Coppa d'Africa 2019

Due gare e poi sarà tutto finito. La Coppa d’Africa 2019 volge ormai al termine, e mancano solo 180 minuti alla conclusione ufficiale del torneo disputato in Egitto. Domenica si sono giocate due semifinali ad alta tensione, che hanno spedito Senegal e Algeria alla finalissima: si giocheranno il trofeo venerdì alle ore 21, ma quest’oggi si è giocata l’altra finale, quella odiata da tutti, quella che nessuno vorrebbe giocare. Tunisia e Nigeria si sono sfidate per l’inutile terzo posto, in un match che in caso di parità al 90′ sarebbe andato direttamente ai rigori: non è servito tutto questo, perchè Ighalo ha chiuso la partita molto prima, regalando alle Super-Aquile il settimo successo in altrettante finaline disputate nella loro storia.

COPPA D’AFRICA, TUNISIA-NIGERIA: LE SCELTE DEI TECNICI PER LA FINALINA– Cambia molto la Tunisia, reduce dalla disastrosa semifinale e da quell’autorete fantozziana che ha sancito l’eliminazione: vengono ”epurati” entrambi i protagonisti di quell’azione, perchè non giocano nè Bronn, nè il portiere Hassen. Giresse schiera i suoi col 4-3-3, e lascia fuori anche Msakni, schierando il terzo portiere nella competizione: Ben Chrifia; Drager, Hnid, Meriah, Haddadi; Chaalali, Skhiri, Sassi; Badri, Khenissi, Khazri gli undici delle Aquile di Cartagine. Cambia portiere anche Gernot Rohr, che per il resto conferma la formazione-tipo della sua Nigeria: Uzoho; Collins, Troost-Ekong, Omeruo, Ola Aina; Ndidi, Etebo; Musa, Iwobi, Chukwueze; Ighalo i titolari delle Super-Aquile.

COPPA D’AFRICA, TUNISIA-NIGERIA 0-1: IGHALO-GOL, SUPER-AQUILE TERZE– La sfida si risolve praticamente subito. Collins salta nettamente Badri e crossa col sinistro: errore fantozziano di Ben Chrifia che respinge sui piedi di Meriah, e la carambola aziona Ighalo, che segna a porta vuota. Siamo al 3′, e la Tunisia per non saper nè leggere nè scrivere colleziona la 5a papera nel torneo con tre portieri diversi: questa si chiama costanza. Le Aquile di Cartagine si deprimono e vanno in difficoltà, rischiando subito il raddoppio: Meriah si riscatta e salva sulla linea, evitando la doppietta di Ighalo, capocannoniere della manifestazione con 5 gol e ormai quasi certo del titolo. I tunisini si risollevano dopo un quarto d’ora, con una sfuriata firmata da Sassi: piattone dal limite che termina out. Nella seconda metà del primo tempo la Tunisia prova ad alzare la pressione, ma la Nigeria fa melina e gestisce: le squadre sono stanchissime per le semifinali giocate domenica sera, e infatti fioccano gli infortuni allo stadio Al Salam. Il primo a farsi male è Khenissi, che lascia il posto a Chaouat, mentre al 45′ si ferma Ighalo: problema muscolare e spazio a Osimhen, talento atteso che di fatto ha giocato solo la finalina. Chaouat potrebbe riaprire il match, ma colpisce solo l’esterno della rete a inizio ripresa, mentre Uzoho salva sul sinistro velenoso di Badri e sullo spiovente di Khazri: una saracinesca quest’oggi il portiere cresciuto nel Deportivo La Coruna, molto migliorato rispetto alla disastrosa versione dei Mondiali. La Nigeria si gestisce, e accelera nel finale: Chukwueze sfiora la rete del 2-0 e della sicurezza, ma Ben Chrifia smanaccia fuori. Ci prova Chaalali per la Tunisia, e terzo infortunio di serata col ko di Hnid. L’ultima occasione è nigeriana: punizione di Kalu nel recupero, devia Ben Chrifia. La Nigeria vince 1-0 e si conferma la signora delle finaline: ne ha giocate sette, non ha mai perso.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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