Coppa d'Africa 2019

Da un lato la squadra col miglior gioco del torneo, dall’altro la squadra più solida della manifestazione: la finale della Coppa d’Africa 2019 si giocherà domani alle ore 21 all’International Stadium del Cairo, e mette di fronte quelle che senza dubbio sono state le migliori formazioni dell’intero torneo. Senegal e Algeria avranno un’enorme chance per scrollarsi di dosso l’etichetta di eterna incompiuta, avvalorata da anni di ”magra” e clamorosi tonfi sul più bello. Fennec e Teranga Lions si affronteranno in un match potenzialmente bellissimo, da giocare a viso aperto, ma senza scoprirsi troppo e/o esporsi alle ripartenze fulminee dell’avversaria. Ci sono tanti protagonisti e tante curiosità da raccontare riguardo alle due nazionali: seguiteci in questo viaggio attraverso aneddoti e dati riguardo alla finalissima della Coppa d’Africa 2019.

COPPA D’AFRICA 2019: SENEGAL-ALGERIA, UNA SFIDA GIÀ VISTA– Senegal e Algeria, lo ribadiamo, sono senz’altro le due migliori squadre viste in questa Coppa d’Africa. L’Algeria ha messo in mostra un gioco davvero spumeggiante, fatto di grande possesso palla, verticalizzazioni e attacco sulle fasce: costruisce tantissime occasioni in ogni match, e probabilmente ha segnato anche meno del dovuto. Il Senegal, invece, fa della solidità la sua forza: la retroguardia, guidata da Koulibaly, si è confermata granitica nonostante dei portieri non impeccabili (Alfred Gomis ha commesso degli errori, idem Mendy), e poi c’è Sadio Mané a guidare le ripartenze della squadra e il suo gioco offensivo in toto. Le due formazioni si sono già affrontate nei gironi, quando l’Algeria dominò il possesso palla e vinse 1-0 grazie alla rete di Youcef Belaili: allora c’era in campo Kalidou Koulibaly, che invece sarà assente per squalifica nella finalissima e al 99% verrà sostituito dal rientrante Salif Sané. Una brutta assenza per i Teranga Lions, che hanno disputato un torneo solido e concreto: il Senegal ha battuto senza colpo ferire Kenya e Tanzania nel girone, chiudendo secondo per la sconfitta contro i Fennec, e poi ha iniziato un percorso fatto di 1-0 e solidità. Ha battuto così l’Uganda negli ottavi, il Benin ai quarti e la Tunisia in semifinale, dimostrando di saper soffrire e saper colpire al punto giusto: nella gara più difficile, una mano è arrivata dall’autorete di Bronn al 100′ e nei supplementari. Solidità, ripartenze e i gol (3) di Sadio Mané, che non batterà più i rigori dopo averne sbagliati due consecutivi: la pecca del Senegal è il centravanti, perchè Niang è ancora a secco, ma la squadra è ottima, con individualità interessanti come Idrissa Gueye e Ismaila Sarr, oltre ai difensori. L’Algeria ha condiviso il percorso coi senegalesi, facendo tre su tre nel girone e potendo schierare le riserve nell’ultimo match: negli ottavi ha asfaltato la Guinea (3-0), nei quarti ha sofferto e ha sconfitto ai rigori la Costa d’Avorio, e in semifinale ha battuto all’ultimo respiro la Nigeria con la strepitosa punizione di Riyad Mahrez.

