Coppa d'Africa

Dimenticatevi la Coppa d’Africa come l’avete conosciuta finora. L’edizione 2019 è quella della nuova era della massima competizione del Continente Nero: da 16 squadre si passa a 24, con un torneo che accoglie nuove formazioni (Namibia, Burundi, Mauritania, Benin e un favoloso Madagascar) e non ha visto qualificarsi qualche protagonista attesa (Zambia, Burkina Faso e Gabon), ma soprattutto cambiano completamente le date. La Coppa d’Africa era la manifestazione più odiata dai club, dato che si giocava tra gennaio e febbraio e ”spezzava” la stagione dei giocatori, che raramente riuscivano a tornare pienamente in forma dopo un torneo così impegnativo dal punto di vista fisico e mentale: per questo e per motivi televisivi si è scelto di spostarla, dopo anni, d’estate. Si inizierà il 21 giugno, finale il 19 luglio all’International Stadium del Cairo. È l’Egitto ad ospitare il torneo, e abbiamo iniziato le nostre presentazioni proprio dal girone dei Faraonie da quello della Nigeria: proseguiamo col gruppo C della Coppa d’Africa 2019, che vedrà affrontarsi Senegal, Algeria, Kenya e Tanzania.

SENEGAL

Il Senegal ha bisogno di un successo, per evitare di diventare la nazionale dell’eterna incompiuta. I Lions de la Teranga hanno avuto due generazioni d’oro: la prima è quella che nel 2002, con El-Hadji Diouf e compagni, conquistò l’accesso a uno storico Mondiale e arrivò fino ai quarti di finale, eliminando la Francia campione del mondo e l’Uruguay nel girone, e perdendo contro la sorprendente Turchia per mancare una clamorosa semifinale. Quella stessa generazione, guidata da capitan Aliou Cissé, aveva anche raggiunto la finale della Coppa d’Africa 2002, persa contro il Camerun. Dopo qualche anno d’oblio, Aliou Cissé è diventato il ct della Nazionale, e ha dato vita alla rinascita del Senegal: tecnico dal look pittoresco e dal fortissimo carisma, Cissé ha plasmato tatticamente e mentalmente i suoi ragazzi, costruendo anno dopo anno una nazionale fortissima sulla carta, ma ancora incompiuta. Il Senegal era arrivato alla Coppa d’Africa 2017 da possibile favorita, ma uscì ai quarti e ai rigori contro il sorprendente Camerun nel remake della finale 2002 (persa ai rigori, errore di Aliou Cissé). Il Senegal era arrivato ai Mondiali di Russia 2018 da nazionale in rampa di lancio e possibile sorpresa, ma è uscito nel girone per l’assurda regola sui cartellini gialli negli arrivi a pari merito: il Giappone, con un giallo in meno, si qualificò agli ottavi, Senegal a casa. Ne va da sè che la squadra di Aliou Cissé sia tremendamente motivata in questa Coppa d’Africa, che la vede come assoluta favorita insieme all’Egitto: i Lions de la Teranga sono completi in ogni reparto e hanno una rosa potenzialmente formidabile.

Kalidou Koulibaly è il leader di questa Nazionale, nonchè uno dei migliori difensori al mondo e il centrale più richiesto del momento: dovrà impedire che gli altri segnano, giocando probabilmente con Salif Sané (Schalke 04). In difesa c’è uno dei migliori talenti del Senegal futuro, il terzino Moussa Wagué, acquistato dal Barcellona e militante nel 2018-19 nel Barça B. A centrocampo il Senegal ha buoni giocatori (Diatta, Idrissa Gueye, Badou N’Diaye e Kouyaté), ma è davanti che diventa fenomenale: Sadio Mané è il leader offensivo, ma in rosa ci sono giocatori affidabili e talentuosi come Niang, Saivet, Keita e Ismaila Sarr, e un centravanti in grande spolvero come Mbaye Diagne (30 gol in 29 gare tra Kasimpasa e Galatasaray). Un’autentica ”imortal delantera”, come direbbero in Argentina, che potrebbe fare malissimo agli avversari: il Senegal, se troverà un equilibrio interno, è la favorita per vincere questa Coppa d’Africa. Sempre che non riesca a farsi del male, com’è sua abitudine nei momenti che contano…

Miglior risultato

finalista nel 2002.

