Eccoci al terzo appuntamento con la presentazione della Coppa d’Africa 2017 made in Agenti Anonimi: dopo avervi parlato nei giorni scorsi del gruppo A (quello del Gabon di Aubameyang) e del gruppo B (che comprende l’Algeria di Mahrez), quest’oggi ci occupiamo del girone C, che vede tra le squadre impegnate la Costa d’Avorio del talento atalantino Franck Kessié, ambito da mezza Europa. Gli Elefanti sono i detentori del trofeo, avendo trionfato nell’edizione 2015 in Guinea Equatoriale (battendo il Ghana), e troveranno sulla loro strada nella fase preliminare la Repubblica Democratica del Congo, il Togo e lo sfortunato Marocco, che ha perso gran parte delle sue stelle a causa di un’incredibile serie di infortuni.

Andiamo dunque a scoprire le storie, le rose e alcuni aneddoti riguardo alle quattro squadre che compongono il gruppo C.

COSTA D’AVORIO: I CAMPIONI IN CARICA VOGLIONO FARE IL BIS (MA L’ATTACCO…)- La Costa d’Avorio, per prestigio e qualità consueta della rosa, va inserita d’ufficio tra le favorite per la vittoria finale, anche perchè gli Elefanti arrivano in Gabon col titolo di campioni in carica, avendo vinto nel 2015. La rosa in mano a Dussuyer, però, ha perso elementi importanti come Yaya Touré e lo storico portiere Barry (capace tanto di grandi parate, quanto di clamorosi errori), ritirati dalla nazionale, e Gervinho, che sarà out per la rottura del crociato, e dunque non appare così solida come in passato in quest’edizione 2017: in particolare è il parco-attaccanti a creare qualche perplessità, col titolare Kodjia che sembra essere ”leggerino” per una competizione di questo calibro, ed ha realizzato solo 9 reti in stagione nel Championship con l’Aston Villa. Sarà comunque lui a giocare, strappando il posto ad un Bony che sta faticando anche nello Stoke City (e può sbarcare in Cina) ed è l’ombra del giocatore ammirato tra Swansea e Vitesse, ma i vero e propri punti di forza della Costa d’Avorio sembrano essere il centrocampo e gli esterni: sulle ali i titolari saranno Sio (in grande forma) e il sempreverde Kalou, con giocatori di qualità sopraffina come Zaha e talenti come Pepé e Gradel che resteranno a guardare dalla panchina. Solida invece la mediana, con l’atalantino Kessié (affiancato a Dié) che rappresenterà il valore aggiunto di una squadra che viene disposta da Dussuyer con un 4-2-3-1 ”atipico” (N’Guessan, che giocherà dietro alla punta, è tutto tranne che un trequartista), e punta molto sugli inserimenti da dietro: inserimenti che arriveranno facilmente, dato che sulle fasce ci sono giocatori come Aurier e Traoré, e in difesa Kanon (terzino sx di professione) è solo adattato a centrale. Insomma, l’attacco è quel che è (insieme al portiere: inspiegabile la scelta di preferire Sangaré all’ottimo Mandé), ma la rosa complessiva della Costa d’Avorio resta da vittoria finale: basti pensare che Bailly, titolare nel Manchester United, dovrebbe far panchina.

La formazione titolare della Costa d’Avorio, che ha tra i suoi astri nascenti l’atalantino Kessié

