Copa Libertadores

16 vincenti ai nastri di partenza e tanta, tantissima qualità: la Copa Libertadores 2018 si preannuncia come una delle più forti di sempre, e non solo per il grande ritorno in gara del Boca Juniors, che si preannuncia come una delle favorite assolute per il successo finale. Ruolo di favorita che al momento non si confà al River Plate (disastroso in campionato, solo 19pti in 17 gare), mentre puntano dichiaratamente alla vittoria un Gremio pressochè uguale al 2018, il Flamengo, il Palmeiras, un Cruzeiro dalla rosa fortissima (e troppo sottovalutata), l’Atletico Nacional e un Independiente rinnovato dal mercato: la grande sorpresa, però, potrebbe essere un Peñarol che parte a fari spenti e ha una squadra davvero molto forte. Lo vediamo ai quarti, e chissà che non riescano ad arrivarci altre potenziali sorprese che rispondono al nome di Vasco da Gama/Racing (stesso girone) e Junior: scoprite con noi le 32 partecipanti alla Copa Libertadores 2018 (l’ultima con finale andata-ritorno: dal 2019 sarà unica con sede variabile) o, come la chiamano in Sudamerica, CONMEBOL Libertadores Bridgestone. 

GRUPPO 1: GREMIO A CACCIA DEL BIS, DEFENSOR ”DEPOTENZIATO”– Ai nastri di partenza della Copa Libertadores con un chiaro obiettivo, rivincere e fare il bis rispetto al 2018: il Gremio ha un Barrios in meno e un Cicero destinato a fare da trequartista/falso nueve affiancando Luan fino all’arrivo di un attaccante (obiettivo-Carneiro, per ora ci sono Jael e Hernane Brocador), ma è riuscito a trattenere i vari Ramiro, Jailson, Luan, Arthur (infortunato, si era fatto male nel Mondiale per Club), Geromel e Kannemann e lo zoccolo duro della Copa 2017. L’unica novità tra i titolari, al netto dell’alternanza tra l’ala tattica Ramiro e il più offensivo Alisson e di Everton ala sinistra (Fernandinho è andato in Cina), è data da Leo Moura: gioca da terzino destro al posto di Egidio, passato al Cruzeiro. La grande rivale dell’Imortal Tricolor dovrebbe essere il Cerro Porteño, che torna in Libertadores e ha un nuovo allenatore da pochi giorni, dato che Luis Zubeldia ha sostituito Leonel Alvarez: il Ciclon de Barrio Obrero dovrebbe giocare con un 4-4-2 nel quale Palau e Novick (ex Guarani) dovrebbero essere le novità rispetto al 2017, mentre in difesa si sta imponendo il giovane terzino Arzamendia (a scapito di Alvaro Pereira) e in attacco Oviedo si sta dimostrando una spalla di qualità per Churin. Più indietro invece il Defensor: la squadra allenata da Eduardo Acevedo (che gioca con un 3-4-2-1 e Rivero attaccante) ha talenti interessanti come Benavidez (U20 che stava andando all’Independiente) e Facundo Milan (a proposito di Milan: tra i titolari c’è Cardacio), ma nonostante la buona partenza in campionato (7pti in 4 match) sembra essere stata ”depotenziata” dalla querelle con Gonzalo Carneiro, che sta spingendo per andare al Gremio e non gioca più, visto che è anche a scadenza. Fanalino di coda designato il Monagas: i venezuelani, che hanno vinto il loro primo titolo nazionale nel 2017, hanno un portiere valoroso come Alain Baroja e si sono rinforzati con Vogliotti (Sport Boys) e Gonzalez (Dallas), ma hanno perso giocatori di qualità come Blondell (MLS), che era stato fondamentale nel 2017.

