Coppa d'Africa 2019

Dopo le tante eliminazioni eccellenti alle quali abbiamo assistito negli ottavi di finale (out Egitto, Marocco, Camerun e Mali), la Coppa d’Africa 2019 riparte e ci fa assistere alle prime due sfide dei quarti di finale, che andranno a determinare la top-4 del Continente Nero. Si parte alle 18 con la sfida tra il Senegal e il sorprendente Benin, mentre alle 21 tocca alla Nigeria, che affronta il Sudafrica ”giustiziere” dei padroni di casa. Stadi semivuoti per l’assenza dell’Egitto e campi non in perfette condizioni per le troppe partite giocate in questi giorni: si giocano così i quarti di finale della manifestazione, e andiamo a scoprire quali sono le prime semifinaliste.

SENEGAL-BENIN 1-0: GUEYÉ-GOL, KOULIBALY&CO. IN SEMIFINALE– È il 30 June Stadium del Cairo, impianto di proprietà delle forze armate di difesa aerea, la ”casa” del primo quarto di finale, che mette di fronte i Teranga Lions e gli scoiattoli: da un lato l’esuberanza, la mimica e il carattere di Aliou Cissé, che fu uno dei leader della generazione d’oro del Mondiale 2002, dall’altro il pragmatismo tattico di Michel Dussuyer e del suo Benin, che non ha mai vinto in Coppa d’Africa e si gioca i quarti (dopo quattro pari su quattro). Il Senegal, che venne eliminato ai rigori nell’edizione 2017 ed è una delle favorite, ha iniziato bene il torneo, ma ha perso con l’Algeria e faticato più del dovuto con l’Uganda: la sua stella è Sadio Mané, tre gol (capocannoniere con Ounas, Ighalo e Bakambu) e due rigori sbagliati nella competizione. Il Benin invece è una delle sorprese della Coppa d’Africa: ha fermato il Ghana, retto col Camerun ed eliminato il Marocco agli ottavi, con l’errore dal dischetto di Ziyech al 95′, le parate di Allagbé (che ha ottenuto in premio un terreno del valore di 3mila euro) e il doppio errore marocchino (En-Nesyri e Boufal) nella serie dei penalty. Aliou Cissè, che deve fare a meno di Ismaila Sarr, non si schioda dal suo 4-2-3-1: Alfred Gomis; Gassama, Kouyaté, Koulibaly, Sabaly; Badou N’Diaye, Gueye; Keita, Saivet, Mané; Niang. Risponde con un 4-1-4-1 Dussuyer, che deve fare a meno di Adenon squalificato e dell’infortunato Farnolle: Allagbé; Barazé, Adilehou, Verdon, Imorou; Adeoti; Soukou, D’Almeida, Sessegnon, Poté; Mounié. I centravanti delle due formazioni, Mounié e Niang, sono entrambi a secco. Dopo dieci minuti di studio, il Senegal alza sensibilmente il ritmo. Mané si incunea nella difesa avversaria e impegna Allagbé, che blinda la sua porta, ma fa anche tremare i suoi con un errore iniziale. I Teranga Lions spingono, gli scoiattoli giocano in contropiede e hanno una prima chance con Soukou, che spara a lato. Manovra molto avvolgente del Senegal, che però poi si perde cercando improbabili triangoli o per la sfortuna/imprecisione di Niang, che non ha mai segnato nonostante i 13 tiri in porta.

