Copa Libertadores

Dopo tanti giorni d’attesa, nei quali vi abbiamo presentato tutti i vari gruppi della Copa Libertadores 2019, è finalmente iniziata la fase a gironi del torneo più importante del calcio sudamericano. Un inizio col botto, visto che la fase a gironi sarà più concentrata del passato per chiudere il tutto a inizio maggio e consentire al torneo di fermarsi in vista della Copa America brasiliana. Si partiva con sei gare: alle 23.15 Godoy Cruz-Olimpia, San José-Flamengo e Melgar-San Lorenzo, all’1.30 Libertad-Universidad Catolica, Tolima-Athletico Paranaense e Jorge Wilstermann-Boca Juniors. Grande attesa per il nuovo Boca Jrs di Gustavo Alfaro e per il Flamengo di Gabigol, ma anche per la Libertad: andiamo a scoprire cos’è successo nella notte italiana.

GODOY CRUZ-OLIMPIA 0-0: PARI SENZA RETI AL MALVINAS ARGENTINAS– Il Godoy Cruz ritrova sulla sua panchina Lucas Bernardi, che per il ritorno alla guida del Tomba sceglie un 4-2-3-1: a supportare il Morro Garcia ci sono Gonzalez, il giovane Bollaude e Lucero. L’Olimpia risponde con un 4-4-2 che vede William Mendieta e Roque Santa Cruz in attacco, con Alejandro Silva e Viudez sulle fasce. Sono due schieramenti che puntano tutto sulle corsie esterne, e si vede nel corso del match: il Godoy Cruz parte meglio, e ha la prima occasione della sfida con un inserimento centrale di Lucero, che spreca da buona posizione. Risponde l’Olimpia con Viudez, ma sono gli argentini a sfiorare davvero la rete. O meglio, a trovarla: Bollaude si libera di un difensore con una spallata e serve il Morro Garcia, che insacca di testa in avvio di ripresa: la rete viene però annullata dopo l’intervento del VAR, visto che la spinta del giovane trequartista era stata eccessiva. Il gol annullato carica l’Olimpia: Ivan Torres ci prova dai 30m, sfiorando il grande gol. Un gol che però non arriva, e così la sfida dell’Estadio Malvinas Argentinas termina in parità: si apre con un pareggio uno dei gironi più equilibrati di questa Copa Libertadores, Godoy Cruz e Olimpia non si fanno male.

SAN JOSÉ-FLAMENGO 0-1: GABIGOL REALIZZA, DIEGO ALVES PARA TUTTO– L’altura fa brutti scherzi. Ne sa qualcosa il Flamengo, che per battere il San José ai 3.735m di Oruro e dell’Estadio Jesus Bermudez deve sudare ben più delle proverbiali sette camicie: l’anno scorso Gabigol aveva iniziato la sua Libertadores col Santos oltre i 3mila metri, perdendo col Santos contro il Real Garcilaso, stavolta invece vince ed è decisivo. La rete-vittoria è proprio dell’attaccante prestato dall’Inter, che realizza con un movimento sul filo del fuorigioco da vero centravanti, e beffa il portiere Lampe (ex Boca): una rete che arriva al 61′ e dopo una partita estremamente sofferta. Perchè, se da un lato è vero che Gabigol si mangia il possibile 2-0 nel finale e il Flamengo ha almeno un paio di occasioni interessanti con Diego ed Everton Ribeiro, dall’altra è altrettanto vero che il gioco offensivo e i ritmi della gara vengono gestiti da un San José più abituato all’altitudine di Oruro, che non deve ricorrere ad espedienti (i classici cerotti ”respira-bene”) per gestire l’altura. E infatti, l’equipo minero può avere più di qualche rammarico per la sfida giocata stanotte: i ragazzi di Nestor Clausen ci hanno provato in tutti i modi, di testa e con tiri ravvicinati, dalla distanza e dai calci piazzati, ma ha trovato di fronte a sè un portiere insormontabile. Diego Alves aveva già mostrato tutto il suo valore in Europa col Valencia, ed è un lusso per il calcio sudamericano: almeno dieci parate per il portierone brasiliano, che para letteralmente tutto, anche le mosche che svolazzano sul terreno di gioco. Parate su Sanguinetti, Kevin Fernandez, Saucedo, Didi Torrico, Ramallo ecc ecc. E il Flamengo blinda la vittoria per 1-0: primo successo nella Copa Libertadores per la nuova gestione griffata-Abel Braga (che aveva schierato un 4-3-3 con Diego mezzala, De Arrascaeta e Bruno Henrique ai lati di Gabigol), e secondo successo in Bolivia per il Flamengo in tutta la sua storia.