GRUPPO 2: ATLETICO NACIONAL, ¡QUE EQUIPO! BOLIVAR E COLO COLO SUL PEZZO– La grande favorita in questo gruppo è senza dubbio l’Atletico Nacional, che ha rinforzato tremendamente la sua rosa con l’arrivo di Jorge Almiron: dopo un anno così così, i Verdolagas vogliono vincere la Copa Libertadores, e si spiegano così gli acquisti a raffica dei vari MonettiBraghieri (ex Lanus), Heliberton Palacios, Zuniga (grande ritorno), Castellani, Delgado, Lenis e soprattutto Vladimir Hernandez, che si aggiungono a un Dayro Moreno in formissima e a un Andres Renteria perfetto in fase realizzativa. Atletico Nacional favoritissimo nel suo gruppo, e dietro regna l’equilibrio: il Bolivar di Vinicius Eutropio ha un Marcos Riquelme in forma, ha ritrovato Juanmi Callejon e inserito in rosa giocatori esperti come Lizio e Smedberg-Dalence, il Colo Colo ha due vecchietti di qualità come Valdivia ed Esteban Paredes. E non è finita qui per il Cacique, che ha inserito in rosa Carmona, Insaurralde e Pinares e ha un Octavio Rivero richiestissimo e rimasto in Cile. Più lontano il Delfin: gli ecuadoriani (vicecampioni del 2017, hanno vinto una delle due metà del campionato) hanno in Garces e Ordonez le loro stelle, ma sembrano essersi indeboliti col mercato e faranno fatica. Non sarà facile per il Cetaceo e per il suo tecnico Sanguinetti, che punteranno a un debutto dignitoso nella competizione e tra l’altro non sono partiti bene in campionato.

GRUPPO 3: PEÑAROL A CACCIA DEL GRANDE RITORNO, LIBERTAD NELLE MANI DEL TACUARA– Dopo il grande fallimento del 2017 (out nei gironi, con tanto di 6-2 contro il Wilstermann), il Peñarol ha messo in mano a Leo Ramos un’autentica Ferrari: in difesa Fabricio Formiliano è una certezza e Varela è tornato grande dopo il flop del Man Utd, a centrocampo Gargano dirige il traffico mentre Estoyanoff è chiamato agli inserimenti e Maxi Rodriguez-Cristian Rodriguez possono guidare l’attacco dalle fasce. Un attacco che per qualche match non avrà Lucas Viatri (a cui era esploso un petardo in faccia, brutta storia), e che per il momento è affidato a Fidel Martinez come falso nueve: l’ecuadoriano è il grande rinforzo invernale, un’ala dalla grande velocità e dalla tecnica sopraffina che potrà essere molto utile. Personalmente vediamo il Peñarol ai quarti (che mancano dal 2011), vedremo. La grande rivale nel gruppo 3 è la Libertad, che ha perso Jesus Medina (New York City) e il tecnico Jubero (dimesso per gravi problemi di salute), ma ha una rosa esperta e ha mantenuto il gruppo che ha conquistato la semifinale di Copa Sudamericana nel 2017: Oscar Cardozo e Salcedo sono chiamati ai gol, Riveros a dirigere il traffico in mezzo nella formazione affidata ad Aldo Bobadilla. Tenterà di sfruttare il vantaggio dell’altura, invece, un The Strongest che ha perso Matias Alonso (tornato in Uruguay), Vaca (out fino a maggio) e Chumacero (Puebla): il Tigre, allenato ora da Carlos Ischia (veterano ex Boca), ha trovato un ottimo acquisto in Edis Ibarguen (colombiano) e acquistato boliviani interessanti (Jhasmani Campos e Rudy Cardozo, ex Wilstermann). Vedremo se basterà per qualificarsi, anche perchè a chiudere il gruppo c’è un Atletico Tucumán molto solido: Ricardo Zielinski ha plasmato i suoi con un 4-4-2 nel quale la Pulguita Rodriguez (6 gol in stagione) è la stella sempreverde, mentre Javier Toledo (ex Sol de America) è un ottimo centravanti e Batalla può fare la differenza tra i pali.

