Ed eccoci giunti all’ultimo atto prima della fase a gironi della Copa Libertadores: le 8 squadre partecipanti al terzo turno preliminare sono pronte per affrontare il ritorno di questo playoff, che prevede sfide bellissime e ad altissima tensione, con rimonte da tentare, risultati da difendere e gare da sbloccare in 90 minuti che, ai protagonisti, saranno sembrati lunghi una vita. Andiamo a dunque a scoprire cos’è successo tra giovedì e venerdì (mercoledì e giovedì per gli amici sudamericani) nelle quattro gare di ritorno, e quali sono le squadre approdate ai gironi.

OLIMPIA-BOTAFOGO 1-3 dcr (agg. 1-1): GATITO FERNANDEZ ”IMITA” DUCKADAM E PARA TRE RIGORI, OLIMPIA OUT- Ormai è una costante, quella che vede l’Olimpia rimontare in casa, e gli uomini di Repetto hanno tentato l’impresa anche in questo 3° turno preliminare: si partiva dall’1-0 del Botafogo, firmato da Rodrigo Pimpão in quella che era stata una buona prova del Decano, e i paraguaiani volevano a tutti i costi riportare la sfida sui giusti binari. Ecco perchè Repetto (ex Independiente del Valle) aveva confermato la formazione dell’andata, mentre Jair Ventura si era affidato a uno schema iperdifensivo, un 4-3-2-1 con Pimpão falso nueve e il duo Joao Paulo-Camilo alle sue spalle: insomma, l’idea dei brasiliani era chiara, difendere il risultato, ed è stata evidente sin da subito. Il Botafogo ha lasciato l’iniziativa all’Olimpia, sfruttando la sua ottima difesa per resistere a quello che era un autentico e inesorabile assedio: troppo forte la spinta del Defensores del Chaco per non fare la gara, anche se le occasioni del Decano si contavano sulle dita di una mano. Qualche tiro di Ortiz a saggiare gli ottimi riflessi di Helton Leite (autore di una gran parata al 44′), e poco altro per una rosa di altissimo livello, plasmata da Repetto con un 4-4-2 nel quale restano fuori giocatori del calibro di Roque Santa Cruz e Fernando Fernandez, e il duo Mouche-Montenegro (oggi ”imballato) è di altissima caratura. Uscire nel preliminare sarebbe un fallimento per l’Olimpia, che mette in campo il cuore e nella ripresa, dopo essere passata a un 4-2-4 che vede in campo insieme Mouche, Montenegro, Santa Cruz e Benitez, trova la rete dell’1-0 al 79‘: Bogado tocca per Ortiz, il quale serve Santa Cruz che lancia nuovamente Bogado, che smarca Montenegro da solo davanti al Gatito Fernandez, portiere paraguaiano subentrato all’infortunato Helton Leite. Montenegro non sbaglia ed è 1-0, che annulla il vantaggio dell’andata: l’Olimpia prova il raddoppio, ma non ci riesce e, come da regolamento della Libertadores, si va direttamente ai rigori. E qui si sviluppa la favola del Gatito Fernandez, uno che si è guadagnato appieno il suo soprannome con dei riflessi mostruosi: il portiere paraguaiano elimina i suoi connazionali parando i pur ottimi rigori di Ortiz, Mendoza e Benitez, e sancendo un 3-1 inappellabile ai penalty. Tre rigori parati su quattro, come Duckadam nella storica notte che ha regalato la Coppa Campioni alla Steaua: è una notte da sogno quella del magico Gatito (che fa piangere l’Olimpia), che porta da solo il Botafogo ai gironi della Copa Libertadores, dove affronterà Barcelona (ECU), Atletico Nacional e l’Estudiantes di Veron nel gruppo 1.