MELGAR-SAN LORENZO 0-0: GARA DIVERTENTE AD AREQUIPA– Anche Melgar-San Lorenzo si gioca in altura, ai 2.300m di Arequipa, ma ne esce una gara dai buoni ritmi. Jorge Almiron schiera un agonizzante San Lorenzo col 4-3-3, con Roman Martinez-Poblete-Castellani in mezzo e un attacco che vede Fertoli e Botta ai lati di Blandi: Jorge Pautasso, invece, risponde con un 4-4-1-1 che ha Vidales e Arakaki sulle fasce, e Sanchez a supportare l’argentino (e capitano) Bernardo Cuesta. Parte forte il Melgar, che vuole vincere davanti al suo pubblico: Arias ha una grande occasione, però Monetti è attento. E poi tocca a Cuesta sprecare la possibile rete del vantaggio: l’attaccante argentino gioca davvero una grande partita per il Dominò, senza però riuscire a trovare la rete e sprecando molti palloni buoni. Il San Lorenzo si fa vedere con Blandi sul finale del primo tempo, ma si ritrova più che altro a gestire la sfera e non riuscire a rendersi pericoloso, nonostante la grandissima serata di Roman Martinez, che serve palloni prelibati per i compagni: nella ripresa è ancora il Melgar ad avere le migliori chances, ma il Ciclon resiste e porta a casa un punto prezioso. E c’è spazio anche per una mini-rissa, scatenata da un’assurda spinta di Joel Sanchez a gioco fermo. 0-0 tra Melgar e San Lorenzo: primo punto per entrambe all’Estadio Monumental Virgen de Chapi. 

LIBERTAD-UNIVERSIDAD CATOLICA 4-1: BRILLA LA STELLA DI ADRIAN MARTINEZ– Nelle nostre presentazioni vi avevamo dipinto la Libertad come una squadra da tenere assolutamente d’occhio, e i paraguaiani ci hanno dato subito ragione contro un’Universidad Catolica disattenta e ”disarmata”. Leonel Alvarez schiera i suoi con un 4-4-2 che vede Bareiro e Rivero sulle fasce, Aquino-Mejia mezzali e Adrian Martinez a supportare il Tacuara Cardozo in attacco: l’attaccante argentino aveva illuminato il 2° turno preliminare della Copa Libertadores contro lo Strongest, segnando quattro reti in due match, e si è ripetuto nella notte italiana. Adrian Martinez, classe ’92 ed ex Sol de America, è senza dubbio il grande protagonista di questo match: due gol in quattro minuti per lui, che approfitta di due autentici regali della disastrosa difesa dell’Universidad Catolica, nella fattispecie del povero Kuscevic e del portiere Dituro. Al 4′ la Libertad è già sul 2-0, con 6 gol in 5 gare per Adrian Martinez, nuovo capocannoniere della Copa Libertadores: record eguagliato per lui, visto che dal 1986 non venivano segnate due reti dallo stesso giocatore nei primi 5′. A quel punto la gara scorre tranquilla per la Libertad, che vede dimezzarsi lo svantaggio al 38′: mani in area, e rigore che viene trasformato da Luciano Aued. Il Gumarelo però controlla, e riesce a resistere agli attacchi di Fuenzalida, Pinares, Puch e dell’attaccante Saez: c’è ancora spazio per i gol della Libertad, che arrotonda il conto nel finale con Bareiro (74′) e Cougo (94′) dopo due azioni di pregevole fattura. 4-1 Libertad all’Estadio Dr. Nicolas Leoz, e grande successo per i paraguaiani.