Convocati

PORTIERI: 1 Abdoulaye Diallo (Rennes), 16 Edouard Mendy (Reims), 23 Alfred Gomis (Spal).

DIFENSORI: 2 Saliou Ciss (Valenciennes), 3 Kalidou Koulibaly (Napoli), 4 Pape Abou Cissé (Olympiakos), 6 Salif Sané (Schalke 04), 12 Youssouf Sabaly (Bordeaux), 21 Lamine Gassama (Goztepe), 22 Moussa Wagué (Barcellona B).

CENTROCAMPISTI: 5 Idrissa Gana Gueye (Everton), 8 Cheikhou Kouyaté (Crystal Palace), 13 Alfred N’Diaye (Malaga), 14 Henri Saivet (Bursaspor),  17 Badou N’Diaye (Galatasaray), 18 Ismaila Sarr (Rennes), 20 Sada Thioub (Nimes).

ATTACCANTI: 7 Moussa Konaté (Amiens), 9 Mbaye Niang (Rennes), 10 Sadio Mané (Liverpool), 11 Keita Baldé (Inter), 19 Mbaye Diagne (Galatasaray).

Probabile formazione 

ALGERIA

Alla voce ”eterna incompiuta”, oltre alla foto del Senegal, c’è quella dell’Algeria, un’altra nazionale che avrebbe potuto ottenere molto di più di quanto in realtà non ha ottenuto nella sua storia. I Fennec hanno letteralmente buttato via intere generazioni potenzialmente vincenti, cambiando commissari tecnici come nel resto del mondo si cambiano calzini: i loro migliori risultati a livello continentale li hanno ottenuti nell’era di Madjer, il tacco d’Allah, che portò la sua Nazionale al 3° posto del 1988 e alla vittoria nella Coppa d’Africa 1990. Poi, un lento declino fino all’avvento dell’attuale generazione di Mahrez, Ghoulam e compagni: una generazione che ha ottenuto gli ottavi di finale nel Mondiale 2014, perdendo immeritatamente contro la Germania, ma anche il tracollo seguente. L’Algeria è infatti uscita malamente nei gironi nell’ultima Coppa d’Africa, con un ct virtualmente esonerato negli ultimi match, e dopo aver vissuto continui cambi tecnici (dal 2015 a oggi: Gourcuff, Rajevac, Leekens, Zetchi, Lucas Alcaraz e Madjer) non si è qualificata ai Mondiali 2018. Questo ha portato a un nuovo avvicendamento, con l’arrivo di Djamel Belmadi come ct: Belmadi è giovane (44 anni), ma ha vinto svariati titoli col Lekhwiya/Al Duhail in Qatar, e da giocatore ha militato nel Man City ed è stato una colonna della Nazionale.

Con lui l’Algeria si è qualificata alla Coppa d’Africa, e ora spera di potersi rialzare definitivamente. L’Algeria ha portieri rivedibili (Oukidja il migliore) e una difesa che mischia talenti e veterani: Bensebaini si ritrova a fare da leader nella zona centrale, verosimilmente con Mandi, mentre Youcef Atal (Rennes) è il giocatore in rampa di lancio insieme a Fares. Le prestazioni dei due hanno fatto sì che non venisse convocato Ghoulam, mai al 100% fisicamente in stagione, dopo il rientro dall’infortunio. La mediana algerina è di qualità, con Bennacer miglior talento, la trequarti il solito bijoux: Mahrez, Feghouli, Brahimi e Ounas. In attacco scalpita Baghdad Bounedjah, centravanti che è stato formidabile con l’Al-Sadd, segnando 39 gol in 22 match (!). Dovrebbe strappare la maglia da titolare a Slimani e alla nuova potenziale stella algerina: Andy Delort ha sfruttato le origini materne per rendersi eleggibile per la nazionale dei Fennec, dopo i 14 gol stagionali col Montpellier. Inizialmente era stato escluso dai 23, ma è stato richiamato dopo l’espulsione dalla Nazionale di Belkebla: l’esterno offensivo è stato protagonista di un episodio surreale, dato che è stato allontanato dalla nazionale per aver… mostrato il sedere durante una diretta IG fatta mentre stava giocando a Fortnite. Nei paesi islamici c’è molta attenzione a decenza e morale, e Belkebla è stato allontanato a furor di popolo. L’Algeria, con unità d’intenti e una tattica convincente, può andare molto avanti: la mettiamo poco sotto le grandi favorite.