DEPORTIVO CAPIATÁ-ATLETICO PARANAENSE 0-1 (agg. 3-4): LUCHO GONZALEZ SPEZZA IL SOGNO DEI CAPIATEÑOS, FURAÇAO AI GIRONI- Era una bellissima favola, e come tutte le favole post-moderne, ha avuto la sua fine: nella notte tra mercoledì e giovedì, abbiamo assistito all’eliminazione del Deportivo Capiatá, il club fondato nel 2009 e arrivato ad un passo dalla qualificazione alla fase a gironi della Copa Libertadores. Fase a gironi che, invece, vedrà l’Atletico Paranaense aggiungersi a quello che è già stato definito ”il gruppo della morte”: ci sono Universidad Catolica, Flamengo e San Lorenzo ad attendere il Furaçao, che passa il turno dopo una gran gara difensiva, soprattutto da parte degli insuperabili centrali Thiago Heleno e Paulo André. Tutti si aspettavano una partenza ”a tutto fuoco” del Capiatá, dopo il pari in extremis dell’andata (in 10), e invece l’inizio della gara ha visto un sostanziale equilibrio, coi Capiateños che hanno di fatto confermato la formazione dell’andata, e Paulo Autuori che ha rimpiazzato l’ottimo Gedoz (doppietta a Coritiba, ma anche due eliminazioni in altrettante sfide con paraguaiane) con l’ex Porto Carlos Alberto: ne è uscito un avvio compassato, che però ha visto il Furaçao passare alla prima occasione con Lucho Gonzalez, bravo a sfruttare al 12′ una dormita difensiva dei paraguaiani. E qui la gara prende una decisa svolta, col Deportivo Capiatá che inizia a pressare ed attaccare, e l’Atletico Paranaense che si difende: non mancano le occasioni ai Capiateños, e la più clamorosa capita sui piedi di Gamarra, che spreca tutto al 14′ e, non contento, si ripete ancora al 31′. Gavilan capisce l’antifona e, vista la serata no del suo nueve, rinforza l’attacco con Dionisio Perez, dando il via a una tattica estremamente british: forte della prestanza fisica dei suoi attaccanti, la squadra paraguaiana rinuncia alla manovra, e insiste nel saltare il centrocampo a suon di cross e palloni alti. Una tattica che non paga, vista la grandissima serata dei centrali del Paranaense (la difesa del Furaçao è la migliore dell’ultimo Brasileirao, e si conferma tale): e così le mille azioni offensive di Noguera, Irrazabal (in grandissima serata), Gamarra e Dionisio Perez non portano alla rete, e la situazione non migliora quando il tecnico dei Capiateños inserisce prima Dante Lopez e poi Cristian Lopez, passando a uno schema iperoffensivo e congestionando l’area avversaria. Ma il miracolo aereo da palla inattiva o cross, che tanto bene era riuscito all’andata, non è di casa stavolta, e così l’Atletico Paranaense ha buon gioco nel difendere e, negli ultimi minuti, ripartire: Autuori, che pure era passato al 3-5-1-1 con Gedoz alle spalle di Luis Henrique (entrato per l’infortunato Grafite), lancia i suoi verso il contropiede sistematico, e Medina è superlativo su Nikao, che si era trovato a tu per tu col portiere (solo contro tre avversari, questo la dice lunga sull’atteggiamento dei Capiateños), ma viene murato, e lo stesso capita a Gedoz, che oggi non ha la mira giusta per segnare. Finisce dunque 1-0 all’Erico Galeano, stadio che assiste all’eliminazione dei suoi beniamini: il Deportivo Capiatá è fuori, e vede svanire anche quel possibile ripescaggio in Copa Sudamericana (che vede premiate Olimpia e Junior), che avrebbe dato una leggera soddisfazione agli Auriazules. L’Atletico Paranaense, invece, vola ai gironi, e deve ringraziare la sua difesa e l’attento Weverton, che salva il risultato al 94′ sull’unica disattenzione difensiva dei suoi: Furaçao nel gruppo 4 della Copa Libertadores dunque, un girone che ci farà divertire.

