L’esultanza dei giocatori del Deportivo Capiatá: i paraguaiani hanno compiuto una straordinaria impresa contro l’Atletico Paranaense

Due turni ”selettivi”, e ora l’ultima tagliola prima della fase a gironi: 8 squadre per quattro posti, con una serie di sfide entusiasmanti ed emozionanti che ci attendono. Inizia qui, da questo 3° turno preliminare, l’avventura di Agenti Anonimi nella Copa Libertadores, che ci accompagnerà nelle lunghe notti infrasettimanali da qui fino al termine del torneo: andiamo dunque a scoprire cos’è successo tra giovedì e venerdì (mercoledì e giovedì per gli amici sudamericani) nelle quattro gare d’andata.

BOTAFOGO-OLIMPIA 1-0: RODRIGO PIMPÃO ”ROVESCIA” IL DECANO– È stata una gara molto tattica, quella dell’Estadio Nilton Santos, che vede l’Olimpia di Pablo Repetto uscire sconfitta contro un Botafogo bravo a sfruttare l’occasione migliore del match, e altrettanto efficace nella fase difensiva: e dire che Repetto, fautore del miracolo-Independiente del Valle (da quella squadra, ha portato con sè il portiere Azcona e Jonathan Gonzales), aveva schierato i suoi con un 4-4-2 proprio per tentare di mettere in difficoltà la retroguardia avversaria, avanzando Mouche al fianco di Montenegro. E proprio Mouche è stato autore di un ottimo primo tempo, nel quale si è vista la mano del tecnico uruguagio (all’Olimpia da gennaio) nel gioco offensivo del Decano, ed è mancato solo il gol ad un’Olimpia incapace di sfondare il muro del Fogão. Un muro solido, che ha protetto un 1-0 arrivato proprio nel momento migliore dei brasiliani, che avevano già sfiorato la rete con l’arcigno Airton (giocatore d’ordine, autore anche di qualche fallo di troppo). L’eroe di giornata è Rodrigo Pimpão, autore di una rete che verrà ricordata: rimessa lunga dalla destra, movimento di Roger che spiazza la difesa e rovesciata in bello stile del 17 del Botafogo, sul quale Azcona non può nulla. Da lì in poi, e soprattutto dal minuto 60, quando Repetto ha sostituito uno stanco Mouche con sua maestà Santa Cruz, formando una coppia d’attacco pesante con Roque al fianco di Montenegro, l’Olimpia ha parcheggiato i suoi effettivi nella metà campo avversaria, senza però riuscire a trovare un gol che sarebbe stato meritato, e rischiando anche qualcosina in contropiede: l’occasione migliore è stata propiziata proprio dal piede di Santa Cruz, che si è trovato nell’insolita veste di assistman e, complice l’unico svarione della difesa brasiliana, ha azionato Montenegro. Il tiro dell’ex Lanus, purtroppo per l’Olimpia, è stato parato dall’ottimo Helton Leite, e così i paraguaiani dovranno cercare la rimonta in casa dopo questo 1-0: l’Estadio Manuel Ferreira è la fortezza del Decano, ma se il Botafogo ripeterà questa gara difensiva, sarà difficile segnare a Emerson Silva e compagni.

