Copa Sudamericana 2019

Una finale da sogno, una finale che significa tantissimo. L’atto conclusivo della Copa Sudamericana 2019, che si disputa ad Asuncion e alla Nueva Olla, casa del Cerro Porteño (inizialmente doveva ospitarlo Lima, poi lo spostamento a metà anno), ci regala un match difficilmente ripetibile. Sulla cancha paraguaya si affrontano due formazioni che non hanno mai vinto un trofeo internazionale: il Colon di Santa Fé, trascinato dalla stella del Pulga Rodriguez fino alla finalissima (eliminando Atletico Mineiro e Argentinos Jrs), ha raggiunto al massimo la semifinale di Copa Conmebol nel 1997, mentre l’Independiente del Valle ha vissuto una favolosa escalation. Dieci anni fa la squadra ecuadoriana giocava nella Serie B locale, salvo poi venire promossa e arrivare con la programmazione fino al 2° posto nella Primera A nel 2013.

Tre anni dopo, sfruttando un vivaio “scientifico” (stile-Atalanta) e una rosa di assoluto valore, ecco l’approdo nella finalissima della Copa Libertadores 2016, eliminando tra le altre il River Plate: un atto conclusivo che finì con la vittoria dell’Atletico Nacional di Reinaldo Rueda. Dopo altri tre anni, e praticamente senza nessuno dei protagonisti di quella finale in campo, l’Independiente del Valle si è ripetuto con un cammino da matagigantes: la Copa Sudamericana dei nerazzurri si è aperta con l‘Union Santa Fé e si chiude con un’altra squadra santafesina, il Colon. Nel mezzo, le sfide vittoriose contro Universidad Catolica, Caracas, Independiente e Corinthians. Vincere per l’Independiente del Valle significherebbe coronare un progetto fantastico, per il Colon invece realizzare un sogno. Andiamo a scoprire cos’è successo nella finalissima disputata alla Nueva Olla. 

COPA SUDAMERICANA 2019, INDEPENDIENTE DEL VALLE-COLON: LE SCELTE DEI TECNICI– Tradizione vuole che nelle finali a gara secca (questa è la prima nella storia della Copa Sudamericana), una delle squadre giochi come “local” (casalinga) e l’altra come “visitante”. Mai come questa volta l’Independiente del Valle si sarà sentito in trasferta in una gara a campo neutro, perchè la Nueva Olla di fatto è riempita per 3/4 da tifosi del Colon, che hanno sfruttato la maggior vicinanza geografica (850km da Santa Fé ad Asuncion, 5.300 da Sangolquí alla città paraguaya) per invadere lo stadio del Ciclon de Barrio Obrero. Miguel Angel Ramirez, 35enne spagnolo (con un passato nell’Aspire Academy) che è stato promosso da responsabile del settore giovanile a tecnico dopo l’addio di Ismael Rescalvo a maggio (Emelec), conferma il 4-1-4-1 che ha portato fortuna all’Independiente del Valle: Jorge Pinos in porta; difesa con Landazuri, Leon, Schunke e Segovia; Pellarano davanti alla retroguardia; Dajome, Franco, Mera e Sanchez alle spalle del panamense Gabriel Torres. Risponde col 4-4-2, marchio di fabbrica dell’ex Tucumán Pablo Lavallen, il Colon: Burian; Vigo, Ortiz, Olivera, Escobar; Bernardi, Zuqui, Lertora, Estigarribia; Morelo, Pulga Rodriguez. La manovra offensiva del Colon pesa sulle intuizioni del Pulga, l’Independiente del Valle invece ha dalla sua fulminee ripartenze e un ottimo gioco collettivo.