ATLÉTICO TUCUMÁN-JUNIOR BARRANQUILLA 3-1 (tot. 3-2): DIECI MINUTI DI FOLLIA COSTANO LA QUALIFICAZIONE AL JUNIOR BARRANQUILLA

La seconda giornata di preliminari si apre con la sfida tra Tucuman e Junior con i colombiani che partono dal vantaggio ottenuto nella gara casalinga ma sarà dura. L’equilibrio nel match di andata l’ha fatta da padrone ma con un gol di Aponzá il Barranquilla si è portato a casa i tre punti (virtuali) e la possibilità di giocare in trasferta con due risultati su tre. Per stessa ammissione dell’allenatore colombiano “Non subire gol tra le mura amiche è stato fondamentale. Ora sarà importante andare in trasferta per provare a fare la nostra partita e siglare almeno un gol“. La penserà diversamente il club albiceleste, ma ora per le parole non c’è più tempo  ora si gioca per entrare ai gironi della Copa Libertadores. Le formazioni sono quelle tipo: 4-4-2 da una parte e 4-2-3-1 dall’altra. Acosta contro Aponza, Maldonado contro Barbona ma anche altro, tanto altro in una sfida che promette scintille. La tensione è evidente, ormai non si può più sbagliare nulla perché ogni errore può causare l’eliminazione, ogni gol invece, può fare la storia. Naturale è che i ventidue in campo siano contratti è più attenti a non subire che a creare. Nessuna delle due squadre necessita di partire con un forcing offensivo degno di nota e la palla gira a centrocampo con discreta lentezza, causata da un pressing, questo sì, forsennato. Quando la partita sembra però bloccata e molto piatta, succede l’incredibile. Il gol di Aliendro apre le danze. La partita si stappa, il fattore psicologico fa il resto. Dal minuto 20 in poi è un monologo argentino. Dopo il vantaggio va ancora in gol per ben due volte nell’arco di 10′. A siglare il raddoppio è Menendez, ma non è finita perché lo Junior Barranquilla è completamente in bambola e va ko per un forza volta. A siglare la rete che mette in cassaforte il match è Zampedri, con un gol da attaccante puro. Per fortuna dello Junior si va negli spogliatoi, dove hanno la possibilità di riordinare le idee e mettere in campo accorgimenti tattici inevitabili. Specialmente sull’out di destra dove il terzino Evangelista e l’autore del raddoppio Menendez hanno fatto davvero tutto quello che volevano. Al rientro in campo per i colombiani l’impresa è quasi disperata, hanno bisogno di due gol senza subirne per conquistare la qualificazione ma oggi non sembra proprio giornata. Costretti a sbilanciarsi offrono ampi spazi agli avanti dell’Atletico che, con Menendez prima e con Barbona poi sfiorano il poker nei primi minuti di gioco impaurendo e demoralizzando ancor di più, se possibile, gli avversari. Il clima è caldo e lo stadio si fa sentire per incitare i propri beniamini che, esaltati dal risultato, giocano un calcio spumeggiante. I minuti passano e gli ospiti si demoralizzano, capiscono che ormai firmare l’impresa diventa davvero complicato. Proprio quando tutto sembra essere deciso però lo Junior Barranquilla va in gol, con Hernandez che, complice una distrazione della difesa avversaria, riporta i colombiani ad un solo gol dalla qualificazione. Gli ultimi cinque minuti sono un forcing disperato, ma disordinato, che non frutta nessuna occasione. Finisce 3-1: Atletico Tucuman qualificato alla fase a gironi, Junior Branquilla eliminato ad un passo dal traguardo. A giocare contro Peñarol, Palmeiras, Jorge Wilstermann saranno gli argentini.

