Copa Libertadores 2019

Dopo tanti mesi di attesa, seguiti alla Superfinal tra River Plate e Boca Juniors al Santiago Bernabeu, e dopo i playoff che hanno sancito le ultime quattro qualificate a una avvincente fase a gironi, è tutto pronto per l’inizio della Copa Libertadores 2019: nella notte tra il 5 e il 6 marzo scatterà la fase a gironi della nuova edizione del torneo più famoso del Sudamerica, una competizione fatta di tecnica e grandi talenti, ma anche di grandi sorprese. La Copa Libertadores 2019 si fermerà per un paio di mesi per la Copa America, e vivrà per la prima volta nella sua storia la finale ”all’europea”, disputata il 23 novembre a Santiago de Chile: prima di occuparci di tutto questo, però, spazio alla fase a gironi, che ci terrà impegnati da marzo a maggio. Fino al 5 marzo vi presenteremo due gironi al giorno. Dopo i gruppi A, B, C, D, E, passiamo al gruppo F: ecco a voi Palmeiras, San Lorenzo, Junior e Melgar.

PALMEIRAS: FELIPE SCOLARI DEVE CHIUDERE IL CERCHIO

L’anno scorso il Palmeiras era una delle favorite per la vittoria della Copa Libertadores, e uscì in semifinale contro il Boca Juniors che aveva già affrontato (e sconfitto) nel girone, buttando via ogni chance di qualificazione con la sconfitta per 2-0 all’andata. Quest’anno il Palmeiras è una delle favorite per la vittoria della Copa Libertadores, e sogna di portare a casa il trofeo: l’unica vittoria nella competizione arrivò nel 1999, e sulla panchina del Verdão c’era Luiz Felipe Scolari. L’allenatore attuale è proprio Scolari, che ha conquistato la vittoria nel Brasileirao 2018 con una squadra piena di campioni e dotata di grandi alternative: il Palmeiras non ha ceduto nessuno, mantenendo l’ossatura composta da Weverton (terzo portiere della Seleçao), Gustavo Gomez, Felipe Melo, Bruno Henrique, Gustavo Scarpa, Lucas Lima, capitan Dudu e Borja e dai veterani presenti in rosa. Ma soprattutto, il Palmeiras ha rinforzato oltremodo il 4-2-3-1 disegnato da Scolari: dall’Athletico Paranaense è rientrato Raphael Veiga (trascinatore nel successo in Copa Sudamericana) e dall’Internacional il terzino Fabiano, e poi sono arrivati giocatori come Matheus Fernandes (Botafogo), Carlos Eduardo (Pyramids), Marcos Rocha (Atletico Mineiro) e Felipe Pires (Hoffenheim). Il grande acquisto, però, arriva dalla Cina e dal Guangzhou Evergrande: Ricardo Goulart torna nel Brasileirao dopo anni da star nel calcio asiatico, e andrà a prendere il posto sulla trequarti alle spalle del bomber Borja (o di Deyverson/Willian). Attualmente è infortunato, ma presto sarà titolarissimo in una squadra che è ricca di campioni: il Palmeiras ha una rosa ampia (37 giocatori), alternative in ogni ruolo e decisi problemi d’abbondanza. Anche per questo è una delle favorite alla vittoria finale insieme a Boca Juniors, River Plate, Flamengo ecc: riuscirà l’ex Palestra Italia a far cantare il pubblico dell’Allianz Parque?