ATLETICO PARANAENSE-DEPORTIVO CAPIATÁ 3-3: I CAPIATEÑOS NON MOLLANO MAI, IMPRESA STORICA IN 10 UOMINI– Lo ammettiamo, avevamo già una cotta, ma ora ci siamo sinceramente innamorati del Deportivo Capiatá, la squadra che non muore mai, neppure quando la stai dando per spacciata. E come poteva essere altrimenti? Stiamo parlando di un club nato nel 2009, arrivato in A in pochissimi anni, capace di battere (nel 2014) il Boca Jrs alla Bombonera durante la sua prima esperienza in Copa Sudamericana e pienamente in lotta per entrare nei gironi della Copa Libertadores in quella che è la sua prima partecipazione alla competizione: per chi non lo sapesse, i Capiateños sono partiti dal primo preliminare, hanno eliminato il Deportivo Tachira e poi hanno entusiasmato tutti nel turno seguente, rimontando con un perentorio 3-0 in Perù la sconfitta casalinga (3-1) contro l’Universitario. Come non innamorarsi di una squadra del genere, che tra l’altro è riuscita a fare di meglio nella trasferta brasiliana di Coritiba, sul campo di quell’Atletico Paranaense che ha tra le sue fila il divino Jonathan, un redivivo (ma troppo sprecone) Grafite, Lucho Gonzalez e lo straordinario Felipe Gedoz? Storie di ordinario calcio sudamericano, di una partita che in sè ne racchiude mille altre, e tutte bellissime: raramente ci è capitato di emozionarci così tante volte durante i 90′ di gara, ed è quasi difficile riassumere un match del genere. Il Deportivo Capiatá, a sorpresa, parte benissimo in questo match esterno, grazie a un 4-4-1-1 nel quale il terzino Bonet è avanzato a centrocampo, e i contropiedi sono all’ordine del giorno, ma poi sale in cattedra l’Atletico Paranaense, e il direttore d’orchestra del Furaçao (”uragano”) è senza dubbio Felipe Gedoz, il talento ex Defensor che si era perso nell’esperienza belga col Bruges, e qui è tornato in grande stile: la sua fantastica punizione apre (al 20′) le marcature di una partita bellissima, che subirà continui ribaltamenti di fronte. Esatto, perchè il Capiatá non molla e, proprio dopo aver rischiato di subire il 2-0 col gran tiro di Gedoz (conclusione da 30m fuori di poco), sfiora il gol con una conclusione di rara bellezza di Irrazabal, che sfiora la traversa: è il preludio alla rete dell’1-1, che arriva al 43′ dopo dieci minuti di pressing altissimo dei paraguaiani, che trovano il gol con Noguera dopo una grande azione collettiva, iniziata col cross geniale di Irrizabal e conclusa con la sponda di Bonet per il compagno. E non è finita qui, perchè dopo aver rischiato qualcosa in avvio di ripresa, sempre a causa delle folate di Gedoz (con Grafite che spreca tutto), gli Auriazules ribaltano tutto con Nelson Gonzalez, che anticipa difesa e portiere su un cross dalla destra. 2-1 Capiatá, ma il meglio deve ancora venire: Gedoz si guadagna un rigore grazie al mani di Paredes e e lo realizza per il 2-2, e poco dopo lo stesso Paredes viene espulso per un fallo da ultimo uomo su Grafite. I Capiateños dovranno giocare mezz’ora in 10 e si schierano con un 4-4-1 copertissimo (togliendo anche la punta Gamarra per il più ”collettivo” Dionisio Perez), andando a costruire un muro che crolla solo all’85’, quando Pablo insacca la rete del 3-2 (sprecato 20′ prima dal ”solito” Grafite, che svirgola malamente) e fa esplodere i suoi tifosi: tutti pensano che la gara sia finita, ma all’88’ ecco il miracolo notturno del Deportivo Capiatá, la squadra che non muore mai, che pareggia su azione da corner con l’altro Gonzalez, quell’Alexis che aveva propiziato il gol del 2-1 mandando in tilt Weverton e la difesa. 3-3 e palla al centro, per un pari che vale oro per i Capiateños, in 10 per 35′ circa: ora il Deportivo Capiatá potrà giocarsi la qualificazione all‘Erico Galeano, e chissà che non arrivi l’ennesimo miracolo di una squadra dal cuore immenso.