COPA SUDAMERICANA 2019, INDEPENDIENTE DEL VALLE-COLON 3-1: L’ECUADOR TORNA SUL TETTO DEL SUDAMERICA– Si parte sotto la pioggia alla Nueva Olla, con l’Independiente del Valle in rosa e il Colon con la consueta camiseta rossonera. Partono meglio gli ecuadoriani, che giocano sulle ali dell’entusiasmo. Il vero fattore nell’avvio di gara, però, si chiama pioggia. Anzi, diluvio, perchè un’autentica bomba d’acqua si scatena su Asuncion e inonda il campo di gioco: man mano che si prosegue le condizioni diventano insostenibili, con autentiche pozzanghere e la palla che fatica a rimbalzare, eppure si prosegue. L’Independiente del Valle ci crede, il Colon s’innervosisce nonostante il tifo “olimpico” dei suoi e dell’Argentina intera e va sotto. Succede tutto all’improvviso, al minuto 25: punizione laterale per l’Independiente del Valle, il difensore Leon svetta in mezzo all’area e un rimbalzo sul terreno zuppo tradisce Burian, che si fa passare la sfera tra le gambe e viene trafitto. 1-0 Independiente del Valle convalidato dalla VAR, ma l’entusiasmo viene spento dall’aumento dell’acquazzone, che rende il campo impraticabile. L’arbitro Rafael Claus sospende così il match alla mezz’ora: le previsioni danno lo stop della pioggia alle 19 locali (le 23 italiane), ma tutti temono un rinvio permanente del match, perchè il terreno è in pessime condizioni.

E invece, gli improvvisati addetti al campo fanno il miracolo, nonostante i mezzi modesti (“scopini”/scovolini per spingere l’acqua fuori dal campo). Alle 23 italiane si riparte, e tutti pensano che l’Independiente del Valle subirà lo stop forzato di oltre un’ora. Gli ecuadoriani invece sono in totale fiducia, controllano e approfittano di un Colon mai entrato davvero in partita, che spreca il possibile pari con Morelo, murato dalla doppia parata di Jorge Pinos. Il raddoppio ecuadoriano arriva al 42′ e porta la firma di John Sanchez, classe 2000 e prodotto del vivaio che si fa mezzo campo in contropiede e poi, complice una deviazione, trafigge Burian. 2-0 Independiente del Valle, e non basta la reazione del Pulga, che sfiora la rete su punizione. La ripresa vede un Colon più aggressivo, che al 56′ ha un’occasione clamorosa per tornare in partita: un fallo su Morelo porta sul dischetto il Pulga Rodriguez, ma il rigore viene parato da un Pinos in trance agonistica e imbattibile, nominato MVP dell’atto conclusivo. Di fatto qui si definisce la sfida, perchè il Colon è tramortito e rischia: Segovia sfiora il tris, e poco vale la conclusione sbilenca di Chancalay nell’assedio finale argentino. Proprio quando il Sabalero sembra destinato a soccombere senza segnare, ecco la rete che riapre tutto: la segna all’88′ Olivera in mischia, beffando Pinos con una strana conclusione acrobatica. 2-1 per l’Independiente del Valle, e l’attacco a piena forza del Colon consente agli ecuadoriani di sigillare il risultato: una bruciante ripartenza porta l’IDV in situazione di due-contro-zero, perchè Burian è uscito in maniera totalmente scellerata. Dajome riceve dal compagno e insacca a porta vuota al 95′. L’Independiente del Valle vince la Copa Sudamericana, conquista il suo primo trofeo internazionale coronando una cavalcata e un progetto invidiabili ed entra nella storia: il club è solo la seconda squadra ecuadoriana capace di vincere un trofeo internazionale, seguendo la LDU Quito (Libertadores nel 2008, Sudamericana nel 2009, doppia Recopa tra 2009 e 2010). Sangolquí festeggia, Santa Fé invece piange dopo la sconfitta di un Colon troppo rinunciatario, che a differenza degli avversari ha sentito tantissimo la partita. L’Independiente del Valle è sul tetto del Sudamerica, e ora occhi solo per la Libertadores: tra due settimane, alle 21.30 e nello scenario del Monumental di Lima, Flamengo e River Plate si giocheranno il titolo.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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