Il Benin, di contro, ha un’ottima organizzazione e trova la miglior chance del primo tempo: punizione di Soukou, Poté la tocca di tacco in no-look, e la sfera si spegne a lato di pochi centimetri. Grande occasione per il Benin, e il Senegal torna a spingere: Niang ha un’altra chance, e nel finale di tempo tripla occasione nel giro di pochi secondi per la nazionale di Cissé, davvero arrembante e sempre murata dalla difesa e da Allagbé. Si va al riposo sullo 0-0, e nella ripresa parte forte il Benin: Soukou è ispirato, Mounié cicca e Poté calcia debolmente, sprecando una grande chance per il vantaggio. Vantaggio che troverebbe il Senegal, ma viene annullato per offside di Mané. Si infortuna Niang ed entra Mbaye Diagne, reduce da 30 gol in 32 partite in Turchia (20 col Kasimpasa, 10 col Galatasaray), mentre Keita lascia il posto a Krepin Diatta: il Senegal fatica dietro, e per poco Alfred Gomis non si fa autogol, ciccando la sfera su un retropassaggio e rischiando grosso. Nel momento peggiore, i Teranga Lions vanno in vantaggio: filtrante di Mané per Idrissa Gueyé in un’azione made in Liverpool (”Gana” gioca nell’Everton), e tocco del mediano per battere Allagbé. 1-0 Senegal al 70′ col primo col in Nazionale per Gueyé, e i ragazzi di Cissé spingono: Allagbé evita la doppietta a Mané, che si vede annullare un’altra rete, e poi il Benin si salva dopo un clamoroso parapiglia in area, con tantissima confusione e tre chances in dieci secondi per il Senegal con Allagbé battuto dopo essere stato saltato da Mané. Dussuyer cambia gli esterni inserendo Djigla e Dossou, ma la gara è finita, a maggior ragione quando Verdon si fa espellere per fallo da ultimo uomo su Gueye (83′): ci pensa Alfred Gomis, con un nuovo errore, a dare l’unico brivido al Senegal, ma Koulibaly salva tutto. 1-0 e Senegal in semifinale a tredici anni dall’ultima volta: sfiderà la vincente di Madagascar-Tunisia. Finisce qui l’avventura del Benin, che dopo quattro pareggi conosce la sconfitta ed esce ai quarti.

NIGERIA-SUDAFRICA 2-1: TROOST-EKONG MANDA LE SUPER-AQUILE IN SEMIFINALE– La seconda semifinale è decisamente inattesa. Non tanto per la Nigeria di Gernot Rohr, che escludendo il ko contro il Madagascar nel girone sta disputando un’ottima Coppa d’Africa e ha eliminato i detentori del Camerun con un 3-2 scoppiettante, quanto per il Sudafrica: i Bafana Bafana, una delle migliori terze sotto la guida di Stuart Baxter, hanno eliminato l’Egitto con una buona gara difensiva e un contropiede bruciante. Il match dunque non è quello che si attendeva il pubblico dell’International Stadium del Cairo, e ovviamente l’impianto è semivuoto. Gernot Rohr cambia la sua Nigeria, inserendo Collins e Chukwueze nel suo 4-2-3-1: Akpeyi; Awaziem, Troost-Ekong, Omeruo, Collins; Ndidi, Etebo; Musa, Iwobi, Chukwueze; Ighalo. Stessa formazione che ha battuto l’Egitto, invece, per il Sudafrica, che si schiera col 4-3-3: Williams; Mkhize, Hlatshwayo, Mkhwanazi, Hlanti; Zungu, Furman, Mokotjo; Tau, Mothiba, Lorch i titolari dei Bafana Bafana.

Parte subito forte la Nigeria, che si rende pericolosa con un tiro dai 30m di Ndidi che termina alto: risponde Lorch per il Sudafrica, ma manca completamente la mira. Il Sudafrica fa girare la sfera, la Nigeria è più attendista e cerca le ripartenze, sbloccando il match al 27′: Iwobi salta Mkhize e mette in mezzo per Chukwueze, che segna ”di seconda” dopo un rimpallo. Molti errori nel match, e la reazione sudafricana è pressochè nulla: Chukwueze, davvero scatenato dopo l’ottima annata col Villarreal, sfiora la doppietta col piattone, che termina out. I Bafana Bafana rispondono con Mothiba, ma rischiano in avvio di ripresa: Etebo centra la traversa su punizione, poi Chukwueze non aziona Ighalo a tu per tu col portiere per un soffio. Il Sudafrica è in apnea, ma si rialza nella seconda metà della ripresa e trova il gol: su azione da corner Hlatshwayo tocca di sponda per Zungu, che batte Akpeyi di testa. 1-1 che viene inizialmente annullato e poi convalidato dalla VAR perchè la sponda in realtà è di Ighalo, e dunque non c’è fuorigioco per il mediano dell’Amiens. La rete riaccende la Nigeria, che va all’assalto e sfiora il vantaggio con Iwobi: bene anche il Sudafrica, e Percy Tau colpisce a lato di poco. Siamo nei minuti finali e i supplementari sono vicinissimi e quasi scontati, ma all’89’ la Nigeria vince il match: cross di Simon (subentrato a Musa), Williams esce malissimo e lascia campo libero a Troost-Ekong, che segna a porta vuota da due passi. 2-1 Nigeria, Ighalo sbaglia il tris in ripartenza e le Super-Aquile passano in semifinale: sfideranno la vincente di Algeria-Costa d’Avorio.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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