Coppa d'Africa 2019

Un paese ferito, una Federazione che tra poco sarà commissariata e qualche polemica che non guasta mai. La Coppa d’Africa 2019 scatterà stasera alle 22 col match inaugurale tra l’Egitto e lo Zimbabwe all’International Stadium del Cairo, ma il calcio giocato e l’avvicinamento a un torneo storico stanno passando decisamente sottotraccia in tutto il paese. Lo segnalano giustamente i colleghi del Fatto Quotidiano, e la situazione è tutt’altro che rosea nel paese e nell’Africa calcistica: per questo, prima di partire con le nostre previsioni riguardo alla Coppa d’Africa 2019, vi forniremo un quadro generale. Meritate di essere informati, anche perchè (escluso il Fatto) nessuno sta parlando della questione, neppure i sempre più disattenti tg nazionali (sportivi e non).

COPPA D’AFRICA 2019: DA STASERA SI GIOCA, MA (QUASI) NESSUNO NE PARLA. IL SURREALE SILENZIO NEL PAESE E LA CAF… COMMISSARIATA

I colleghi del Fatto Quotidiano (qui il link) ci svelano una realtà differente da quella che ci saremmo aspettati. La Coppa d’Africa 2019, il grande evento calcistico che vede l’Egitto tra le assolute favorite (vedi sotto) a stento si percepisce nel paese. Al Cairo si vive un’atmosfera surreale: tutti sanno che stasera giocheranno i Faraoni, ma la città è ”svuotata” da ogni immagine calcistica. Un paio di manifesti per Salah&co., grandi misure di sicurezza e poco altro. Due giornalisti riferiscono al Fatto che ‘‘La Coppa d’Africa sarà come uno show, almeno nei giorni in cui giocherà l’Egitto e in occasione di semifinali e finale. Per il resto la parola d’ordine è “sotto traccia”, meno se ne parla meglio è”. In sostanza, Al-Sisi vuole sfruttare la Nazionale come veicolo mediatico per distrarre da altro, ma al tempo stesso non vuole dare eccessiva visibilità a un evento organizzato in fretta e furia: l’Egitto ha ricevuto l’organizzazione a inizio 2019, dopo che la CAF aveva tolto la Coppa d’Africa al Camerun per i continui e persistenti ritardi. In pochi mesi sono stati fatti dei rapidi lavori agli stadi (già pronti all’80%), scelta la mascotte (il simpatico Tut, ispirato a Tutankhamon) e tutto il resto. Ma la città del Cairo, di fatto, è in assetto di guerra: soldati ovunque per garantire la sicurezza, ma anche per tenere sott’occhio la situazione. La morte di Morsi, leader dei Fratelli Musulmani ed ex presidente, stroncato da un attacco cardiaco durante un’udienza in tribunale, ha suscitato più di una perplessità nella popolazione, e non solo semplice dolore per il primo capo di governo del post-Mubarak. E allora, massima attenzione e massima allerta al Cairo, in una capitale blindata, e non solo per il calcio. I tifosi egiziani vivono con spirito dolceamaro questa Coppa d’Africa, l’evento in cui l’Egitto dovrà dimostrare di aver superato il caos-stadi che era emerso fragorosamente col massacro di Port Said (2012) durante il match tra Al-Ahly e Al-Masry: molti ultras sono stati schedati e non potranno assistere ai match, e il pubblico negli stadi per i match del campionato locale è ai minimi storici.

Inoltre, i biglietti della Coppa d’Africa avranno prezzi altissimi per il costo della vita locale: basti pensare che un posto nella tribuna centrale costa 120 euro (2500 sterline egiziane), il doppio di un match di Serie A. Probabilmente gli stadi si riempiranno ugualmente per assistere Salah e compagni e guidarli alla rincorsa del trofeo sfuggito nel 2017 (finale persa col Camerun) e la propaganda governativa userà il calcio per ”mettere sotto un tappeto” la vicenda-Morsi e ogni altro problema, ma certamente non è tutto rose e fiori.  E non solo in Egitto, ma anche in casa-CAF. È di ieri la notizia che la Confederazione calcistica africana verrà commissariata dalla FIFA a partire dal 1° agosto 2019 e per sei mesi. L’accordo è stato raggiunto proprio nella giornata di ieri, ed è stato annunciato in una conferenza tenuta dal presidente della CAF Ahmed Ahmad, arrestato nei giorni scorsi (insieme a Platini) nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione per assegnare i Mondiali di Qatar 2022. Una misura ”necessaria per garantire efficienza, trasparenza ed elevati standard di governance”, che in realtà è tutt’altro che condivisa come vogliono farci credere: la CAF sostiene di aver chiesto il commissariamento, in realtà la FIFA dovrebbe averlo imposto dopo l’ennesimo scandalo. La Federazione Internazionale gestirà il calcio in Africa per sei mesi, con Fatma Samoura come delegato generale e presidente ad interim, che dovrà gestire l’organizzazione interna/amministrativa, tagliare le mele marce e rendere migliore la CAF, colpita negli ultimi mesi dagli scandali. Prima del caos-corruzione in Qatar, i problemi erano sorti per la disorganizzazione del Camerun nella corsa alla Coppa d’Africa 2019, e prima ancora per un caso legato a Puma: nel dicembre 2017 la CAF aveva firmato un contratto con Puma per fornire attrezzature in vista dell’attuale Coppa d’Africa, ma l’accordo non è mai stato rispettato e ha tolto ulteriore credibilità al calcio africano, che ora deve ripartire dalle proprie ceneri.

