Gremio

Il momento più atteso, che dà il via a quella finale sognata da ogni singolo club che ha preso parte alla Copa Libertadores 2017: la giocheranno Lanus e Gremio, la dirigeranno dalla panchina Almiron e Renato Gaucho e dal campo le coppie di stelle Arthur-Luan e Laucha Acosta-Pepe Sand. È la gara più attesa da tutti gli appassionati quella dell’Arena do Gremio, e non ci sono grandi novità di formazione: il Lanus si schiera col suo 4-3-3 e con la formazione tipo, da sciorinare a memoria come il ”Sarti, Burgnich, Facchetti” d’antica storia. Andrada; Gomez, Garcia Guerreno, Braghieri, Velazquez; Roman Martinez, Marcone, Pasquini; Silva, Sand, Acosta: è una formazione collaudata e piena d’automatismi quella del Granate, ma il Gremio non è da meno e ritrova quel Lucas Barrios che sgrava Luan dal compito di falso nueve. La stessa dell’Imortal Tricolor si schiera così sulla trequarti nel terzetto alle spalle della punta completato da Ramiro (dx) e Fernandinho (sx) e con totale libertà di movimento come di consueto, perchè in mezzo al campo ci sono Jailson e Arthur a difenderlo, e soprattutto perchè come ha ammesso lo stesso Renato Portaluppi ”ho lavorato pochissimo sulla tattica, insistendo più che altro sulle qualità dei singoli e sulla psicologia del gruppo”.

Una differenza dal punto di vista tattico che si vede chiaramente sin dall’inizio del match, nel quale il Lanus viene supportato da 4mila tifosi arrivati dall’Argentina: il Granate ha una chiara impostazione, difende e attacca come un orologio svizzero e non si fa troppi problemi a ripiegarsi con un 4-1-4-1 per chiudere tutti gli spazi in fase di copertura, facendo lavorare Acosta e Silva da terzini aggiunti quando serve, mentre il Gremio ha una strategia totalmente diversa. I brasiliani tengono palla per tutto l’avvio del primo tempo, ma la fanno girare lentamente e senza grandi sbocchi, in maniera sterile e poco efficace, affidandosi più ai singoli che alla squadra: ne esce così un primo tempo in cui le due squadre non vogliono concedersi grandi occasioni, ma la sfida tecnica e psicologica è comunque bellissima. Il Gremio pressa l’avversaria sin dalla costruzione della manovra col portiere (mandando in tilt Andrada, che regala due potenziali occasioni: le uniche nel primo tempo per l’Imortal Tricolor), il Lanus invece segue attentamente le trame avversarie, le frena e ha delle fiammate che mandano in crisi la difesa del Gremio: gli argentini sfondano in due occasioni, trovando entrambe le volte di fronte a sè un Marcelo Grohe insuperabile. Il portiere è bravo e reattivo sulla conclusione di Roman Martinez, che va a chiudere una splendida azione di Silva al 33′, e compie un miracolo al 39′: calcio d’angolo, stacco imperioso di Braghieri e Grohe salva tutto con un riflesso da gatto, evitando l’1-0 Lanus. È questo il film del primo tempo, con le migliori occasioni di marca-Lanus e un Gremio che tiene palla (e chiede senza motivo un rigore nel finale), ma non costruisce vere occasioni se andiamo ad escludere i due errori coi piedi di Andrada: ai punti meriterebbe il vantaggio il Granate, e c’è già un escluso di lusso dalla finale, con Kannemann che era diffidato e si è fatto ammonire (in tal senso rischia tantissimo il Granate: 5 diffidati, 5 giocatori chiave).

L’attacco frizzante del Lanus, però, si spegne di fatto nel primo tempo, col Granate che finisce in riserva d’energie e si limita a chiudere gli spazi a un Gremio che prende pian piano coraggio, alzando pian piano il ritmo: l’Imortal Tricolor ha tutt’altro passo nella ripresa, e inizia a farsi vedere dalle parti di Andrada. Edilson tenta di ripetere la punizione centrata col Barcelona (termina out) e suona la carica, Bruno Cortez invece fa effettuare il primo sforzo al portiere del Lanus, che devia in corner con un sontuoso colpo di reni il tiro dalla distanza del terzino sinistro: il Gremio prende coraggio, anche Geromel sale e piazza in area un bel cross per Jailson, che spara altod i testa. Siamo al 62′, il Lanus continua a far correre gli avversari e disputare una buonissima prova collettiva, ma inizia a scricchiolare, e Renato Gaucho (che va in cerca di un record: in caso di vittoria sarebbe il primo tecnico a vincere la Copa da giocatore e allenatore con lo stesso club) se ne accorge: dentro Everton, Cicero e Jael per dare più peso offensivo, fuori un evanescente Fernandinho, un abulico Barrios e l’ammonito Jailson, e il Gremio inizia a fare sul serio. L’ex Wolfsburg ed Hertha Berlino prende le misure con la sfida, sbaglia di testa e avvia l’azione in cui Jael impegna Andrada in due tempi, e poi trova la rete del vantaggio all’82’: cross dalla difesa, Jael prolunga di testa indisturbato e Cicero, che nelle scorse settimane ha giocato alcune gare da falso nueve ed era entrato da 10 minuti, si inserisce da punta vera tra i centrali del Lanus, trovando la zampata decisiva e spiazzando Andrada. 1-0 Gremio e 1° gol nella Copa per l’ex Bundes (33 anni), che segna esattamente quando serve: il Granate subisce il colpo, non riesce a reagire e rischia anche nel finale, dove inizia lo show dell’arbitro. Il direttore di gara Buscañan, che per tutta la gara si era astenuto dall’ammonire i giocatori diffidati (eccetto Kannemann) nonostante vari interventi al limite, chiude col botto, prima ammonendo Braghieri solo per le pressioni del Gremio (dopo 1′ di convincimento) e poi negando ai brasiliani un rigore solare al 95′ (con la VAR che non interviene per correggere un arbitro impreciso in tutta la gara). La partita si chiude così con l‘1-0 dell’Imortal Tricolor, che si gode questo successo, ma sa già di dover sfidare la furia del Lanus nel ritorno, previsto per giovedì 30 alle 00.45 nella bolgia della Fortaleza.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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