Miglior risultato

1 Coppa d’Africa (1990)

Convocati

PORTIERI: 1 Azzedine Doukha (Al-Raed), 16 Alexandre Oukidja (Metz), 23 Rais M’Bolhi (El-Ettifaq).

DIFENSORI: 2 Aissa Mandi (Betis), 3 Medhi-Jean Tahrat (Lens), 4 Djamel Benlamri (Al-Shabab), 5 Rafik Halliche (Moreirense), 6 Mohamed Fares (Spal), 18 Mehdi Zeffane (Rennes), 20 Youcef Atal (Rennes), 21 Ramy Bensebaïni (Rennes).

CENTROCAMPISTI: 7 Riyad Mahrez (Manchester City), 10 Sofiane Feghouli (Galatasaray), 11 Yacine Brahimi (Porto), 12 Adam Ounas (Napoli), 14 Hicham Boudaoui (Paradou), 17 Adlene Guedioura (Nottingham Forest), 19 Mehdi Abeid (Dijon), 22 Ismael Bennacer (Empoli).

ATTACCANTI: 8 Youcef Belaili (Esperance Tunis), 9 Baghdad Bounedjah (Al-Sadd), 13 Islam Slimani (Fenerbahçe), 15 Andy Delort (Montpellier).

Probabile formazione

KENYA

Calcio e Kenya non stanno spesso nella stessa frase, anche perchè la nazionale di calcio kenyota raramente vanta reali talenti. Le Harambee Stars si sono qualificate alla Coppa d’Africa solo in cinque occasioni: nel 1972, nel 1988, nel 1990, nel 1992 e nel 2004, con altrettante eliminazioni senza appello nella fase a gironi e nel primo turno della manifestazione. Dopo 15 anni di totale oblio, che hanno portato passate stelle del Kenya come Macdonald Mariga e Dennis Oliech a non giocare neppure una Coppa d’Africa, la nazionale africana torna a disputare il massimo torneo continentale. Merito dell’allargamento a 24 squadre e di un girone agevole, che ha visto le Harambee Stars giocare solo contro Ghana ed Etiopia, dopo la squalifica della Sierra Leone per la sospensione della Federcalcio locale: il Kenya ha ottenuto 7 punti, battendo le Black Stars all’andata (autorete di Opoku), e si è qualificato in qualità di seconda di un girone tutt’altro che complicato, vista anche la mediocrità dell’Etiopia. Così facendo, il Kenya disputerà la sua 6a Coppa d’Africa, e col nuovo regolamento riguardo all’avanzamento delle quattro migliori terze, potrebbe anche passare il turno.

La stella indiscussa della Nazionale è Victor Wanyama, mediano del Tottenham finalista in Champions League: un giocatore di sostanza, come tanti ce ne sono nelle Harambee Stars, che dispensano tanti giocatori nel resto d’Africa e nell’Europa ”minore”. L’altra stella è l’attaccante Michael Olunga, 14 reti in Nazionale e un’attuale esperienza asiatica nelle fila del Kashiwa Reysol. Il ct del Kenya, invece, è il francese Sebastien Migné, 46 anni e una carriera tutta africana: ha iniziato nel 2013 allenando l’U20 della Repubblica Democratica del Congo, salvo poi allenare dal 2017 al 2018 l’altro Congo, quello con capitale Brazzaville. Nell’estate 2018 ha firmato col Kenya, che per le sue prestazioni nelle qualificazioni africane si è guadagnato la nomina a ”squadra africana dell’anno 2018”: ora disputerà la Coppa d’Africa, provando a fare bella figura.

Miglior risultato

Out nella fase a gironi (1972, 1988, 1990, 1992, 2004)

Convocati

PORTIERI: 1 Farouk Shikalo (Bandari), 18 Patrick Matasi (Saint George), 23 John Oyemba (Kariobangi Sharks).

DIFENSORI: 2 Joseph Okumu (Real Monarchs), 3 Aboud Omar (Sepsi), 4 Joash Onyango (Gor Mahia), 5 Musa Mohammed (Nkana), 6 Bernard Ochieng (Vihiga United), 13 Eric Ouma (Vasalunds IF), 15 David Owino (ZESCO United), 20 Philemon Otieno (Gor Mahia).

