Dimenticatevi la Coppa d’Africa come l’avete conosciuta finora. L’edizione 2019 è quella della nuova era della massima competizione del Continente Nero: da 16 squadre si passa a 24, con un torneo che accoglie nuove formazioni (Namibia, Burundi, Mauritania, Benin e un favoloso Madagascar) e non ha visto qualificarsi qualche protagonista attesa (Zambia, Burkina Faso e Gabon), ma soprattutto cambiano completamente le date. La Coppa d’Africa era la manifestazione più odiata dai club, dato che si giocava tra gennaio e febbraio e ”spezzava” la stagione dei giocatori, che raramente riuscivano a tornare pienamente in forma dopo un torneo così impegnativo dal punto di vista fisico e mentale: per questo e per motivi televisivi si è scelto di spostarla, dopo anni, d’estate. Si inizierà il 21 giugno, finale il 19 luglio all’International Stadium del Cairo. È l’Egitto ad ospitare il torneo, e abbiamo iniziato le nostre presentazioni proprio dal girone dei Faraoni e da quello della Nigeria, per poi proseguire con quello del Senegal, del Marocco e col gruppo della Tunisia: concludiamo col gruppo F della Coppa d’Africa 2019: i detentori del Camerun sfideranno Ghana, Benin e Guinea-Bissau.

CAMERUN

La vittoria del Camerun nella Coppa d’Africa 2017 resta ancora una delle cose più inspiegabili che abbiamo visto in anni e anni di calcio. I Leoni Indomabili erano tutto tranne che… indomabili: sette/otto tra i migliori giocatori avevano rifiutato la convocazione per protesta contro la gestione autoritaria del ct belga Hugo Broos, che costruì un gruppo meno forte dal punto di vista qualitativo, ma più solido dal punto di vista umano. I giocatori-chiave erano Bassogog e Moukandjo, poi finiti in Cina, e Toko Ekambi che poi è esploso fino ad arrivare al Villarreal, e poco altro: quel Camerun sconfisse il Senegal ai rigori, il Ghana in semifinale e l’Egitto nella finalissima, confermando la sfortunata maledizione di Hector Cuper. Hugo Broos è stato poi confermato, e rapidamente cacciato dopo la mancata qualificazione ai Mondiali: il ruolo è stato preso da Rigobert Song (tecnico del Camerun U23 e della squadra che partecipa al torneo riservato ai soli giocatori militanti in patria), e nell’agosto 2018 ecco arrivare un nuovo ct. Clarence Seedorf ha preso in carico i Leoni Indomabili dopo il fallimento della trattativa con Eriksson, portando con sè Patrick Kluivert come viceallenatore: il compito è il più difficile, confermare il titolo vinto nel 2017 e conquistare la 6a Coppa d’Africa del Camerun, che ha grande voglia di rivalsa.

Il Camerun stesso avrebbe infatti dovuto ospitare il torneo, ma a fine 2018 la CAF ha deciso di togliere l’organizzazione al paese per i continui ritardi negli appalti e nella costruzione degli stadi, e affidarla all’Egitto. I Leoni Indomabili, dunque, giocheranno anche per rivalsa, oltre che per confermarsi, e avranno una rosa di tutto rispetto, che è comunque un gradino al di sotto delle grandi favorite. Seedorf non giocherà con Ondoa, perchè è riuscito a convincere Onana e Kameni a tornare in Nazionale: la difesa sembra fragile, senza un vero leader, a centrocampo invece il talento maggiore è Anguissa, reduce dalla retrocessione dalla Premier League col Fulham. L’attacco vede ancora presenti Toko Ekambi e Bassogog, ma con qualche novità: la maggiore è rappresentata dal ritorno di Choupo-Moting, che insieme a Bahoken ha tolto il posto al sempreverde Aboubakar. Sorprendente la chiamata di Joel Tagueu, il camerunense che è sbarcato in Brasile vestendo la maglia del Cruzeiro, per poi andare in Portogallo e segnare 10 reti col Maritimo. Vedremo come si comporterà questo Camerun: sarà molto, molto difficile ripetersi.

Miglior risultato

5 Coppe d’Africa (1984, 1988, 2000, 2002, 2017)

Convocati

PORTIERI: 1 Andrè Onana (Ajax), 16 Fabrice Ondoa (Oostende), 23 Carlos Kameni (Fenerbahçe).