TOLIMA-ATHLETICO PARANAENSE 1-0: BANGUERO REGALA IL SUCCESSO AI COLOMBIANI– Per il suo ritorno nella Copa Libertadores, Alberto Gamero opta per un 4-3-3 che vede Luis Gonzalez e Albornoz supportare Marco Perez: il Furaçao di Tiago Nunes risponde con un 4-1-4-1, e cambia qualche interprete, con Camacho davanti alla difesa, Nikão e Rony sulle fasce, Bruno Guimaraes e Andrade mezzali e Marco Ruben centravanti. I brasiliani, campioni della Copa Sudamericana, partono forte e provano a ottenere il successo in trasferta: Thiago Heleno sfiora la rete su azione da calcio d’angolo, Marco Ruben invece spreca una buona occasione. Il Tolima però esce alla distanza: Luis Gonzalez saggia i riflessi di Luis Gonzalez, e dopo qualche minuto arriva la rete. Azione da palla inattiva, e sulla respinta Banguero insacca da due passi. Siamo al 30′, e il Tolima va in vantaggio: i colombiani rischiano di farsi gol da soli a inizio ripresa, con un malinteso tra la difesa e il portiere Montero, ma dominano il gioco aereo tanto in difesa quanto in attacco. Ogni calcio da fermo o corner è un’occasione per i Pijaos, che sfiorano il raddoppio con Marco Perez e tengono costantemente sotto scacco la difesa avversaria: per l’Athletico-PR, che si gioca il tutto per tutto inserendo Marcelo Cirino e Braian Romero, l’occasione più ghiotta arriva con un tiro da fuori dell’interessante terzino Renan Lodi. La sconfitta è però inevitabile: Tolima batte Athletico Paranaense 1-0 all’Estadio Manuel Murillo Toro. In sette debutti nella Copa Libertadores, i colombiani non hanno mai perso: anche stavolta la tradizione viene rispettata.

JORGE WILSTERMANN-BOCA JUNIORS 0-0: PARI AL DEBUTTO PER GLI XENEIZES– Il nuovo Boca Juniors di Gustavo Alfaro parte dalla Bolivia e dall’altura di Cochabamba, coi suoi 2700m d’altitudine riscontrati all’Estadio Felix Capriles. Un test difficile per gli xeneizes, che optano per uno schieramento più accorto: Gustavo Alfaro conferma la tattica delle ultime uscite, e un 4-4-2 che vede Nandez-Almendra-Marcone-Reynoso in mezzo al campo, e Tevez sorprendentemente al fianco di Benedetto. Il Wilstermann risponde col 4-2-3-1, e il terzetto Nunez-Chavez-Serginho alle spalle di Lucas Gaucho. La gara parte a rilento, visto che il Boca Jrs soffre per qualche minuto l’altura e le condizioni in cui si gioca: gli xeneizes carburano a rilento in un match che riserva poche emozioni nel primo tempo, e reclamano un rigore non concesso per un fallo su Almendra. La prima occasione è del Wilstermann, che sfiora la rete su punizione col mediano Ortiz, poi risponde il Pipa Benedetto, che non trova la porta. Nella ripresa il Boca Jrs cala alla distanza e rischia: un autentico ”mischione” in area porta alla miglior occasione per l’Aviador, fallita da Melean, mentre in seguito sono Chavez e Aponte a sfiorare il gol. Per il Boca, una clamorosa occasione sprecata da Nandez: la palla non vuole entrare, e finisce 0-0 in Bolivia. Per come si era messo il match, punto guadagnato per gli xeneizes.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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