River-Boca

Dopo tanti mesi di attesa, seguiti alla Superfinal tra River Plate e Boca Juniors al Santiago Bernabeu, e dopo i playoff che hanno sancito le ultime quattro qualificate a una avvincente fase a gironi, è tutto pronto per l’inizio della Copa Libertadores 2019: nella notte tra il 5 e il 6 marzo scatterà la fase a gironi della nuova edizione del torneo più famoso del Sudamerica, una competizione fatta di tecnica e grandi talenti, ma anche di grandi sorprese. La Copa Libertadores 2019 si fermerà per un paio di mesi per la Copa America, e vivrà per la prima volta nella sua storia la finale ”all’europea”, disputata il 23 novembre a Santiago de Chile: prima di occuparci di tutto questo, però, spazio alla fase a gironi, che ci terrà impegnati da marzo a maggio. Da quest’oggi e fino al 5 marzo vi presenteremo due gironi al giorno: iniziamo col gruppo A, che metterà di fronte ai detentori del River Plate l’Internacional di Porto Alegre, l’Alianza Lima e il Palestino.

RIVER PLATE: I DETENTORI PUNTANO A RIPETERSI, QUINTERO È IL NUOVO LEADER

Il River Plate è reduce dal successo di fine 2018, quando ha ottenuto la vittoria sognata da una vita intera: la Copa Libertadores 2018 avrà sempre un posto speciale nel cuore dei tifosi dei Millonarios, visto che è stata conquistata contro i rivali del Boca Juniors. Un successo di cui il River, che poi ha fallito nel Mondiale per Club, potrà vantarsi per sempre: la gestione-Gallardo, però, ha insegnato ai Millonarios a guardare sempre al prossimo trofeo da vincere, come dimostrano le nove coppe alzate in quattro anni, e il River Plate cercherà sicuramente di ripetersi. Nel momento in cui vi scriviamo i Millonarios vivono una stagione divisa in due, nella quale devono sia fare bella figura in Copa Libertadores, che inseguire la qualificazione alla Copa Libertadores 2020 tramite il campionato: la rincorsa al titolo intercontinentale aveva comportato una partenza-soft nella Superliga Argentina, ma ora il River Plate si è rimesso in carreggiata grazie al suo nuovo leader tecnico. Juan Fernando Quintero sta mostrando tecnica, talento, personalità e soprattutto il vizio del gol, con reti di straordinaria fattura che hanno fatto risalire in classifica i Millonarios: certo, il River ha ancora qualche limite, come dimostrano i tanti pareggi e i punti persi, ma è senza dubbio la favorita di questo girone. Infortuni permettendo, visto che l’infermeria ha ”fagocitato” Casco (out tre mesi), Palacios e Montiel, costringendo Marcelo Gallardo a virare sul 3-4-1-2, lanciando Rojas e Mayada tra i titolari: lo schema-tipo del River Plate però resta il consueto 4-3-1-2, con Quintero (fresco di rinnovo fino al 2022, clausola alzata a 30mln: qui tutte le clausole del River Plate) alle spalle di Pratto e Borré, e una mediana ”ragionante” con Palacios e Nacho Fernandez ai lati di Ponzio o Zuculini.

Ma com’è cambiato il River Plate nel calciomercato? Innanzitutto parliamo delle cessioni, che hanno portato via due colonne del progetto tecnico: il Pity Martinez, MVP e stella della Copa Libertadores 2018, è approdato per i 15mln della clausola all‘Atlanta United in MLS, mentre Jonathan Maidana ha chiesto e ottenuto di lasciare da eroe, approdando a zero al Toluca. Entrambi sono stati degnamente sostituiti, con Martinez Quarta tornato titolare in mezzo alla difesa e Quintero nuovo diez, mentre il River Plate ha puntellato la panchina sul mercato: Rojas (Guarani) è un ottimo rinforzo per la difesa e sta già mostrando grande talento, Carrascal (Karpaty) è una scommessa per il futuro e il ricambio di Quintero, mentre Matias Suarez è il veterano che darà fiato a Borrè e/o Pratto insieme a Scocco. E poi ci sono i giovani delle inferiores: troveranno spazio i vari Sibille, Julian Alvarez ecc. E occhio al rinforzo last-minute: vista l’indisponibilità di Casco per tutta la fase a gironi, i Millonarios stanno ingaggiando Fabrizio Angileri dal Godoy Cruz. Purtroppo per lui, potrà giocare solo nella fase a gironi della Libertadores e non in campionato, ma rappresenta un rinforzo di talento per l’equipo del Monumental.