DIFENSORI: 2 Collins Fai (Standard Liegi), 3 Gaetan Bong (Brighton), 4 Yaya Banana (Panionios), 5 Michael Ngadeu-Ngadjui (Slavia Praga), 6 Ambroise Oyongo (Montpellier), 12 Joyskim Dawa (Mariupol), 22 Jean-Armel Kana Biyik (Kayserispor).

CENTROCAMPISTI: 8 Franck-André Zambo Anguissa (Fulham), 10 Arnaud Djoum (Hearts), 11 Christian Bassogog (Henan Jianye), 14 Georges Mandjeck (Maccabi Haifa), 15 Pierre Kunde (Mainz), 20 Olivier Boumal (Panionios), 21 Wilfried Kaptoum (Betis B).

ATTACCANTI: 7 Clinton N’Jie (OM), 9 Stephane Bahoken (Angers), 13 Eric-Maxim Choupo-Moting (PSG), 17 Karl Toko Ekambi (Villarreal), 18 Joel Tagueu (Maritimo), 19 Jacques Zoua (Astra Giurgiu).

Probabile formazione 

GHANA

Il Ghana, dopo anni d’oro, vive una fase di declino e ricostruzione. È paradossale, ma la squadra che ha fatto tre Mondiali consecutivi (2006, 2010, 2014) e sfiorato la semifinale in Sudafrica, non vince una Coppa d’Africa dal 1982: un altro calcio, un’altra vita, un’altra storia. La generazione d’oro del Ghana ha ottenuto due secondi posti (2010, 2015), un terzo posto (2008) e tre quarti posti (2012, 2013, 2017), ma non ha mai vinto un trofeo: la sua ultima apparizione in Coppa d’Africa, nel torneo del 2017, l’ha vista uscire in semifinale contro quel Camerun che affronterà in questo girone, sicuramente con grande voglia di rivalsa. E poi è arrivato il fallimento più disarmante, la mancata qualificazione ai Mondiali di Russia 2018, che ha interrotto la serie iridata e mostrato a tutti il problema: il ricambio generazionale del Ghana è sostanzialmente nullo, con continui talenti che appaiono e si perdono dopo lo sbarco in Europa o semplicemente perchè si accontentano dei soldi guadagnati in paesi estranei al grande calcio. L’esempio più lampante è quello della ”generazione perduta” del Mondiale U20 vinto nel 2009: quella squadra sembrava fenomenale, invece nessun giocatore ha sfondato davvero (Adiyiah ora gioca in Thailandia, per dire) e solo due giocatori fanno parte dell’attuale rosa, il difensore Jonathan Mensah (Columbus Crew) e Andre Ayew (Fenerbahçe).

Kwesi Appiah, ct dal 2017 e dunque responsabile anche del fallimento mondiale, non si è ritrovato un compito semplice: il Ghana chiama sempre gli stessi giocatori, è difficile trovare talenti davvero performanti e ci si trova di fatto a ”raschiare il barile” delle ultime energie dei grandi campioni. È successo col solito Asamoah Gyan, che dopo essersi ritirato dalla Nazionale è stato richiamato a furor di popolo nelle Black Stars (dopo l’agevole qualificazione, girone a tre con Kenya ed Etiopia) per tentare un ultimo assalto a un trofeo. Per farlo tornare, è servita la supplica del presidente del Ghana: l’Africa è quella anche per questo. Il Ghana non ha una rosa formidabile: i portieri sono sconosciuti al grande pubblico, la difesa è fragile con Boye e Mensah centrali e giocatori spariti dai grandi palcoscenici come Rahman Baba, mentre Asamoah dovrebbe giocare in mediana col maggior talento ghanese. Thomas Partey è diventato un titolarissimo dell’Atletico Madrid con qualità e quantità, e può fare la differenza nella Coppa d’Africa. Per il resto, i nomi offensivi sono i soliti: Asamoah Gyan, gli Ayew, Atsu, Wakaso e poche novità. Una di queste è Caleb Ekuban, ”scartato” dal Chievo dopo anni nelle serie minori e finito al Trabzonspor: da lì si è guadagnato la chiamata, come riserva del centravanti (2 gol in 2 presenze). Il Ghana può arrivare agli ottavi, e poi si vedrà: la speranza è di conquistare una nuova semifinale.

Miglior risultato

4 Coppe d’Africa (1963, 1965, 1978, 1982)

Convocati

PORTIERI: 1 Richard Ofori (Maritzburg United), 12 Lawrence Ati-Zigi (Sochaux), 16 Felix Annan (Asante Kotoko).