MAROCCO: RIUSCIRANNO I ”DECIMATI” LEONI DELL’ATLANTE A SCONFIGGERE LA SFORTUNA?- ”La fortuna è cieca, ma in compenso la sfiga ci vede benissimo”: non c’è frase più azzeccata per definire il destino dello sfortunato Marocco di Hervé Renard, coach artefice del miracolo-Zambia nel 2012 (i Chipolopolo vinsero la CAN con una rosa modesta), che si è ritrovato ad avere una rosa decimata nell’immediato pre-Coppa d’Africa. I Leoni dell’Atlante sono infatti incappati in un’incredibile serie di infortuni, che li ha privati di tutti gli esterni di qualità presenti in rosa: dapprima negli ultimi giorni del 2016 si era infortunato Amrabat, privando il Marocco di una potenziale stella, ma l’inizio del 2017 è stato anche peggiore, coi ko di Belhanda, Tannane e Boufal nel giro di pochissimi giorni. Renard si è trovato così senza esterni offensivi per il suo 4-3-3 (gli infortunati sono stati rimpiazzati dal napoletano El Kaddouri, trequartista, dal centrocampista El Haddad e dalla punta Bouhaddouz), e sembra aver trovato la quadra del Marocco 2.0 con un 3-5-2 di stampo ”contiano”, nel quale Dirar (che sta vivendo una nuova carriera da terzino in Ligue 1) agirà sulla destra occupando tutta la fascia, e la mediana sarà qualitativamente alta, col mezzo trequartista Fajr e il fantasista Boussoufa nei tre di centrocampo insieme al più ”coperto” El Ahmadi (Feyenoord): la rosa del Marocco, nonostante le difficoltà, è buona (il talentuoso Carcela fa panchina), con El Arabi a garantire i gol (al suo fianco agirà la giovane promessa En-Nesyri, militante nel Malaga B) e Benatia a guidare una difesa esperta, completata dall’ex Fiorentina Da Costa (a proposito di ex Italia, in rosa c’è anche il non più ”veronese” Obbadi), ma la qualificazione ai quarti non sarà facile. La Repubblica Democratica del Congo, semifinalista 2015 (arrivò terza), rappresenta una dura avversaria, soprattutto se affrontata con un assetto non totalmente collaudato e una squadra ”decimata”: insomma, i Leoni dell’Atlante dovranno sudarsi ogni singolo punto, e lottare come se ogni gara fosse l’ultima.

L’11 titolare del Marocco, che ha virato sul 3-5-2 dopo gli infortuni di tutti gli esterni offensivi della rosa di Renard

RD CONGO: LES LEOPARDS CERCANO DI NON SOFFRIRE L’ASSENZA DELLA LORO STELLA- Riusciranno Les Leopards a confermare il podio dell’edizione 2015, quando la RD Congo (l’ex Zaire, il cambio-nome fu voluto dal sanguinario dittatore Mobutu, deposto solo nel 1997) arrivò in semifinale e chiuse terza battendo la Guinea Equatoriale? Questa è la domanda che si fanno tutti gli addetti ai lavori, e la risposta sembra essere un timido no: certo, la rosa del Congo è di buon livello e lotterà senza dubbio per la qualificazione ai quarti (contro il Marocco), ma ai congolesi (trionfatori nella CAN nel 1968 e nel 1974, anno nel quale lo Zaire partecipò al suo unico Mondiale) sembra mancare quel qualcosa in più necessario per arrivare fino in fondo. Un qualcosa in più che è identificabile in Yannick Bolasie, il grande assente nella rosa dei Leopardi a causa di un grave infortunio al ginocchio, che potrebbe tenerlo fuori fino al termine del 2017: una grave perdita in una squadra, quella guidata dal ”casalingo” Ibengé, che è disposta con un 4-2-3-1 nel quale il gioco sugli esterni e la velocità delle ali sono fondamentali. Ma la RD Congo vanta comunque una rosa di buona qualità, nella quale lo zoccolo duro del Mazembe (club dominatore in patria, che centrò la finale nel Mondiale per Club 2010) si mescola perfettamente coi talenti nati e cresciuti in Europa, e in seguito ”tornati” alle loro origini congolesi: l’attacco, come di consueto, sarà guidato da Mbokani, con Bakambu che era inizialmente destinato alla panchina, ma ora dovrebbe slittare sulla sinistra (giocandosi il posto con M’Poku, ex Cagliari e Chievo) per coprire il buco lasciato da Bolasie. Completeranno il terzetto dietro la punta Mubele, militante in Qatar, e l’ex promessa del PSG Kebano, mentre la mediana sarà di rottura, col difensore Mbemba avanzato a centrocampo al fianco di Mulumbu per dare maggior copertura: buona anche la difesa,  che verrà guidata da Tisserand, ex promessa del Monaco che si sta mettendo in evidenza nell’Ingolstadt. I quarti di finale sembrano un obiettivo raggiungibile per il Congo, il resto si vedrà.