La formazione del Palmeiras di Felipao Scolari

SAN LORENZO: UNA BUONA LIBERTADORES PER DARE LA SVOLTA

Il San Lorenzo vive uno dei momenti più difficili della sua storia. Non rischia la retrocessione coi promedios per le ottime stagioni precedenti (terzo nel 2017-18 ecc), ma sta affrontando un campionato disastroso: nella Superliga Argentina, il Ciclon è diventato un refolo di vento, e attualmente occupa la 26a e ultima posizione con soli 17 punti in 20 gare. Ma, soprattutto, ha segnato solo 18 reti e ha vinto solo due gare: un autentico disastro per una grande storica del calcio argentino che, dopo aver vissuto un 2018 anonimo ed essere uscito anzitempo dalla Copa Sudamericana (contro il Nacional), ha vissuto l’ennesima ripartenza. Nuovo cambio di allenatore, e arrivo di Jorge Almiron, passato in un anno dalle sirene europee post-finale di Libertadores col Lanus, al fallimento colombiano con l’Atletico Nacional, all’accorrere al capezzale di un San Lorenzo ”morente”. Per dare l’elettroshock al Ciclon, il Negro ha attuato il suo consueto metodo. Si può dire tutto di Jorge Almiron, ma non che non abbia riconoscenza e fedelissimi: dall’Atletico Nacional ha portato in stock Monetti (che ha spinto via Navarro–>Queretaro), Loaiza, Torres e Castellani, ed è arrivato anche l’ex Lanus Roman Martinez (Moron). Il calciomercato ha portato anche Fertoli (Newell’s), Salazar (Millonarios), Damian Perez (Colo Colo), Gino Peruzzi (Boca Jrs) e Renteria (Cruz Azul), rivoluzionando la rosa e dando il via a una serie di cessioni che ha portato via tra gli altri Gudino (Belgrano), Mussis (Gimnasia LP), Merlini (Defensa y Justicia) e Daniel Hernandez (Huracan), oltre al già citato Navarro. Al momento, la svolta non ha dato gli effetti sperati, e il San Lorenzo è ancora agonizzante nella Superliga Argentina: Jorge Almiron ha cambiato spesso modulo, partendo dal 4-3-3, per poi virare su 3-4-3 e 3-5-2 e tornare nuovamente al 4-3-3. Nell’ultima sfida ha perso malamente (3-2) contro l’Argentinos Juniors, e come sempre si aggrapperà ai suoi ”vecchietti”, più che ai giovani talenti: i vari Coloccini e Belluschi sono ancora titolari, mentre per i gol ci si affida a Blandi (6 reti nella Superliga). Nell’attesa di Gaich e di eventuali altri talenti U21 che possano ”rivitalizzare” il Nuevo Gasometro, che spera in una buona Libertadores per cancellare le tante sconfitte stagionali.

La formazione del San Lorenzo di Jorge Almiron

JUNIOR: RIPARTIRE DALL’OTTIMO 2018

Il Junior ha vissuto un ottimo 2018, arrivando fino alla finale della Copa Sudamericana e perdendola contro l’Athletico Paranaense, che ha alzato il primo trofeo internazionale della sua storia. La sconfitta ha portato varie conseguenze, su tutte l’addio della leggenda del club Julio Comesaña, che si è dimesso dopo il ko ed è approdato al Colon Santa Fé, ponendo fine alla sua nona esperienza col Tiburon (8 da tecnico, una da giocatore). L’ha sostituito un tecnico esperto e stimato: Luis Fernando Suarez ha grande esperienza internazionale, avendo partecipato al Mondiale con Ecuador (2006) e Honduras (2014), e recentemente ha fatto buone cose in patria col CD La Equidad. Raccoglie un’eredità pesante, quella di un club campione nel Torneo Finalizacion 2018 e finalista in Copa Sudamericana, che dunque ora si aspetta una sola cosa: vincere e fare lo step definitivo verso il successo. In campionato il Junior è partito bene, con 18 punti in otto gare e -1 dalla vetta, ma la Copa Libertadores è un’altra cosa, soprattutto in un girone con Palmeiras e San Lorenzo. Esatto, di nuovo il Palmeiras, già affrontato nel 2018 con due sconfitte in due match (3-1 e 3-0): il Junior spera di batterlo quest’anno, e per farlo ha deciso di mantenere gran parte della rosa, e non effettuare stravolgimenti. Il mercato ha strappato via al Tiburon colombiano Yony Gonzalez (Fluminense) e Jarlan Barrera (Tigres, dopo lo ”scandalo” della doppia firma coi messicani e col Racing), e ha portato una vecchia conoscenza del nostro calcio: Mati Fernandez, attualmente infortunato, si giocherà un posto sulla trequarti con l’altro argentino Sambueza, ex Deportivo Calì. Il Junior ha due titolari per ogni ruolo, al punto da rendere veramente difficile pronosticare una formazione titolare (eccezion fatta per il portiere Viera), e soprattutto ha due stelle: Luis Diaz, trattenuto nonostante le offerte del River, è un giocatore che può incendiare la fascia con corsa e tecnica, e poi c’è Teo Gutierrez a finalizzare. Basterà per raggiungere gli ottavi e andare oltre? Il pubblico dell’Estadio Metropolitano Roberto Melendez ci spera.

