Copa Sudamericana

È stata snobbata dal mondo intero dopo il caos del Superclasico de vuelta tra River Plate e Boca Juniors (a proposito, appuntamento alle 20.30 di domenica: si gioca al Bernabeu), ma la finale della Copa Sudamericana non ha minor importanza e blasone rispetto a quella della Copa Libertadores. La vincitrice della Sudamericana accederà direttamente ai gironi della Libertadores 2019, e soprattutto di fronte ci sono due squadre di tutto rispetto: Junior e Atletico Paranaense hanno disputato entrambe un’ottima annata, e si affronteranno in un appassionante duello andata-ritorno per decidere chi vincerà la seconda competizione continentale.

Il Junior è approdato a questa competizione dopo il terzo posto nel girone di Copa Libertadores che comprendeva Boca Juniors e Palmeiras (che si sono affrontate nella semifinale della Copa), ed è stato un rullo compressore: la squadra colombiana, che ha ritrovato il 70enne Julio Comesaña per quello che è il suo ottavo ciclo da tecnico dei Tiburones (più uno da giocatore), ha eliminato Lanus, Colon, Defensa y Justicia e da ultimo l’Independiente Santa Fé nel confronto tutto colombiano in semifinale (2-0 e 1-0). In mezzo alle due finali, inoltre, giocherà la finalissima del torneo colombiano contro il Deportivo Independiente Medellin. Ah, e a inizio stagione ha vinto la Copa Colombia, dunque insegue il suo personale triplete. L’Atletico Paranaense invece ha un tecnico promosso a metà stagione (Tiago Nunes, 38 anni, allenava la squadra B), una rosa che mischia esperienza (Jonathan, Thiago Heleno, Lucho Gonzalez e il falso nueve Pablo, a secco da 8 gare) e giovani talenti (Bruno Guimaraes e il terzino Renan Lodi): ha chiuso settimo nel Brasileirao con 57 punti e sarebbe già qualificato alla Copa Sudamericana 2019, ma sogna la vittoria finale e la Libertadores. E ha un ruolino invidiabile: nel primo turno ha eliminato il Newell’s, poi ha avuto la meglio su Peñarol, Caracas, Bahia (rigori) e Fluminense (doppio 2-0). Tutto questo subendo solo 5 reti (segnandone 19) in dieci gare.

Insomma, la gara si preannuncia di alto livello, e i tecnici fanno scelte importanti per la sfida dell’Estadio Metropolitano Roberto Melendez di Barranquilla. Comesaña non può schierare Teo Gutierrez (espulso contro il Santa Fé) ed è privo in tutto di quattro titolari, e allora schiera un 4-3-3 con Viera (storico portiere) in porta, Piedrahita-Gomez-Perez-Gutierez in difesa, Cantillo-Narvaez-Sanchez in mediana e Jarlan Barrera ad affiancare Yony Gonzalez (”supplente” di Teo) e Diaz. Nunes risponde con un 4-2-3-1 che vede Santos in porta, Jonathan-Thiago Heleno-Leo Pereira-Renan Lodi in difesa, Lucho-Bruno Guimaraes in mezzo, Nikão-Raphael Veiga-Marcelo Cirino alle spalle di Pablo. È il Junior a partire meglio, avendo la prima occasione con Diaz (14 gol stagionali), ma l’Atletico Paranaense gestisce la palla e sembra ”giocare” con gli avversari: al Furaçao sta benissimo il pareggio esterno, visto che in casa ha perso solo quattro partite in stagione (con 18 vittorie e due pari), mentre i colombiani devono attaccare e lo fanno con qualche ripartenza pericolosa. Le occasioni, di fatto, sono tutte del Junior: Yony Gonzalez colpisce a lato al 18′, Diaz invece manda fuori di poco dopo una conclusione acrobatica al 28′. La pressione colombiana, però, crea solo questo (vista anche l’assoluta insufficienza di Barrera): l’Atletico Paranaense controlla, ha il predominio territoriale e del possesso palla, e mette in mostra uno straordinario Renan Lodi, che difende con ordine e abilità, e attacca con tecnica e velocità. Si dice che piaccia al duo Juventus-Sassuolo e a qualche big europea, per il momento sta dimostrando di valere quelle attenzioni. E in generale, l’Atletico Paranaense sembra destinato a sbloccare la partita: magari con uno dei suoi proverbiali contropiedi.

Contropiede che puntualmente arriva nella ripresa e al 50′, dopo la buona partenza dell’Atletico Paranaense: Bruno Guimaraes esce alla perfezione con la palla tra i piedi, vede lo spiraglio per Nikão, che corre e aziona Pablo, bravo a smarcarsi in profondità e battere Viera con una stilettata rasoterra. Ripartenza e 1-0 dell’Atletico Paranaense, con Pablo che arriva a quota 17 reti in stagione (4 in Copa Sudamericana) e ne ha segnate 15 in trasferta. Il Junior però non è morto, e si rimette in carreggiata subito, al 52′: Jonathan non spazza, Sanchez la mette lì per Yony Gonzalez, che pareggia con un’acrobazia all’interno dell’area. 1-1 e tutto da rifare per gli ospiti, con una rete che fa esplodere il Metropolitano Roberto Melendez. Il Junior sente il calore dei suoi tifosi, e riceve anche un aiuto dal destino: Pablo si fa male, al suo posto entra il discontinuo Rony (gol ed espulsione nel weekend contro il Flamengo), e così la peggior minaccia avversaria non c’è più. Comesaña capisce il momento della gara e osa, inserendo Ruiz e Daniel Moreno e passando a un 4-4-2 con due punte vere (Ruiz-Diaz) e due ali molto offensive (Barrera-Moreno): la pressione dei Tiburones è costante, ma l’Atletico-PR sembra resistere. Almeno fino al 70′, quando arriva l’episodio che potrebbe cambiare tutto. Prima Thiago Heleno salva sulla linea dopo uno svarione difensivo, poi Rony stende malamente Gutierrez: è rigore e il Junior potrebbe andare avanti, ma il centrale Rafael Perez centra in pieno la traversa e si resta sull’1-1. Tiago Nunes decide che il pari va benissimo e non osa, il Junior invece ci prova con 5 giocatori offensivi e il solo Cantillo a presidiare la mediana, e sfiora il vantaggio: prima Santos salva su Ruiz, poi spinge l’insidioso tiro di Barrera sul palo, in seguito all’illuminante suggerimento del centrale Gomez (out al ritorno).

Finisce 1-1 all’Estadio Metropolitano Roberto Melendez, e tutto si deciderà al ritorno: l’Arena da Baixada ospiterà il match il 13 dicembre alle 00.45, e l’Atletico Paranaense ha grande fiducia per il match casalingo. Il Furaçao ha uno score invidiabile nel suo stadio (18 vittorie, due pari, solo 4 ko), e sembra avere tutto per vincere il primo trofeo internazionale della sua storia: nel 2005 lo sfiorò, perdendo la Copa Libertadores contro il San Paolo, ma ora la musica potrebbe essere diversa. Molto dipenderà, però, dalla presenza di Pablo: senza di lui, la squadra è diventata prevedibile. Il Junior invece sa di aver sprecato una grande occasione: una vittoria casalinga avrebbe reso il ritorno più agevole, mentre ora i colombiani saranno costretti a vincere nel fortino avversario. E non sanno ancora se avranno Teo Gutierrez: la CONMEBOL potrebbe allungare la squalifica, visto che ha tirato una gomitata all’avversario.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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