Prosegue la seconda giornata di questa Coppa d’Africa. Ieri vi abbiamo raccontato di com’è andata nel gruppo C, mentre oggi è il turno dell’ultimo raggruppamento (non per importanza, eh), ovvero il gruppo D. Quello del Ghana e dell’Egitto, rispettivamente una favorita per la vittoria finale e una possibile outsider. Poi ci sono Mali e Uganda che non vogliono perdere tempo facendo le comparse. La giornata è stata aperta con Ghana-Mali alle 17:00 e chiusa con Uganda-Egitto alle 20:00, sfide importantissime in ottica qualificazione.

GHANA-MALI 1-0: ASAMOAH GYAN REGALA LA QUALIFICAZIONE AL SUO GHANA, NONOSTANTE IL FORCING DEL MALI – Il Ghana è sempre stato considerato una delle squadre più forti di tutto il continente nero. Se non la più forte. Nell’edizione del 2010 del Mondiale, The Black Stars (letteralmente, le stelle nere) riuscirono ad arrivare lì dove solo il Camerun a Italia ’90 e il Senegal in Corea arrivarono: ai quarti di finale. Esattamente a un passo dalla semifinale. Anzi, è meglio dire a undici metri. Sì, gli africani arrivarono a undici metri da una possibile semifinale che avrebbero giocato contro l’Olanda, qualora avessero superato il turno. Quel maledetto turno che fa sempre piangere le squadre del continente nero. Quel rigore, maledetto da tutti i ghanesi (e, più in generale, da tutti gli africani amanti del calcio), lo tirò e lo sbagliò Asamoah Gyan. Quello che oggi è il miglior marcatore della storia del Ghana e probabilmente l’attaccante più forte di tutti i tempi. Ma non è l’unico rigore decisivo sbagliato da Gyan in una partita particolarmente importante. L’ex attaccante -tra le altre- dell’Al-Ain sbagliò anche un rigore nella semifinale della Coppa d’Africa 2012 contro lo Zambia, poi vincitrice del torneo. Forse è proprio l’istante dopo aver sbagliato quel rigore che Asamoah Gyan decise di lasciare la nazionale. Il putrido odore della sconfitta e del fallimento era troppo da sopportare anche per lui. Anche per quel giocatore che aveva emozionato tutti i suoi tifosi trascinando il Ghana a suon di gol a undici metri dalla semifinale di un Mondiale. Ora, però, Gyan è tornato. Non che sia tornato adesso, eh. Il ritorno in nazionale è datato 8 settembre 2012, contro il Malawi. Asamoah è tornato per vincere, forse per scrollarsi di dosso l’etichetta di perdente. Per vincere dove anche un mito come Abedi Pelé ha vinto. E, guarda caso, è l’ultimo successo del Ghana in Coppa d’Africa. Forse, con quel rigore segnato, a quest’ora le stelle nere avrebbero un trofeo in più. Quel trofeo che manca da troppo tempo e che Gyan vuole riportare a casa sua dopo trentacinque anni di sconfitte e delusioni. E l’ex Udinese, assieme ai suoi compagni di squadra, oggi ha portato (come nella partita precedente) in campo la giusta cattiveria agonistica e assieme ad Atsu e Ayew è stato protagonista di un ottimo primo tempo. Praticamente, i primi quarantacinque minuti di gioco sono di dominio assoluto Ghana. Con occasioni da gol che fioccano a iosa e il gol che arriva al 21′, proprio grazie a un colpo di testa di Asamoah Gyan. Il Mali, inoltre, si chiude anche dopo il gol dello svantaggio per evitare che il Ghana la chiuda subito. E questa tattica, anche grazie a un po’ di fortuna, riesce. Nella ripresa, però, grazie anche all’ingresso di Bissouma, Les Aigles (le aquile) riescono a imporre il loro ritmo alla gara e a creare tantissime occasioni da gol. Gol che però non arriverà mai, perché Razak fa il fenomeno e soprattutto “per colpa” di Spiderman. Sì, Spiderman. Il figlio del portiere del Ghana ha regalato al suo amato papà un pupazzetto dell’eroe Marvel, come una sorta di portafortuna. E così è stato. Razak para di tutto, nonostante i maliani ci provino in ogni modo e da ogni posizione. Strepitosa l’ultimo su Kalifa Coulibaly al 90′. Evidentemente, il portafortuna di Razak ha funzionato e ha portato alla qualificazione il Ghana, che è la seconda squadra a raggiungere i quarti dopo il Senegal. Vedremo se Asamoah Gyan & co. conquisteranno un successo che manca da tanto, troppo tempo.

 

La seconda partita del gruppo D vede opposto l ‘Egitto reduce da un deludente pareggio contro Mali e l’Uganda, squadra meno dotata tecnicamente del girone. Gli egiziani sanno che hanno un solo risultato per mettere al sicuro il passaggio del turno che, anche se non matematico, diventerebbe davvero una formalità. La partita comincia con i favoriti che spingono ma in rare occasioni riescono a rendersi pericolosi. La più clamorosa dall’inizio del match arriva al quarto d’oro quando Marwan Mohsen dopo una buona progressione arriva all’interno dell’aria di rigore e calcia trovando però pronto l’estremo difensore dell’Uganda. Gli egiziani mantengono il pallino del gioco cercando di alzare i ritmi ma gli avversari sono bravi a spezzettare il gioco e soffrono il giusto, ma hanno il difetto di riuscire a farsi vedere in avanti troppo poco e senza mai effettivamente impensierire la retroguardia egiziana. Dopo aver concesso un minuto di recupero l’arbitro dichiara la fine del primo tempo. Una prima frazione di gioco che ha messo in evidenza la differenza di qualità tecnica, ma allo stesso tempo anche la difficoltà che hanno Salah e compagni di trovare la via del gol, come già si era visto nel match di apertura. Il secondo tempo parte sulla falsa riga del patio o, con gli egiziani che provano a forzare i tempi ma la confusione comincia a prendere il sopravvento sulla lucidità a discapito della fluidità della manovra. Insomma, l’Egitto ha fretta, e si vede. il tempo passa e le occasioni sono sempre meno. Ma proprio quando sembra una seconda giornata storta ecco il lampo che regala tre punti alla squadra di Cupertino. Salah vede il pertugio giusto e mette El Said, appena entrato, davanti al portiere. Il funambolo egiziano resta fermo e sigla la rette del definitivo 1-0. Tre punti d’oro, mentre il gioco al momento ancora non c’è, ma per quello ci sarà tempo. Nel girone sembra non esserci spazio a grandi sorprese con Ghana certo del passaggio del turno ed Egitto a quattro punti, tre punti sopra il Mali prima dell’ultimo turno.

di Nico Bastone e Stefano Gaudino (Nik_Bast e StefanoGaudino)

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