La formazione titolare della RD Congo: Bakambu dovrebbe scalare a sinistra nel 4-2-3-1 dell’ex Zaire

TOGO: L’ULTIMO CANTO DEL CIGNO PER ADEBAYOR E AGASSA, OBIETTIVO NON SFIGURARE- Può una nazionale qualificata alla Coppa d’Africa affidare le chiavi del suo spogliatoio e del suo destino a due svincolati? Se quella nazionale è il riconoscente Togo, allora tutto è possibile, e così ecco che nei 23 degli Sparvieri compaiono nuovamente i nomi di Kossi Agassa ed Emmanuel Adebayor, 38 e 32 anni rispettivamente, e una grande carriera… alle spalle: certo, le situazioni dei due sono diverse, con Adebayor (pronto a vestire nuovamente la #4) che militava ancora nei campionati-top fino all’estate (vestendo la maglia del Crystal Palace e sfiorando il trasferimento al Lione) e Agassa che si è appena trasferito nell’US Granville (4a divisione francese, quel CFA che equivale alla nostra D), ma l’inattività prolungata accomuna queste due leggende del calcio togolese, che nonostante tutto dovrebbero trovare un posto da titolare in quello che probabilmente sarà il loro ultimo torneo internazionale. Anche da questo si può capire quanto sarà difficile per il Togo ritagliarsi uno spazio in questo girone e, in generale, nella Coppa d’Africa 2017: la nazionale africana, nota per la sua partecipazione al Mondiale 2006 e per la durissima protesta inscenata contro la federazione per il mancato pagamento del premio-qualificazione (il ct Pfister si dimise e fu sostituito temporaneamente dall’assistente Mawuena), ma anche per l’attentato subito prima della Coppa d’Africa 2010 (il pullman fu assalito a colpi di mitra dai terroristi del Fronte di Liberazione dell’enclave di Cabinda), ha tra i suoi giocatori top gli ”storici” Dossevi (Standard Liegi), Akakpo (Trabzonspor), Romao (Olympiakos) e Mamah (Dacia Chisinau), e verrà schierato da Le Roy con un coperto 4-4-2 per evitare imbarcate. La spalla offensiva di Adebayor sarà l’incognita Doh Laba (Berkane), mentre le chiavi della mediana saranno affidate al già citato Romao, che dovrà innescare Dossevi e Atakora (Helsingborgs) sulle fasce: il genoano Gakpè, a sorpresa, non dovrebbe essere tra i titolari, al pari di Floyd Ayitè, un altro dei giocatori di maggior esperienza degli Sparvieri. Scelte forti, per una nazionale che dovrebbe accontentarsi del cucchiaio di legno in questo girone, e privilegia la riconoscenza nei confronti dei big alla ricerca di (potenziali, il movimento calcistico togolese non è dei migliori) nuovi talenti.

La formazione titolare del Togo, che sarà guidato ancora una volta da Adebayor

Di seguito vi riportiamo il calendario del gruppo C, che andrà ad incrociarsi col girone D, che andremo a presentarvi domani e vede nelle sue fila il Ghana: appuntamento a domani pomeriggio dunque, con l’ultimo dei gironi della Coppa d’Africa 2017!

1a giornata, 16/1: Costa d’Avorio-Togo h. 17
RD Congo-Marocco h. 20

2a giornata, 20/1: Costa d’Avorio-RD Congo h. 17
Marocco-Togo h. 20

3a giornata, 24/1: Marocco-Costa d’Avorio h. 20
Togo-RD Congo h. 20

(di Marco Corradi, @corradone91)

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