GRUPPO 4: ALL-IN RIVER PLATE, FLAMENGO RINFORZATO– Con le spalle al muro. Il River Plate sa di dover puntare tutto sulla Copa Libertadores, dato che il campionato è un disastro a livello di gioco e risultati (20° posto con 19 punti in 17 gare), e di dover piazzare l’all-in se vuole partecipare alla Copa Libertadores 2019: si spiegano così (e con la volontà di spendere tutti i 24mln incassati da Alario) gli acquisti di qualità effettuati a gennaio, che hanno portato nelle fila dei Millonarios Lucas Pratto (13mln!), Juan Fernando Quintero, Franco Zuculini e Franco Armani, grandi acquisti per Marcelo Gallardo e rinforzi per una rosa sulla carta già fortissima. Sono tornati Martinez Quarta e Mayada dopo la squalifica, ci sono i vari Maidana, Ponzio, Scocco ecc, mentre sta uscendo inspiegabilmente dai titolari Nacho Fernandez ed è al momento out il Pity Martinez: insomma, sulla carta il River Plate sarebbe una delle favoritissime, resta da capire se riuscirà a dimenticarsi del campionato e giocare con la testa libera, anche perchè affronta un gruppo non facile. Nel girone c’è un fortissimo Flamengo, che ha uno Julio Cesar in più (si giocherà il posto in porta con Cesar e Diego Alves), ma soprattutto ha acquistato Marlos Moreno (vice-Diego) ed Henrique Dourado per l’attacco: due big che si aggiungono a una formazione consolidata, coi vari Lucas Paquetá, Vinicius Junior, Felipe Vizeu (a luglio sarà dell’Udinese) e soci (tra cui c’è Guerrero, che rientrerà a maggio passando da titolarissimo a ”non più indispensabile) chiamati a ripetere un grande 2017 anche senza Rueda (sostituito da Carpegiani). Proveranno a ”rompere gli zebedei” l’Emelec di Alfredo Arias, che ha in Eduar Ayrton Preciado la sua stella e in Jefferson Montero (ex Swansea) il grande acquisto, e un Independiente Santa Fé solido e concreto: i colombiani hanno mostrato grande voglia di fare nei playoff, e hanno un Wilson Morelo in forma (6 gol nei preliminari). Il Cardenal tenterà l’impresa, in quello che è uno dei gruppi più duri. Una curiosità: River ed Emelec si erano già affrontate nel 2017, sempre nei gironi.

GRUPPO 5: CRUZEIRO, U DE CHILE, RACING E VASCO PER IL GRUPO DE LA MUERTE– Gruppo della morte. Non c’è altra definizione per il gruppo 5, che non ha una vera e propria favorita, ma quattro sfidanti di valore assoluto: il Cruzeiro ha una rosa incredibile, coi vari Thiago Neves, Rafinha, De Arrascaeta, Edilson, Fred, Bruno Silva e Mancuello a comporre una formazione di livello assoluto affidata a Mano Menezes. Potrebbe essere la favorita, ma si trova di fronte rivali di tutto rispetto: il Vasco da Gama (scivolone boliviano a parte, l’altura fa brutti scherzi) di Zè Ricardo ha impressionato nei playoff, sfoderando la qualità di Evander e Paulinho e gli inserimenti dalla difesa di Yago Pikachu sommati alle parate di Martin Silva, mentre la U de Chile ha l’esperienza di Pinilla e Pizarro (e dei vari Seymour, Rafael Caroca, Benegas e dell’ex Samp Rodriguez) mischiata alla classe di Soteldo e alla spensieratezza del ’99 Guerra. E poi c’è il Racing Avellaneda del Chacho Coudet, che ha costruito una rosa che mischia qualità ed esperienza: nell’Academia troviamo insieme talentissimi come Lautaro Martinez (promesso all’Inter) e Zaracho, una stella come Centurion, un portiere in crescita (Musso) e vecchi volponi come Donatti e Sigali. Insomma, solo dopo due giornate capiremo l’indirizzo di questo gruppo equilibrato e meraviglioso per gli appassionati, ma meno per chi dovrà arrivare quarto.