Mahrez è la stella annunciata dei Fennec, ma prima della rete decisiva in semifinale aveva inciso meno delle attese: vedremo se riuscirà a trascinare i suoi nella finalissima, ma intanto altri si sono presi la scena. In parte è toccato a Ounas, 3 gol in pochissimi minuti giocati da super-sub, ma soprattutto è toccato a Ismael Bennacer: il centrocampista dell’Empoli ha mostrato geometrie, fosforo e una grandissima tecnica, prendendosi il centrocampo con qualità e personalità e oscurando un veterano come Feghouli. È stato senza dubbio il miglior giocatore dell’Algeria nella Coppa d’Africa 2019, e uno dei candidati a MVP del torneo. L’altro è sempre algerino, e la sua storia è bellissima da raccontare. Youcef Belaili ha vissuto un momento davvero complicato nella sua carriera, quando a 24 anni venne pizzicato per una positività alla cocaina (2016): è stato fermo due anni (dovevano essere 4, inizialmente) e non è stato convocato dall’Algeria fino al novembre 2018, quando si è preso in mano la squadra. È un giocatore dalla tecnica e velocità sopraffine, che incendia la fascia e ha costruito un’intesa perfetta col centravanti algerino, Baghdad Bounedjah. Belaili taglia, cuce e se possibile (Senegal) finalizza, Bounedjah sgomita e lotta. La loro è una storia da film, perchè i due sono amici d’infanzia, e fino ai 15-16 anni hanno condiviso lo spogliatoio nelle giovanili del RCG Oran, club algerino. Belaili ha poi spiccato il volo verso i migliori club locali, si è rialzato dopo la squalifica ed è diventato la stella dell’Esperance Tunis e uno dei leader dei Fennec, mentre Bounedjah ha giocato nell’RCG Oran fino ai vent’anni, e pensava che non avrebbe mai sfondato.

Il suo ”cavallo bianco” si chiama Etoile Sportive du Sahel, il club che l’ha lanciato nel grande calcio africano e gli ha consentito di farsi notare dall’Al-Sadd, che l’ha ingaggiato nel 2015. In Qatar questo attaccante che lotta coi difensori come il miglior Ibra, ha una tecnica molto interessante e un baffo anni Ottanta, è diventato una stella: 39 gol in 22 partite nell’ultima stagione, dominata dal club che verrà allenato da Xavi. Numeri che hanno attirato Belmadi, che già lo conosceva e gli ha affidato le chiavi dell’attacco dell’Algeria: Bounedjah ha risposto presente, e ha disputato una grande Coppa d’Africa, macchiata da qualche errore di troppo sottoporta (Nigeria) e da quel rigore sbagliato nei quarti vinti contro la Costa d’Avorio. L’abbiamo visto piangere dopo l’errore, e pregare in panchina che i suoi compagni passassero lo stesso: è successo, e domani lui, Belaili, Bennacer e Mahrez proveranno a trascinare i Fennec. Se non avessero 27 anni, Belaili e Bounedjah sarebbero sul taccuino di vari club europei: chissà che la chance non arrivi ugualmente. Una cosa è certa: domani una tra Algeria e Senegal si scrollerà di dosso l’etichetta di eterna incompiuta. 

COPPA D’AFRICA 2019: CISSÉ-BELMADI, LA RIVINCITA DEI CT AFRICANI E IL “FATTORE-CHAMPIGNY”– Un’etichetta che entrambe si sono guadagnate a suon di crolli sul più bello e anni senza vittorie. Il Senegal non ha mai vinto la Coppa d’Africa, e ha conquistato una sola finale, persa ai rigori contro il Camerun. L’errore decisivo venne commesso dal capitano di quella generazione d’oro dei Teranga Lions, che poi disputò anche un ottimo Mondiale battendo la Francia: Aliou Cissé. L’attuale ct era il leader tecnico di quella rosa, ed è diventato il tecnico che ha riportato il Senegal all’antico splendore. Ha ereditato il ruolo nel 2015 costruendo un’ottima nazionale, eliminata ingiustamente dal Camerun nei quarti dell’edizione 2017 (errore di Mané nei rigori) ed eliminata per il maggior numero di cartellini gialli nella fase a gironi dei Mondiali 2018. Il Senegal ha saputo imparare dalle sconfitte e si è leccato le ferite, e ora si giocherà la finalissima della Coppa d’Africa 2019 contro l’Algeria di Djamel Belmadi, un altro ”uomo della rinascita”.  Belmadi, ex nazionale algerino di lungo corso, ha preso in mano un’Algeria dilaniata dalle lotte nello spogliatoio e dai continui cambi tecnici. Le ultime due Coppe d’Africa dei Fennec avevano visto la selezione nordafricana uscire nei quarti di finale (2015) e nei gironi (2017), gli ultimi anni invece ci avevano fatto assistere a dei continui ammutinamenti contro i commissari tecnici.