La formazione del River Plate, che attualmente gioca con un 3-4-1-2 per problemi d’infortuni

INTERNACIONAL PORTO ALEGRE: IL RITORNO DOPO L’INFERNO

L’Internacional di Porto Alegre è una delle società più blasonate del periodo recente del futbol sudamericano, ma aveva vissuto un incubo: la malagestione del club l’aveva portato alla retrocessione nella Serie B brasiliana, dalla quale è risalito nella stagione 2017: l’anno scorso, la squadra allenata da Odair Hellmann (ex tecnico delle giovanili, in carica dall’ottobre 2017) ha sorpreso tutti, mettendo insieme un gruppo talentuoso e chiudendo al terzo posto da neopromossa. Il Colorado ha così riconquistato la Copa Libertadores, che aveva già vinto nel 2006 e nel 2010: in entrambe le occasioni il leader tecnico dei brasiliani era Andres d’Alessandro, che è accorso al capezzale del suo vecchio club dopo la retrocessione e non l’ha più lasciato. Giocherà da 10 e capitano la Copa Libertadores, provando a trascinare una squadra che sembra completa e dotata dell’esperienza giusta per andare avanti: l’Internacional ha un buon portiere, due terzini che spingono e possono giocare anche mezzali (l’ex Udinese/Genoa Edenilson e Zeca), due centrali forti (Rodrigo Moledo e Cuesta, rimasto in Brasile), una mediana di lotta e governo e due centravanti che possono darsi il cambio. Per ora gioca Jonatan Alvez, ma il 15 aprile rientrerà Paolo Guerrero dalla squalifica: il calciomercato ha dato ulteriore profondità alla rosa dell’Internacional, che ha aggiunto giocatori come Sobis (Cruzeiro), Neilton (Vitoria) e talenti come Matheus Galdezani (Coritiba) a una squadra già molto interessante. Vedremo come si comporterà il Colorado (che rispetto al 2018 ha perso il terzino Fabiano, ora al Palmeiras), che si schiera con un 4-1-4-1 nel quale l’altro giocatore chiave è il mediano Rodrigo Dourado: molte squadre europee lo seguono, vedremo se riuscirà a imporsi in questa Libertadores. Sicuramente l’Internacional risulta essere l’altra favorita per il passaggio del turno: giocherà un fattore-chiave il pubblico caldo dell’Estadio Beira-Rio.

La formazione dell’Internacional

ALIANZA LIMA: LA NOBILE DECADUTA

L’Alianza Lima, che ha chiuso al 2° posto il campionato peruviano alle spalle dello Sporting Cristal, è una nobile decaduta del calcio sudamericano: gli Aliancistas hanno vissuto una stagione d’oro negli anni ’70, centrando due semifinali (1976 e 1978), ma negli anni seguenti sono stati bersagliati dalla sfortuna. L’incidente aereo del 1987, che uccise l’intera squadra, ha sostanzialmente distrutto la nuova generazione dei peruviani, colpiti poi dalla morte del capitano Baylon nel 2000: i BlanquiAzules hanno però saputo sempre rialzarsi, e anche l’anno scorso hanno disputato una discreta Copa Libertadores, chiusa all’ultimo posto in un girone di ferro (Junior, Palmeiras, Boca), ma senza sfigurare. Quest’anno l’Alianza Lima sembra destinato a giocarsi il terzo posto col Palestino: lo farà con un nuovo tecnico, l’argentino ed ex leggenda del Boca Jrs (vinse la Libertadores 2007) Miguel Angel Russo, e con una squadra che si è sicuramente rinforzata. Se infatti da un lato ha perso un centrale come Ascues (Orlando City) e il fantasista Hohberg, passato ai rivali dell’Universitario, dall’altro l’Alianza Lima ora ha in rosa più giocatori militanti nella nazionale peruviana: il colpaccio del 2019 è senza dubbio l’arrivo del portiere Pedro Gallese (Veracruz), stella del Perù insieme ai giocatori offensivi, ma è un ottimo innesto anche il mediano Cartagena (USM Porres), che andrà ad affiancare Tomas Costa (ex Porto) in mezzo al campo. E sulla trequarti, ecco l’esperienza e la tecnica di Felipe Rodriguez, ex tra le altre di Godoy Cruz, LDU Quito e da ultima Bolivar: l’Alianza Lima probabilmente soccomberà a River Plate e Internacional, ma può fare bella figura e regalare qualche gioia al pubblico dell’Estadio Alejandro Villanueva. 

