Una papera e mezza, nella più classica delle serate da dimenticare per chi, a 38 anni, è ancora il titolare assoluto tra i pali della sua nazionale: Kossi Agassa ha vissuto un’autentica giornata da incubo contro il Marocco, spianando la strada alla rete dell’1-1 di Bouhaddouz con un’uscita assurda e dannatamente goffa (la vedrete nel video sottostante) e mostrando riflessi letargici sul tiro dalla distanza di En-Nesyri, che ha portato al 3-1 dei Leoni dell’Atlante, saggiamente guidati in panchina da Hervé Renard.

https://www.youtube.com/watch?v=zZkGnWlPUm4

Una brutta prestazione, per un portiere che era tra i migliori del suo continente nel 2006, quando ”Magic Hands” difese la porta del Togo nel Mondiale 2006 e che, dopo lo svincolo dal Reims (nel quale ha militato 8 anni, dopo le esperienze con Hercules e Metz, che l’aveva portato in Europa), si è ritrovato a giocare in quarta serie francese nel modesto Granville (2° a sorpresa in campionato): non esattamente il top per chi vanta 59 presenze nelle fila degli Sparvieri, che ancora non possono fare a meno di lui e Adebayor sia per il carisma, che per l’assenza totale di alternative credibili. Tutto questo non è bastato ad assolvere Agassa, che pure aveva fatto una buona prestazione nell’esordio contro la Costa d’Avorio, ma è stato additato dai tifosi togolesi come l’assoluto colpevole del ko contro il più forte Marocco: e, come spesso è accaduto nel calcio africano, ecco arrivare qualche esaltato a sfruttare queste accuse per sfoderare una violenza che col calcio ha ben poco a che fare. Nella giornata di ieri, infatti, la casa di Agassa a Lomé (capitale del Togo) è stata messa a ferro e fuoco da un gruppo di ultras degli Sparvieri, che voleva lanciare un messaggio al portierone africano: un assalto in piena regola, che ha portato anche al ferimento di uno degli agenti che erano stati messi a protezione dell’abitazione, dato che la polizia aveva subodorato l’odio crescente di alcune frange violente dei tifosi togolesi verso Agassa.

Un fatto da condannare, che ha spinto Agassa a prendere una decisione irrevocabile e comprensibile: il portiere, per protesta contro l’atto violento, non scenderà in campo contro la RD Congo nell’ultima gara del gruppo C della CAN 2017, quella che vedrà il Togo giocarsi le ultime chance di qualificazione (passerebbe soil vincendo), e molto probabilmente chiuderà qui la sua esperienza in nazionale. Al suo posto, dovrebbe giocare Cedric Mensah, 27enne militante nel Le Mans con ben poca esperienza internazionale (3 presenze con gli Sparvieri, tutte nel 2008), che potrebbe faticare e non poco contro Bakambu e compagni. Ma ormai la decisione di Agassa è presa, ed è stata avallata dal ct Le Roy: ”È rimasto piuttosto scosso da quanto è accaduto, non ce la farà a giocare. Del resto, non me la sento di dargli torto”. E non ce la sentiamo noi, dopo una reazione assolutamente comprensibile da parte di chi teme anche per la propria vita, oltre che per quella dei suoi cari (che potevano essere in casa quel giorno)…

(di Marco Corradi, @corradone91)

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