GRUPPO 6: SANTOS, RIECCO GABIGOL. NACIONAL SORPRESA?– Se il gruppo 5 era il gruppo della morte, il gruppo 6 è senza dubbio il più strano e… agevole: la favorita è un Santos che ha ritrovato Gabigol (4 gol in 4 gare, gioca da punta) e Dodò, ma ha anche perso Zeca e Lucas Lima a zero e si è indebolito, puntando tutto sul lancio di qualche giovane (Rodrygo), sul rilancio di Eduardo Sasha, sulla velocità di Copete e sulle doti difensive di Lucas Verissimo, oltre che sulle idee di Jair Ventura (ex Botafogo). Proverà a dargli fastidio l’Estudiantes di Lucas Bernardi, che si è rinforzato coi vari Gaston Gimenez, Jacob Murillo e Fabian Noguera, ma non ha ancora un impianto tattico e oscilla tra il 4-3-3 che esalta Lucas Melano (e Mariano Pavone, centravanti del club) e un 3-4-1-2 più imprevedibile. La sorpresa, però, potrebbe essere il Nacional Montevideo: la squadra guidata da Alexander Medina ha tante individualità interessanti (Bergessio, Peruzzi, Viudez, Santiago Romero, Waller, De Pena tra gli altri) e una grande solidità difensiva che potrebbe fare la differenza. A sparigliare tutto, però, potrebbe esserci il fanalino di coda del gruppo: il Real Garcilaso non ha una grande rosa (le stelle sono Mayora, ex Colon, e Valoyes), ma farà giocare tutte le avversarie ai 3.399m di Cuzco e ha un vantaggio territoriale che potrebbe essere sfruttato dai ragazzi guidati da Oscar Ibanez. Inoltre, il club nato nel 2009 avrà motivazioni particolari in questa Copa.

GRUPPO 7: CORINTHIANS VS INDEPENDIENTE, CHE GRANDE SFIDA!– I campioni del Brasile contro la vincitrice dell’ultima Copa Sudamericana, per una sfida che verrà ricordata. Il Corinthians non ha ancora trovato un nuovo centravanti dopo l’addio di Jò (si sta adattando Angel Romero, letale da ala del 4-2-3-1), ma ha mantenuto lo zoccolo duro del Brasileirao vinto l’anno scorso e si è rinforzato: è saltato all’ultimo Alex Teixeira, ma sono arrivati giocatori come Mateus Vital (talentissimo), Henrique (l’ex Napoli), Ralf (grande ritorno dalla Cina), Renè Junior (Sport), Sidcley (Atletico-PR) e un grande ”vecchio” come Emerson Sheik a rinforzare una rosa che ha perso Guilherme Arana, ma è di spessore (Maycon è uno dei crack dichiarati del Sudamerica) e ha in Fabio Carille un tecnico preparato e dalle grandi doti. Grandi doti condivise con Ariel Holan, il nuovo Profe del calcio argentino che ha dato un gioco arioso e spumeggiante al suo Independiente: il Rojo ha perso Barco (Atlanta United) e Tagliafico (Ajax), ma ha comunque tantissima qualità coi vari Meza (in odor d’Argentina), Benitez, Fernandez, Sanchez Miño ecc, e inoltre si è rinforzato ampiamente. Sono arrivati tra gli altri un mediano di sostanza come Gaibor, un attaccante letale come Silvio Romero (che si alternerà con Gigliotti, squalificato nelle prime due giornate) e un’ala forte come Menendez (Talleres): rinforzi che danno nuove soluzioni a Holan e faranno virare definitivamente la squadra sul 4-2-3-1. A sfidare le due big ecco un Deportivo Lara senza troppe ambizioni (ma con Falcon in attacco) e un Millonarios interessante: i colombiani hanno in Wilker Fariñez (Venezuela) un portiere seguito e molto atteso, ma stanno faticando in campionato (5 punti in 4 gare) e ad inserire Ovelar in una formazione che era consolidata su un 4-2-3-1 e sta virando sul 4-2-2-2/4-4-2. Se a questo aggiungiamo i problemi di salute di Miguel Angel Russo, condottiero dalla panchina nel titolo 2017 attualmente ai box per una grave infezione, arriviamo a una conclusione: los embajadores non avranno vita facile in questo gruppo.