La formazione del Junior: qualche variazione rispetto al 2018

MELGAR: LA SORPRESA CHE ARRIVA DAI PRELIMINARI

Nessuno si aspettava che il Melgar, terza classificata del campionato peruviano, accedesse alla fase a gironi della Copa Libertadores, e invece i peruviani hanno compiuto un piccolo grande miracolo. Il Dominò ha battuto la Universidad de Chile, infliggendo un brutto colpo al nuovo corso targato-Franz Kudelka (ex Talleres), e poi ha avuto ragione del Caracas in duello sostanzialmente alla pari, andando a inserirsi nel gruppo F da squadra sulla carta più debole del girone. La formazione di Arequipa gioca con un 4-4-1-1 accorto e volto alle ripartenze, e ha il suo giocatore chiave nel ruolo di centravanti: Bernardo Cuesta è un vecchio volpone del calcio sudamericano e ha segnato il gol-qualificazione. Per assisterlo, si conta molto su Johnny Vidales, già visto all’opera l’anno scorso col Real Garcilaso, e sul trequartista Joel Sanchez, ingaggiato dal Tigres. Il mercato ha portato altri nuovi leader oltre a Sanchez, su tutti il portiere (secondo della Nazionale) Caceda dal Veracruz, il difensore Christian Ramos e il centrocampista uruguagio Freitas (Progreso), e ha strappato due titolari come Biancucchi (Newell’s, cugino di Messi) e Loyola (Goias). In Copa Libertadores il Melgar ha fatto ottime cose, ma in campionato stenta e ha ottenuto solo un punto in due gare. Qualche grattacapo da affrontare, dunque, per il nuovo tecnico del club Jorge Pautasso: un nome che è decisamente noto ai conoscitori del grande calcio internazionale, visto che per vent’anni è stato lo storico vice del Tata Martino, seguendolo sulle panchine di Paraguay, Argentina e Barcellona. Nel 2019 ha deciso di mettersi in proprio e ha firmato col Melgar da allenatore capo: andrà tenuto d’occhio in un girone oltremodo complicato per i rossoneri, che proveranno a regalare qualche gioia all’Estadio Monumental Virgen de Chapi e onorare l’appellativo di Leon del Sur. 

La formazione titolare del Melgar

IL CALENDARIO DEL GIRONE

1a giornata– 5/3 h. 23.15 Melgar-San Lorenzo
                          7/3 h. 1.30 Junior-Palmeiras

2a giornata– 12/3 h. 23.15 Palmeiras-Melgar
                          13/3 h. 23.15 San Lorenzo-Junior

3a giornata– 3/4 h. 00.15 San Lorenzo-Palmeiras
                          3/4 h. 2.30 Melgar-Junior

4a giornata– 10/4 h. 2.30 San Lorenzo-Melgar
                          11/4 h. 2.30 Palmeiras-Junior

5a giornata– 26/4 h. 2 Junior-San Lorenzo
                          26/4 h. 4 Melgar-Palmeiras

6a giornata– 9/5 h. 2.30 Palmeiras-San Lorenzo e Junior-Melgar.

(di Marco Corradi, @corradone91)

PER TUTTE LE NEWS E GLI AGGIORNAMENTI SEGUICI SU: AGENTI ANONIMI.