Le qualificazioni alla Coppa d’Africa 2019, che definiranno le 24 qualificate a un torneo che tornerà a essere giocato d’estate, non smettono di regalare sorprese (la prossima potrebbe essere il Burundi di Berahino e del goleador Razak: 17 gol in 37 gare): dopo il Madagascar e il Camerun paese ospitante, hanno conquistato la qualificazione Senegal, Marocco, Nigeria, Mali, Algeria, Guinea, Tunisia, Egitto, Uganda e… Mauritania. La qualificazione del piccolo paese africano è, con quella del Madagascar, la più sorprendente e interessante.

La Mauritania, stato indipendente dalla Francia dal 1960 che ha per capitale Nouakchott, non è certamente un paese facile: è una repubblica islamica, nella quale viene ancora applicata la legge religiosa. La situazione economica è critica, dato che il 45% della popolazione vive con meno di due dollari al giorno, quella sociale ancora peggiore: la pena di morte è presente, e viene applicata anche per l’omosessualità. Essere gay, in Mauritania (come in altri 76 paesi), è un crimine punibile con la decapitazione in pubblico, senza possibilità d’appello. Insomma, la Mauritania e i suoi 3.3mln d’abitanti non vivono una situazione facile, ma possono gioire grazie allo storico risultato calcistico ottenuto dagli uomini di Corentin Martins. È lui, tecnico francese classe ’69, il deus ex machina alle spalle degli strepitosi risultati dei Mourabitunes, chiamati così in onore alla dinastia al-Murābitūn, che conquistò il Marocco (ma, secondo alcune malelingue, anche in onore del gruppo jihadista omonimo).

Corentin Martins ha una storia giovane da tecnico, che l’ha visto svolgere un paio di volte il ruolo da traghettatore del Brest prima di prendere in carico la Mauritania nel 2014, ma è un ex giocatore di un certo peso: ha fatto parte dello storico Auxerre di Guy Roux, vincendo il campionato, e ha giocato per il Deportivo La Coruña e per lo Strasburgo che vinse la Coppa di Francia. A questo aggiungiamo 14 presenze nella Francia pre-1998. Insomma, non è uno sprovveduto, e ha saputo plasmare la Mauritania a sua immagine e somiglianza negli anni: non è stato tutto facile, ma la Federcalcio locale gli ha dato fiducia anche quando i risultati non erano di livello, e l’ha aiutato nel reclutamento dei giocatori dalla doppia nazionalità e dei nuovi talenti della nazionale nordafricana, espressione di un paese che confina col Marocco. È nata così la squadra attuale, che ha sorpreso tutti nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa 2019: la Mauritania di Corentin Martins non ha il grande campione, ma ha un gruppo che crede nell’organizzazione di squadra data da Martins e nelle proprie capacità, e ha saputo crescere fino a livelli sorprendenti.

12 giocatori della rosa attuale militano in Mauritania, ma questo non è stato un limite per Martins e i suoi: i ”locali” hanno saputo mischiarsi con un veterano come Moulaye Bessam (44 presenze e 12 gol, top-scorer dei suoi: gioca in Tunisia) e con giocatori militanti in Europa come Adama Ba (attaccante del Giresunspor, ex Bastia), Guidileye (ex Ligue 1, ora in Azerbaijan) e con difensori giovani (Abdoulkader Thiam, vivaio Monaco) e meno giovani (Abdoul Ba, 26 presenze e leader difensivo). Il risultato è stata una nazionale dall’età media bassa (25 anni), che ha scalato il ranking FIFA fino alla 104a posizione e ha ottenuto un risultato storico: la Mauritania non si era mai qualificata alla Coppa d’Africa, l’ha fatto per l’edizione 2019 e con una giornata d’anticipo. E l’ha fatto in un gruppo non facile, che comprendeva l’Angola e il Burkina Faso, nazionale che ha centrato due semifinali consecutive nella competizione e ora rischia di non qualificarsi: i Mourabitunes hanno battuto 1-0 e 2-1 il Botswana, 2-0 il Burkina Faso e perso malamente con l’Angola, mettendo a rischio tutto. Il 4-1 inflitto dagli angolani, alla luce della gara di ritorno da giocarsi quattro giorni dopo, poteva essere fatale, ma non lo è stato. 1-0 per la Mauritania e qualificazione di fatto blindata, una qualificazione che è stata conquistata ufficialmente battendo il Botswana nella gara seguente e con un turno d’anticipo: un risultato che di fatto svuota di ogni significato la gara conclusiva col Burkina Faso (la classifica recita: Mauritania 12, Angola 9, Burkina Faso 7, Botswana 1).

La Mauritania di Corentin Martins ha ottenuto qualcosa di storico dunque, e ora proverà a mettersi in mostra nel massimo torneo continentale: lo farà da assoluto underdog, affrontando la Coppa d’Africa a testa sgombra e senza obiettivi particolari. La condizione migliore per una nazionale giovane, che potrebbe caricarsi dopo eventuali risultati positivi e non buttarsi giù dopo le prime sconfitte: i Mourabitunes ce la metteranno tutta, e vedremo come si comporteranno.

La formazione-tipo della Mauritania

(di Marco Corradi, @corradone91)

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