CENTROCAMPISTI: 7 Ayub Timbe (Beijing Renhe), 8 Johanna Omolo (Cercle Bruges), 10 Eric Johana Omondi (Brommapojkarna), 11 Francis Kahata (Gor Mahia), 12 Victor Wanyama (Tottenham), 16 Paul Were (Trikala), 17 Ismael Athuman (Las Palmas B), 19 Ovella Ochieng (Vasalunds IF), 21 Dennis Odhiambo (Sofapaka).

ATTACCANTI: 9 John Avire (Sofapaka), 14 Michael Olunga (Kashiwa Reysol), 22 Masoud Juma (Al-Nasr LBY).

Probabile formazione

TANZANIA

Come il Kenya, anche la Tanzania non vanta una grande tradizione calcistica, e ha vissuto un ruolo davvero marginale nel calcio continentale. Fino all’attuale qualificazione alla Coppa d’Africa, la selezione tanzaniana aveva disputato una sola volta la competizione: parliamo dell’edizione 1980 e di un’immediata eliminazione nella fase a gironi. La Tanzania, che prima dell’unione con Zanzibar (patria di Freddie Mercury e ora territorio del Paese) giocava sotto il nome di Tanganica, ha vissuto lunghi anni bui: per 39 anni non si è qualificata, fino all’allargamento della Coppa d’Africa a 24 nazionali e alle ottime qualificazioni disputate sotto la guida del ct Emmanuel Amunike. Amunike, stella della Nigeria che vinse la Coppa d’Africa nel 1994 e disputò un ottimo Mondiale nello stesso anno (ha vestito le maglie di Sporting e Barcellona, dove subì un tremendo infortunio), è arrivato a guidare la Tanzania dopo una lunga militanza da tecnico, che l’ha visto allenare in patria, guidare la Nigeria U17 alla vittoria del Mondiale 2015 e poi lasciare il paese per approdare in Sudan alla guida dell’Al Khartoum SC.

Dopo quell’esperienza, nel 2018 ha firmato con la Tanzania, portata alla Coppa d’Africa grazie al 2° posto (8pti) nel girone con Uganda, Lesotho e Capo Verde. La stella delle Taifa Stars, che hanno la bellezza di 14 giocatori militanti nel campionato locale, è senza dubbio Mbwane Samatta, forte centravanti del Genk: ha realizzato 32 gol in 51 match stagionali col club belga, 23 in campionato, ed è anche il capitano della Nazionale tanzaniana. Giocheranno ”in casa” i centrocampisti Zaid e Mkami, che giocano in Egitto, rispettivamente nell’Ismaily e nel Petrojet. La base tattica della Tanzania è un 4-4-2, che ha esterni rapidi e Samatta fulcro del gioco. Vedremo come si comporterà la nazionale in quella che è la sua seconda Coppa d’Africa.

Miglior risultato

Fase a gironi (1980)

Convocati

PORTIERI: 1 Metecha Mnata (Mbao), 18 Aishi Manula (Simba), 19 Aron Kalambo (Tanzania Prisons).

DIFENSORI: 2 Gadiel Michael (Young Africans), 3 Vincent Phillipo (Mbao), 4 Mohammed Hussein (Simba), 12 Rashid Mandawa (Botswana Defence Force XI), 14 Aggrey Morris (Azam), 15 Erasto Nyoni (Simba), 16 Kelvin Yondani (Young Africans), 20 Hassan Ramadan (Nkana).

CENTROCAMPISTI: 5 Mudathir Yahya (Azam), 6 Ally Mtoni (Lipuli), 8 Frank Domayo (Azam), 10 Faridi Mussa (Tenerife), 13 Yahya Zaid (Ismaily), 17 Himid Mao Mkami (Petrojet), 23 Feisal Salum (Young Africans).

ATTACCANTI: 7 John Bocco (Simba), 9 Thomas Ulimwengu (JS Saoura), 11 Simon Msuva (Difaa El Jaddi), 21 Mbwana Samatta (Genk), 22 Abdillahie Yussuf (Blackpool).

Probabile formazione

(di Marco Corradi, @corradone91)

PER TUTTE LE NEWS E GLI AGGIORNAMENTI SEGUICI SU: AGENTI ANONIMI.