La formazione dell’Alianza Lima

PALESTINO: LA POSSIBILE SORPRESA

Quando sono stati sorteggiati i turni preliminari della Copa Libertadores, tutti quanti si aspettavano che il Talleres andasse a unirsi a questo girone, e invece il Palestino di Ivo Basay (arrivato a ottobre) ha sorpreso tutti con un playoff da leone indomabile: sotto 2-0 all’andata, gli Arabes hanno rimontato fino al 2-2, e poi al ritorno sono riusciti a vincere 2-1 al 91′ dopo aver subito la rete dello svantaggio da Dayro Moreno. Il Palestino, vincitore della Copa Chile 2018, si è così qualificato alla fase a gironi, e tutti conosceranno la storia di un club decisamente ”particolare”: il Club Deportivo Palestino venne fondato a Osorno (città vicina a Santiago) nel 1920 da un gruppo di immigrati palestinesi fuggiti in Cile. Da allora il Palestino (in spagnolo ”palestinese”), che ha come colori sociali il rosso, bianco, verde e nero della bandiera palestinese, ha sempre intrattenuto rapporti epistolari con la nazione d’origine dei suoi fondatori: al club ancora ricordano le lettere di congratulazioni ricevute da Arafat e Abu Mazen per i successi della squadra. Il Palestino, che gioca all’Estadio Municipal de la Cisterna (ma in Libertadores emigrerà al San Carlos de Apoquindo, ”prestato” dall’Universidad Catolica), è un rifugio di ex Serie A: la stella indiscussa è Luis Jimenez, che è rientrato in Cile nell’estate del 2018 dopo tantissimi anni trascorsi tra Emirati e Qatar. Il numero 10 ex Inter ha subito ritrovato il talento che sembrava andato perso negli anni dei petroldollari, e ha segnato due gol in due gare nei playoff della Libertadores, avviando una rimonta che è stata chiusa da un altro ex del nostro campionato: Cristobal Jorquera (ex Parma e Genoa) non giocava da 400 giorni quando è arrivato al Palestino, dopo una parentesi drammatica col Bursaspor, ed è subito tornato decisivo segnando la rete del 2-1 contro il Talleres. Jorquera e Jimenez sono i leader tecnici di una squadra che non molla mai, e che gioca con un 4-3-1-2 che ha come punte Passerini (ex Guarani) e il sempreverde Roberto Gutierrez: la difesa è invece guidata da Vejar (ex U de Chile) e dall’ex Serie A Alejandro Gonzalez per un mix tra gioventù ed esperienza. Dove potrà arrivare il Palestino? Difficile dirlo, ma certamente i cileni (che hanno perso il centravanti Campos, ora alla U de Chile) non molleranno mai.

La formazione del Palestino

IL CALENDARIO DEL GIRONE

1a giornata- 6/3 h. 23.15 Palestino-Internacional
                          7/3 h. 1.30 Alianza Lima-River Plate

2a giornata- 14/3 h. 1.30 Internacional-Alianza Lima
                                              River Plate-Palestino

3a giornata- 3/4 h. 2.30 Palestino-Alianza Lima

                          4/4 h. 00.15 Internacional-River Plate

4a giornata– 10/4 h. 2.30 Internacional-Palestino
                           12/4 h. 0.00 River Plate-Alianza Lima

5a giornata- 25/4 h. 00.15 Palestino-River Plate
                          25/4 h. 2.30 Alianza Lima-Internacional

6a giornata- 8/5 h. 2.30 Alianza Lima-Palestino
                                                River Plate-Internacional

(di Marco Corradi, @corradone91)

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