Il mondo si ferma di fronte al Coronavirus per evitare che chi ancora non ha subito l’ondata della malattia, venga travolto dall’emergenza sanitaria che comporta. Allo stop alla normale vita quotidiana è arrivato, come sappiamo molto bene, anche lo stop ai campionati di calcio di qualsiasi ordine e genere. Pian piano tutte le nazioni (e le federazioni) si sono unite nell’interruzione del gioco del pallone per non aggravare ulteriormente su una situazione già pesante.

In qualche angolo di mondo il calcio continua ancora a disputarsi regolarmente, come se nulla fosse e addirittura come se l’epidemia non esistesse. Andiamo a scoprire i campionati di calcio ancora attivi!

Partiamo dal caso simbolo di questa epidemia, la Bielorussia. Nello stato nato dalla dissoluzione dell’URSS il Coronavirus non è mai parso come un problema, anzi addirittura hanno preso la palla al balzo per incentivare la diffusione del prioprio movimento. Aleksandr Lukashenko, presidente della nazione bielorussa, ha sempre negato l’esistena di tale virus (si possono trovare facilmente le sue parole su internet) e addirittura ha promosso la regolare continuazione della Vysshaya Liga e delle sottoleghe consentendo anche ai tifosi di entrare negli stadi regolarmente, come se non stesse accadendo nulla nel mondo. Decisioni che hanno portato i benefici sperati al governo di Minsk, che è riuscito a vendere i diritti delle partite a diverse emittenti russe e dei paesi confinanti, ma che pian piano sta incontrando la resistenza dei tifosi, insicuri rispetto all’idea di assistere alle partite allo stadio. Addirittura è intervenuta una delle più grandi stelle del calcio bielorusso, Hleb, chiedendo a Messi e Ronaldo di venire a giocare temporaneamente nel campionato nazionale in forma “amichevole”. Proposta gentilmente rispedita al mittente.

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Stessa idea, ma diverso continente: in Nicaragua il calcio prosegue indomito e la nazione guidata da Ortega non sembra farsi piegare dal virus. Infatti l’unico provvedimento attuato dalla federcalcio nicaraguense è stato quello di chiudere gli stadi ai tifosi, senza dotare di protezioni nè gli addetti ai lavori nè i calciatori. La Liga Primera sta però reagendo alle mancanza del governo di stampo sandinista visto che i campioni in carica del Diriangén hanno protestato indossando mascherine e guanti al loro ingresso in campo nello scorso match. In ogni caso fra oggi e domani andrà in scena la 13esima giornata di campionato, senza prestare attenzione al Coronavirus (comprensibile, attulamente in Nicaragua sono solo 5 i casi registrati).

Altro giro, altro continente… Arriviamo in Asia dove anche in Tagikistan si disputa il massimo campionato di calcio (il Vysshaya Liga) e dove addirittura oggi è andata in scena la Supercoppa tagika. Nonostante l’Africa sia in pausa per consentire alle proprie nazionali di disputare le qualifiche alla Coppa d’Africa, c’è una nazione dove ancora si pratica il calcio: il Burundi. Pare che in entrambe le nazioni al momento non si stia discutendo per un eventuale stop alla manifestazione, mentre essendo pochi i casi riscontrati finora è stato deciso nelle ultime ore di giocare i match a porte chiuse.

Concludiamo il nostro giro per il globo ritornando nel Vecchio Contintente dove in alcuni paesi del Nord si vede ancora il football che rotola: nonostante l’Europa sia stata la prima a interrompere i propri campionati nazionali, la Svezia è molto attiva sul fronte delle amichevoli, dato che ogni giorno si può assistere a tante partite fra tutte le compagini del paese scandinavo, alle quali si uniscono club bielorussi, ucraini, finlandesi.

Probabilmente non tutti questi paesi si rendono conto ancora di cosa sia questa emergenza, dovrebbero forse ritornare sui propri passi e rivedere la decisione di giocare ancora. Un investimento doloroso ora tuttavia molto produttivo pre il futuro.