DIFENSORI: 2 Joseph Attamah (Basaksehir), 4 Jonathan Mensah (Columbus Crew), 14 Lumor Agbenyenu (Goztepe), 15 Kasim Nuhu (Hoffenheim), 17 Rahman Baba (Reims), 18 Joseph Aidoo (Genk), 21 John Boye (Metz), 22 Andy Yiadom (Reading).

CENTROCAMPISTI: 5 Thomas Partey (Atletico Madrid), 6 Afriyie Acquah (Empoli), 7 Christian Atsu (Newcastle), 10 Andre Ayew (Fenerbahçe), 11 Mubarak Wakaso (Alaves), 19 Samuel Owusu (Cukaricki), 20 Kwadwo Asamoah (Inter), 23 Thomas Agyepong (Hibernian).

ATTACCANTI: 3 Asamoah Gyan (Kayserispor), 8 Owusu Kwabena (Salamanca), 9 Jordan Ayew (Crystal Palace), 13 Caleb Ekuban (Trabzonspor).

Probabile formazione

BENIN

Il Benin è un’altra delle squadre ”periferiche” del calcio africano che hanno beneficiato dell’allargamento a 24 squadre per ritrovare la Coppa d’Africa. Gli scoiattoli, infatti, avevano centrato la qualificazione al torneo solo in tre occasioni: nel 2004, nel 2008 e nel 2010, con altrettante eliminazioni nella fase a gironi e Stephane Sessegnon, la stella assoluta di questa nazione, al massimo apice di una carriera che l’ha visto a lungo titolare in Premier League. Sessegnon è poi entrato pian piano in declino e con lui anche la squadra, che ha mancato l’accesso a quattro edizioni consecutive, prima della Coppa d’Africa 2019: il Benin è arrivato secondo nel girone vinto dall’Algeria, chiudendo con 10 punti (contro gli 11 dei Fennec) e precedendo Gambia e Togo. Il suo commissario tecnico è una vecchia conoscenza del calcio beninese, ma soprattutto un’autentica vecchia volpe del calcio africano: in 17 anni di carriera Michel Dussuyer ha guidato tre volte la Guinea (2002-04, 2010-13, 2014-15), due volte il Benin (2008-2010, e dal 2018) e una volta la Costa d’Avorio (2015-17).

Il Benin ha ottenuto la qualificazione richiamando i suoi storici veterani: fanno ancora parte della rosa tanto Stephane Sessegnon (capitano), quanto l’attaccante Poté, entrambi vicini ai 35 anni e pronti a disputare un’ultima Coppa d’Africa con la maglia degli scoiattoli. La selezione ha però pescato nuovi assi: il portiere è l’affidabile Farnolle, ci sono veterani della Ligue 1 come Adenon e Imorou, e poi in attacco ecco Steve Mounié, acquisto-record dell’Huddersfield subito retrocesso dalla Premier League. Insieme a loro, tanti giocatori militanti nelle serie inferiori francesi e svariati talenti U23 che faranno parte del futuro della selezione africana. Difficile dire dove arriverà il Benin: il terzo posto nel girone sarebbe un successo, un eventuale accesso agli ottavi scatenerebbe la festa.

Miglior risultato

Eliminato nella fase a gironi (2004, 2008, 2010)

Convocati

PORTIERI: 1 Fabien Farnolle (Yeni Malatyaspor), 16 Saturnin Allagbé (Niort), 23 Cherif Dine Dakpo (Buffles).

DIFENSORI: 2 Seidou Barazé (Yzeure), 3 Khaled Adenon (Amiens), 5 Junior Salamon (Plateau United), 6 Oliver Verdon (Sochaux), 11 Emmanuel Imorou (Caen), 12 David Kiki (Brest), 13 Moise Adilehou (Levadiakos), 22 Rodrigue Fassinou (ASPAC).

CENTROCAMPISTI: 4 Tidjani Anaane (Ben Guerdane), 8 Jordan Adeoti (Auxerre), 15 Sessi d’Almeida (Yeovil Town), 17 Stephane Sessegnon (Genclerbirligi), 18 Mama Seibou (Toulon), 21 Rodrigue Kossi (Club Africain).

ATTACCANTI: 7 David Djigla (Niort), 9 Steve Mounié (Huddersfield), 10 Mickael Poté (Adana Demirspor), 14 Cebio Soukou (Hansa Rostock), 19 Segbé Azankpo (Senica), 20 Jodel Dossou (Vaduz).