L’Algeria ha infatti cambiato sei ct in tre anni: Christian Gourcuff venne allontanato per le scorie della Coppa d’Africa, venendo sostituito da Nabil Neghiz, poi rilevato da Milorad Rajevac, durato pochissime partite e ”cacciato” dai senatori. Al suo posto arrivò il belga Leekens, ultima scelta dopo il no di Wilmots e di altri tecnici contattati, che venne esonerato dopo la disastrosa Coppa d’Africa 2017 e sostituito dallo spagnolo Lucas Alcaraz, che finì col compromettere ogni chance di qualificarsi ai Mondiali: inutile l’arrivo di Rabah Madjer come traghettatore, ormai era tutto finito e serviva solo ripartire. Djamel Belmadi, che tanto bene da tecnico aveva fatto in Qatar con l’Al-Duhail (ex Lekhwiya), ha dato un gioco e una forma mentis alla sua Algeria, che ora si giocherà la finalissima tanto attesa: il trofeo è arrivato nella terra dei Fennec solo nel 1990, con ”il tacco di Allah” Madjer in campo, e i suoi eredi proveranno a completare l’impresa. La sfida tra Algeria e Senegal, ma soprattutto tra Djamel Belmadi e Aliou Cissé, rappresenta la rivincita dei tecnici africani sui “santoni” spesso catapultati dall’Europa a guidare le nazionali africane. I commissari tecnici delle finaliste sono tecnici preparati, che sanno leggere le partite e hanno costruito la squadra a loro immagine e somiglianza in pochissimo tempo: a tutto questo si aggiunge una grande esperienza da giocatori, anche in club blasonati, un carisma non indifferente, due caratteri diversi (più eccentrico Cissé, noto per il suo decalogo, più pragmatico Belmadi), e un’origine… comune.

Il decalogo di Aliou Cissé, ”inculcato” ai suoi giocatori durante la CAN 2017: tappezzò lo spogliatoio di messaggi motivazionali

Quello che accadrà infatti nella finalissima della Coppa d’Africa 2019 difficilmente è accaduto altrove, perchè entrambi i ct legano la loro infanzia a Champigny, comune francese della valle della Marna di circa 76mila abitanti. Djamel Belmadi ci è nato nel 1976, Aliou Cissé invece ci è arrivato da bambino dopo essere nato a Ziguinchor (Senegal) nel… 1976: chissà se si sono mai incrociati, se hanno frequentato le stesse scuole o si sono conosciuti in gioventù. Sta di fatto che entrambi sono partiti da Champigny per costruire una grande carriera. Aliou Cissé ha debuttato nel Lille, vestendo poi le maglie di Sedan, PSG, Montpellier, Birmingham, Crystal Palace, Bournemouth, Sedan e Nimes, e diventato capitano del Senegal: proprio nel Senegal ha vissuto tutta la sua carriera da tecnico, prima da assistente di Giresse e poi da ct. Djamel Belmadi invece ha iniziato il suo percorso nelle giovanili del PSG, per poi giocare con Martigues, Cannes, Celta Vigo, Olympique Marsiglia (tre ottime stagioni), Man City, Al-Ittihad (una Champions League asiatica), Al-Kharitiyath, Southampton e Valenciennes, vestendo anche la maglia dei Fennec dal 2000. Da tecnico ha allenato l’Al-Duhail dal 2010 al 2012 e dal 2015 al 2018, vincendo quattro campionati e lanciando Almoez Ali: nel mezzo, una parentesi da ct del Qatar B e del Qatar ”vero”, e dal 2018 il matrimonio con l’Algeria. Uno di loro porterà Champigny sul tetto del continente africano, uno di loro alzerà la Coppa d’Africa domani: chi vincerà tra Algeria e Senegal? Lo scopriremo domani sera dopo le 23.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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