GRUPPO 8: BOCA-PALMEIRAS, LA SFIDA È MONSTRE. VARIABILE-JUNIOR– Ritorno da re. Il Boca Juniors rimette piede in Copa Libertadores da dominatore della Superliga Argentina, e diventa subito una delle grandi favorite grazie alle giocate di Carlitos Tevez e a una rosa mostruosa, che senza l’infortunio di Darío Benedetto (out fino a maggio, non è stato messo in lista per i gironi) sarebbe ancora più forte: Carlitos ha subito trovato l’intesa con Pavon (diventato una stella: lo seguono Juventus ed Arsenal) e Cardona, e dovrebbe agire da punta o supportare uno tra Bou e Abila qualora gli xeneizes optassero per un 4-2-3-1/4-3-1-2 (con Pavon seconda punta e Tevez enganche). I punti di forza sono davanti, ma non solo: Wilmar Barrios è maturato diventando un leader (ma lui e Fabra hanno in ballo un’infamante accusa di violenza sessuale), Nandez (out tre turni per una vecchia squalifica: ci sarà solo nel ritorno, nel mentre Buffarini agirà da mezzala) è il motore della mediana in attesa del rientro di Gago e la difesa è solidissima anche senza il tanto sognato Gustavo Gomez, con due giocatori per ruolo affidati al Mellizo Schelotto. Insomma, Boca favorito, mentre il Palmeiras ripartirà da Roger Machado e da una rosa di livello: Borja è tornato quello dell’Atletico Nacional, e dal mercato sono arrivati i vari Lucas Lima, Weverton &co. a rinforzare una rosa già fortissima (Tché Tché, Bastos, Willian e Dudu vi dicono nulla?): per i due posti agli ottavi teoricamente non dovrebbe esserci storia, se non fosse che la terza del girone è il fortissimo Junior. I colombiani arrivano dai preliminari, e hanno una rosa di qualità: Pico-Cantillo rappresentano una coppia di mediani ben assortita e fenomenale, Yony Gonzalez e Yimmi Charà spaccano le sfide dalla trequarti a suon di tecnica e velocità, Teo Gutierrez è Teo Gutierrez e verrà affiancato da quel Jonatan Alvez (ora out per infortunio) che aveva reso possibile il sogno del Barcelona SC. Squadra stellare, mentre è più lontana l’Alianza Lima: i ragazzi di Bengoechea tornano dopo 11 anni nella Libertadores, hanno in rosa l’ex Chievo Cruzado e giocatori interessanti (Tomas Costa, ex Porto, e Hohberg), ma dovrebbero faticare contro queste super-potenze.

LE GARE DELLA 1A SETTIMANA: 

27/2 h. 23.15: Defensor Sporting-Gremio e Monagas-Cerro Porteño

28/2 h. 1.30: Colo Colo-Atletico Nacional e Racing Avellaneda-Cruzeiro

28/2 h. 23.15: Independiente Santa Fé-Emelec e Nacional Montevideo-Estudiantes

1/3 h. 1.45: Flamengo-River Plate, Millonarios-Corinthians e Delfin-Bolivar

1/3 h. 23.15: Real Garcilaso-Santos e Deportivo Lara-Independiente

2/3 h. 1.30: Alianza Lima-Boca Juniors e Junior-Palmeiras.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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