Probabile formazione

GUINEA-BISSAU

La Guinea-Bissau, ex colonia portoghese che non fa nulla per nasconderlo e ha ancora la lingua lusitana come idioma ufficiale, ha una storia africana molto recente. Si è affrancata dal colonialismo a metà degli anni Settanta, e il suo primo pensiero non è stato certamente il calcio: ha disputato le sue prime qualificazioni ai Mondiali per l’edizione 1998, e nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa aveva collezionato una serie di ritiri, squalifiche e mancati accessi al torneo fino al 2017. La sua prima e sin qui unica apparizione risale infatti proprio alla Coppa d’Africa 2017, dove uscì nel girone che comprendeva anche Gabon, Burkina Faso e Camerun, conquistando un punto contro Aubameyang&co. Rispetto a quell’edizione, il ct è rimasto lo stesso, ma sono cambiati vari interpreti e i destini di alcuni dei reduci dal torneo di due anni fa: Baciro Candé, ex leggenda della nazionale del Djurtus e commissario tecnico dal 2016 (l’aveva già guidata dal 2001 al 2010), ha traghettato i suoi al primo posto nel girone che comprendeva anche Namibia, Mozambico e Zambia, chiuso con 9pti e un misero +2 sull’ultima classificata in un gruppo davvero combattuto.

La Guinea-Bissau ha avuto così accesso con merito alla sua seconda Coppa d’Africa, e giocherà nuovamente il suo calcio fatto di organizzazione difensiva e aiuto da parte del collettivo. D’altronde, la rosa di Baciro Candé non ha grandi giocatori o reali stelle, dato che il compito del ct è pescare tra giocatori che militano nelle serie inferiori e nei club minori portoghesi e/o in paesi minori. Uno dei 23 convocati, il difensore Tomas Dabò, milita in Italia e nelle fila del Rieti (Serie C), un altro ha giocato nel nostro paese: Piqueti, autore di una buona Coppa d’Africa nel 2017, è stato svincolato dal Braga e ha trovato un ingaggio nel Varese in Eccellenza, salvo poi svincolarsi a inizio 2019 per la situazione economica del club e finire nella B saudita. Piqueti era stato uno dei giocatori più interessanti della Guinea-Bissau 2017, insieme al mediano Zezinho, che ora gioca in Slovacchia e aveva spiccato in una rosa dalla poca qualità. La Guinea-Bissau ha però trovato nuovi interpreti: su tutti il mediano Pelé, disastroso al Monaco e mandato in prestito al Nottingham Forest, oppure l’attaccante Jorginho che nel 2019/20 giocherà nel Ludogorets e Joseph Mendes (Ajaccio). La stellina del futuro, però, potrebbe essere Moreto Cassamà: per lui una lunga militanza nelle nazionali giovanili portoghesi e nel Porto B (ora gioca nel Reims), prima di scegliere la Guinea-Bissau e la Coppa d’Africa. Una scelta coraggiosa e a tratti folle, nella speranza di non fare la stessa fine di Toni Silva, che dopo le giovanili nel Liverpool si è perso fino ad approdare nel 2019 in Egitto dopo aver cambiato una squadra all’anno. Vedremo come si comporterà la selezione del Djurtus in quest’edizione.

Miglior risultato

Eliminata nella fase a gironi (2017)

Convocati

PORTIERI: 1 Jonas Mendes (Academico Viseu), 12 Rui Dabò (Armacenenses), 23 Edimar Vieira Cà (UDIB).

DIFENSORI: 2 Nadjack (Rio Ave), 4 Marcelo Djalò (Fulham), 5 Rudinilson Silva (Kauno Zalgiris), 6 Tomas Dabò (Rieti), 14 Juary Soares (Mafra), 21 Nanù (Maritimo), 22 Mamadu Candé (Santa Clara).

CENTROCAMPISTI: 3 Burà (Desportivo Aves), 7 Zezinho (Senica), 8 Joao Jaquité (Tondela), 10 Pelé (Nottingham Forest), 16 Moreto Cassamà (Reims), 18 Piqueti (Al-Shoulla), 20 Sori Mané (Cova Piedade).

ATTACCANTI: 9 Romario Baldé (Academica Coimbra), 11 Jorginho (CSKA Sofia), 13 Frederic Mendy (Vitoria Setubal), 15 Toni Silva (Al-Ittihad Alexandria), 17 Mama Baldé (Desportivo Aves), 19 Joseph Mendes (Ajaccio).

Probabile formazione

 

(di Marco Corradi, @corradone91)

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