgogliosa da partite del genere” ha proseguito il mister nerazzurro, “i giocatori nuovi devono ancora integrarsi al meglio” ha aggiunto e concluso il patron della Dea.

Stessa lunghezza d’onda, dunque, per Gasperini e Percassi, a differenza del pensiero degli undici messi in campo nelle ultime uscite, i quali hanno raramente dimostrato di essere in grado di pensare con una sola testa e farsi sospingere dall’aria fresca di entusiasmo che li aveva accompagnati nelle due annate precedenti.

Sebbene le statistiche dipingano una squadra in grado di avere un maggiore possesso palla rispetto a 4 delle ultime 5 avversarie affrontate, i gol segnati nelle ultime 5 uscite sono stati appena 2, entrambi contro il Milan e valsi un solo punto in classifica.

La vittoria manca dal 20 agosto, da quel 4-0 al Frosinone dopo il quale sembrava che nulla fosse cambiato. La verità è che, inevitabilmente, il gruppo bergamasco ha subito un contraccolpo psicologico difficile da digerire in seguito all’eliminazione ai preliminari di Europa League contro il Copenaghen.

In estate la rosa era stata puntellata con innesti di grande prospettiva, in grado di allungare la panchina e far tirare il fiato agli inamovibili nelle partite sulla carta più facili.

Dopo la doccia gelata ricevuta in Danimarca, però, Gasperini ha deciso di effettuare una rotazione costante in tutti i reparti della rosa. Da Zapata e Barrow che finora si sono giocati il posto da centravanti ogni domenica e lo faranno per tutto l’anno, al ruolo di trequartista che passa di giornata in giornata dai piedi di Pasalic a quelli di Rigoni fino ad arrivare alla difesa, reparto apparso estremamente in affanno nonostante la presenza di ben 5 interpreti pronti a scambiarsi i gradi di titolare.

Se la colpa del disastroso avvio del campionato dell’Atalanta sia da imputare alla sfortuna non è facile dirlo con certezza, ma l’andazzo non può che migliorare. Sia perché peggio di così è oggettivamente difficile fare, sia soprattutto perché il prossimo trittico di partite (ChievoParmaBologna) sembra essere alla portata. Soltanto se la squadra di Gasperini scenderà in campo concentrata e smetterà di sottovalutare gli avversari, allora, si potrà definire guarita al cento per cento.

Giuseppe Lopinto