Tut, la mascotte della Coppa d’Africa

COPPA D’AFRICA 2019: FAVORITE E SORPRESE. LE NOSTRE PREVISIONI

Dopo aver parlato del contorno, entriamo nei dettagli di una Coppa d’Africa che sarà rivoluzionaria per tanti motivi. Per la prima volta il torneo sarà a 24 squadre (erano 16) con tre debuttanti (Burundi, Madagascar, Mauritania), ma soprattutto si è scelta un’insolita collocazione estiva: da un lato apprezzano i club, che non si vedono più strappare i giocatori nel bel mezzo della stagione, vedendoli poi tornare spompati e/o al 30% della condizione fisica precedente, dall’altro protestano ct e giocatori stessi. Il motivo è presto detto, ed è il caldo africano: le temperature al Cairo e nel resto dell’Egitto dovrebbero sfiorare e superare i 45° (più annessa umidità), e tra l’altro svariate gare verranno giocate alle 16.30, ovvero nel picco massimo del caldo. Il ct dell’Algeria Belmadi ha bollato come folle la scelta, dicendo che ovviamente questo andrà ad inficiare il livello tecnico e l’agonismo delle gare, ed è difficile dargli torto: per le squadre sarà importante partire forte per poi gestirsi e arrivare al 90′ con tutti i giocatori integri, con annessi ritmi bassi e/o calanti. Ma quali sono le favorite per la vittoria della Coppa d’Africa 2019? A nostro avviso, le grandi favorite sono due: l’Egitto padrone di casa e il Senegal. I Faraoni ospitano il torneo, e hanno una rosa forte in ogni reparto: con Hector Cuper erano forse troppo difensivi, con Javier Aguirre hanno messo in mostra un calcio più offensivo e giocato meglio. E poi, hanno un top-player di valore Mondiale come Mohamed Salah e una rosa di tutto rispetto che mischia talento ed esperienza: hanno perso la finalissima nel 2017, e vorranno rifarsi nel torneo casalingo, andando a conquistare l’8a Coppa d’Africa. Il Senegal invece deve raccogliere i frutti di un’autentica generazione d’oro: Aliou Cissé e i suoi ragazzi vogliono scrollarsi di dosso l’etichetta di eterna incompiuta, alimentata ulteriormente dal ko contro il Camerun (ancora ai rigori) nei quarti della Coppa d’Africa 2017 e dall’eliminazione per i troppi cartellini gialli (a pari punti col Giappone) nei Mondiali. Il Senegal ha un campione come Sadio Mané, una roccia difensiva come Kalidou Koulibaly e ottimi giocatori come Keita, Diagne, Niang e affini: dev’essere una delle favorite e può vincere, se decide per una volta di non buttare via tutto e farsi del male.

Appena sotto le due squadre sopraccitate, c’è la terza favorita, il Marocco di Hervé Renard. Una squadra talentuosa ed esperta, che mischia a un leader difensivo come Medhi Benatia giocatori dalla tecnica sopraffina (e molto discontinui) come Ziyech, Belhanda, Boufal e affini: la difesa marocchina, con Hakimi/Mazraoui e Dirar sulle fasce, è una delle più talentuose e propositive dell’intero torneo, e l’attacco è monstre, con Hamdallah (39 gol in 22 match con l’Al-Nasr) come finalizzatore. Il Marocco si pone al di sopra delle altre big del continente, e appena sotto Senegal ed Egitto per quanto ci riguarda. Poi, tutte le altre: Tunisia e Algeria devono rilanciarsi e dimostrare di poter vincere un trofeo, la Costa d’Avorio non ci convince appieno in tutti i ruoli (e nella guida tecnica), il Ghana invece ha un gruppo consolidato, ma è anche reduce dalla clamorosa non qualificazione ai Mondiali. La Nigeria può sia fare grandi cose che fallire miseramente (difesa ”ballerina”), il Camerun invece è la grande incognita: il lavoro di Clarence Seedorf come ct dei detentori del trofeo ha suscitato più di una perplessità, come anche alcune scelte nella costruzione della rosa. È vero che rispetto alla rosa che vinse nel 2017 (un autentico miracolo sportivo) sono tornati Onana, Choupo-Moting e altri “ribelli”, e in più sono rimasti i vari Anguissa, Bassogog e Toko Ekambi, ma i Leoni Indomabili sembrano destinati a un ruolo da comprimaria e a non ripetersi in questa Coppa d’Africa: è una delle squadre che vediamo ai quarti di finale, e non oltre. Poco convincente anche la RD Congo, per quanto ci riguarda, ma il campo potrebbe smentirci. Chi potrebbe sorprendere? Facile parlare della Guinea, che ha un’ottima rosa con Naby Keita, Diawara e Kamano, e allora ci sbilanciamo puntando qualche fiche sul Madagascar: non ha un girone facile, ma ha disputato delle grandi qualificazioni e ha un’ottima organizzazione offensiva e difensiva. I Barea riusciranno a sorprendere tutti? E noi, azzeccheremo i pronostici? Appuntamento a partire da stasera per scoprire cosa succederà nella Coppa d’Africa 2019.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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