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THE STRONGEST-UNIÓN ESPAÑOLA 5-0 (tot. 6-1): ESCOBAR SHOW E L’UNION È ELIMINATA

È stata l’unica partita finita in parità, forse la più equilibrata in assoluto. Tra Strongest e Union Española la gara d’andata la qualificazione sembrava già pendere in maniera decisa dalla parte dei boliviani, ma proprio allo scadere i cileni hanno siglato l’1-1 definitivo che rende la partita odierna ancor più incerta. Due squadre per un posto ai gironi, l’ultimo ancora vacante. La tensione è enorme, l’obiettivo è ad un passo ma, per una delle due contendenti, sfumerà nell’arco dei prossimi 90 minuti (se basteranno). Nel match di andata dopo appena quaranta secondi c’era stato già un giallo ed una rissa sfiorata, anzi accesa ma sedata dopo poco. Stavolta (per fortuna?) non è così, ma non per questo i contatti sono meno duri e le entrate meno decise. È il bello (o il brutto, questione di prospettive) del calcio sudamericano e della Libertadores ancor di più. La partita comincia e, sin da subito, appare chiaro che l’Union non sia con la testa nella partita. Uno svarione difensivo rischia di costare carissimo, con Alonso che non riesce a trafiggere il portiere avversario con un destro incrociato. Un campanello d’allarme che però non sveglia la retroguardia la cilena che subisce gol pochi minuti più tardi. Quando il cronometro indica 12′ infatti Veizaga porta avanti i padroni di casa con un tocco ravvicinato dopo uno splendido movimento di Escobar che elude il fuorigioco e serve un cioccolatino soltanto da scartare. Entusiasmo a mille da una parte, delusione dall’altra. Nel calcio l’aspetto psicologico si sa, conta moltissimo, e in questa gara se ne ha l’ennesima conferma. È Chumachero a siglare il 2-0 finalizzando al meglio una ripartenza fulminea che non lascia scampo agli ospiti. Nel giro di 12′ il risultato è di 2-0 per The Strongest, l’Union deve reagire, ma pare non averne la forza. All’intervallo il risultato resta quello. Nella ripresa il canovaccio tattico non può che cambiare, con i cileni costretti dal risultato a cambiare approccio alla gara. E invece non è così. L’Union ci prova, mettendo in campo quello che, ma oggi non basta. La confusione regna sovrana in attacco, e non si rendono mai davvero pericolosi. Al contrario dei padroni  di casa che invece ogni volta che affondano fanno male alla difesa ospite. A siglare il gol che virtualmente chiude la gara è Escobar che a tu per tu con l’estremo difensore avversario lo supera e deposita in rete. Tre a zero! Tutto l’equilibrio della gara d’andata spazzato via in meno di un’ora, ma non è ancora finita. Escobar ha tempo di andare in rete altre due volte, siglando così una tripletta personale. Sempre in contropiede, con la difesa ospite ormai demoralizzata e non concentrata deposita la palla in rete per un rotondo 5-0 che porta lui ed i suoi compagni alla fase a gironi. Un girone bello e difficile, affascinante quello li aspetta. Ad attendere The Strongest ci saranno Santos, Independiente Santa Fé, Sporting Cristal.

E, al termine di questo turno, ricapitoliamo quali sono i gironi della Copa Libertadores (la fase a gruppi inizierà il 7 marzo).

GRUPPO 1: Atletico Nacional, Estudiantes, Barcelona SC (Ecu), Botafogo.

GRUPPO 2: Santos, Independiente Santa Fé, Sporting Cristal, The Strongest.

GRUPPO 3: River Plate, Emelec, Independiente Medellin, Melgar.

GRUPPO 4: San Lorenzo, Universidad Catolica, Flamengo, Atletico Paranaense.

GRUPPO 5: Peñarol, Palmeiras, Jorge Wilstermann, Tucuman.

GRUPPO 6: Atletico Mineiro, Libertad, Godoy Cruz, Sport Boys.

GRUPPO 7: Nacional Montevideo, Chapecoense, Lanus, Zulia.

GRUPPO 8: Gremio, Guaraní, Zamora, Deportes Iquique.

a cura di Marco Corradi (@corradone91) e Stefano Gaudino (@StefanoGaudino)

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