JUNIOR BARRANQUILLA-ATLÉTICO TUCUMÁN 1-0: APONZÁ REGALA LA VITTORIA ALLA SQUADRA DI CASA

È stata una partita a scacchi tra le due squadre che hanno pensato, fin dal principio, prima a non prenderle e poi a darle. Gli argentini si sono schierati con undici calciatori albiceleste a comporre un 4-4-2 molto accorto in fase difensiva, con le due punte Gonzalez e Zampedre pronte a far male alla difesa avversaria. Argentini reduci dall’impresa nel turno precedente dove sono stati capaci di eliminare il più quotato El Nacional dopo aver pareggiato 2-2 tra le mura amiche, andando a vincere in trasferta per 0-1 tra le mille difficoltà avute soprattutto nel viaggio. Per quanto riguarda i padroni di casa invece, reduci dal passaggio del turno ai danni dei colombiani del Carabobo (senza patemi, 3-0 e 1-0, ndr) si sono schierati con un 4-2-3-1 (apparentemente) più offensivo ma anche da parte loro l’attenzione è stata massima e la concentrazione nelle coperture difensive sempre altissima. Sfida che si gioca sui 180′ e la posta in palio è altissima. E’ così che il primo tempo dell’andata scorre via in una perenne fase di studio. Le uniche azioni degne di nota e pericolose sono state create dai padroni di casa grazie a qualche buona combinazione tra il trequartista Hernandez e la punta Ovelar. In tutte le occasioni però la precisione negli ultimi 16 metri è venuta meno vanificando così ogni speranza di siglare il vantaggio interno. Gli ospiti sono invece stati protagonisti di qualche buona ripartenza ma, quasi sempre, sono stati bloccati dalla difesa del Barranquilla con le buone o le cattive (come in occasione del fallo che è costato il giallo al difensore Balanta). Dallo spogliatoio sono rientrati gli stessi ventidue che avevano iniziato il match, ed è comprensibile visto che nessuno tra gli uomini in campo ha sfigurato quantomeno in attenzione e concentrazione. L’avvio di secondo tempo non è diverso dai primi 45′ e l’impressione è che solo un calcio da fermo o un singolo episodio possa sbloccare una partita preparata molto bene da entrambi i tecnici che hanno, almeno nella prima metà di gara, bloccato le offensive avversarie. Dal 60′ in poi però le forze vengono meno e gli spazi aumentano, rendendo più facile ai rispettivi reparti offensivi rendersi pericolosi. L’Atletico Tucuman cresce ed è la prima squadra che va davvero vicina al gol con un palo colpito da Leandro Gonzalez che, dai 25 metri, fa partire un gran destro che solo il legno riesce a fermare. Comincia la girandola delle sostituzioni, con lo stesso Gonzalez che si accomoda in panchina per far spazio ad Alvarez. Di lì in poi però è la squadra di casa a spingere, forse favorita dalle ottime prestazioni dei subentranti. E’ quando manca poco più di 15′ quando che si sblocca il risultato. È Aponzá che regala la vittoria alla squadra di casa, perchè nonostante le occasioni di gol neanche l’ombra. Con un ottimo 1-0 per la squadra di casa si chiude il match di andata del terzo turno preliminare, ma tra sette giorni sarà ancora battaglia.

UNIÓN ESPAÑOLA-THE STRONGEST 1-1: L’UNION PAREGGIA ALL’ULTIMO RESPIRO

Cile contro Bolivia, è questo lo scontro avvenuto nel quarto e ultimo match del turno d’andata del terzo turno preliminare. Anche qui vale, ovviamente, lo stesso tipo di discorso fatto per gli altri incontri. I gironi della Copa Libertadores si avvicinano, la posta in palio è altissima e nessuno vuole uscire proprio ad un passo dal via della competizione per club più importante del sudamerica. In questo match i favori del pronostico pendevano verso la squadra di casa, con però entrambe le compagini che vivono un ottimo stato di forma. Nel turno precedente tutte e due le contendenti si sono aggiudicate facilmente il passaggio del turno, vincendo sia in casa che in trasferta i propri match. L’inizio di match è incredibile. Dopo 10 secondi già primo fallo e primo giallo, dopo quaranta secondi la prima rissa, per fortuna solo sfiorata, tanto per mettere in chiaro le cose. Per fortuna poi gli animi si raffreddano (parzialmente) e si parla più di calcio che di calci. Gli ospiti fanno la partita, soprattutto sulla fascia destra dove Chumaceero è sugli scudi. È proprio l’esterno che, poco prima della mezz’ora sigla il gol vantaggio sfruttando al meglio una torre del compagno e un’indecisione della retroguardia cilena. Con il risultato di 0-1 la partita perde per forza di cose quella fase di studio che, a dire il vero, è stata poco messa in atto da ambo le squadre sin dal fischio d’inizio. All’intervallo il risultato è fermo sul punteggio di 1-0 per lo Strongest e nella ripresa il ritmo è alto fin da subito. I padroni di casa sanno che una sconfitta tra le mura amiche metterebbe gli avversari in una posizione di grande vantaggio e spingono con tutta la forza che hanno, andando vicini al gol in diverse occasioni, ma rischiano anche molto. In contropiede infatti i boliviani hanno molte occasioni che non riescono a concretizzare causa poca precisione negli ultimi metri. E proprio allo scadere, quando tutto sembrava ormai perso, agguantano il pareggio. Merito di un’ottima incursione sulla fascia di Pinares che, dopo aver saltato il proprio avversario mette sui piedi di Churin una palla solo da appoggiare in rete, per la gioia dell’allenatore Martin Palermo. È pareggio! Nel match di ritorno ci sarà grande equilibrio e sarà battaglia, come abbiamo visto fin da subito. Da segnalare a tempo ormai scaduto il rosso per Ampuero.

a cura di Marco Corradi (@corradone91) e Stefano Gaudino (@StefanoGaudino)

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