Flamengo

Il River Plate attende la sua avversaria, dopo aver eliminato nuovamente il Boca Juniors in una competizione internazionale, e sa già che sarà un’avversaria brasiliana. La seconda semifinale infatti è un elogio al futebol bailado, e mette di fronte Flamengo e Gremio: all’Estadio Jornalista Mario Filho, per tutti Maracanã, si parte dall’1-1 dell’andata, col pareggio in extremis di Pêpê e la preziosa rete in trasferta del Mengão. Sarà una sfida ad altissima tensione e ad altissimo tasso tecnico: siedono sulle panchine due maestri come Jorge Jesus (Flamengo) e Renato Portaluppi (Gremio), giocano Gabigol ed Everton, i fenomeni del momento e gli astri nascenti della Seleçao brasiliana, che può tornare a pescare talenti da un Brasileirao in rinascita. Un campionato che vede il Flamengo, autore di 111 reti stagionali, dominare il torneo con +10 sulla seconda e un Gabigol capace di eguagliare Adriano con 19 gol (in 19 partite), mentre il Gremio è a metà tra la zona-Libertadores e la zona-Sudamericana dopo un avvio complicato. Il Flamengo ha costruito una squadra fenomenale a suon di milioni, il Gremio vede esaurirsi il suo ciclo vincente: andiamo a scoprire cos’è successo stanotte.

COPA LIBERTADORES 2019, FLAMENGO-GREMIO: LE SCELTE DEI TECNICI– Formazione-tipo per Jorge Jesus, che ormai schiera sempre gli stessi uomini in Libertadores. Recuperato Diego Alves, recuperati in extremis De Arrascaeta e Rafinha, che gioca con un caschetto dopo un infortunio alla testa, e si rivede in panchina Diego: la formazione è formalmente un 4-2-3-1 con Diego Alves in porta; Rafinha, Rodrigo Caio, Pablo Marí e Filipe Luis dietro; Gerson e Willian Arao in mezzo; Everton Ribeiro, De Arrascaeta, Bruno Henrique alle spalle di Gabigol. In realtà, come da copione, Arao fa da schermo davanti alla difesa, Gerson si piazza in mezzo ad Everton Ribeiro e all’uruguayo e Bruno Henrique affianca in attacco Gabigol nel 4-1-3-2 che è marchio di fabbrica di Jorge Jesus. Risponde col 4-1-4-1 il Gremio, che torna a essere privo di Luan: Paulo Victor; Paulo Miranda, Geromel, Kannemann, Bruno Cortez; Michel; Alisson, Maicon, Matheus Henrique, Everton; André. Schieramento più coperto per il Tricolor Gaucho, che vorrebbe giocare di ripartenza con Cebolinha e recupera Geromel: osa Renato, perchè Paulo Miranda non è un terzino ma un centrale, e debutta oggi in Libertadores.

COPA LIBERTADORES 2019, FLAMENGO-GREMIO 5-0: FLA DILAGANTE, GABIGOL TRASCINATORE– La partita inizia con una prolungata fase di studio, che dura una ventina di minuti. Bellissimo il duello tra l’esperienza e il senso di posizione di Rafinha (ex Genoa e Bayern) e la freschezza/esuberanza di Everton, che nel 1T si conclude in un no contest. Il Flamengo fa male quando accelera, e ha la prima occasione con Gabigol, che però non si rende pericoloso. La maggior chance in avvio è del Gremio: grande azione palla al piede di Everton, che salta Rodrigo Caio e mette in mezzo per Maicon, che si era inserito da falso nueve. I piedi però sono da mediano, e la sua ciabattata va a sbattere contro Diego Alves: il Gremio pagherà carissimo quest’errore in seguito. Regna l’equilibrio, almeno fino alla mezz’ora, quando il Flamengo accelera: cross di Rafinha, Bruno Henrique si tuffa di testa e sfiora il gol al 27′. Il Gremio, nonostante la presenza di due centrali come Kannemann e Geromel, si conferma in difficoltà sulle palle alte, e rischia ancora al 35′: tiro-cross velenoso di De Arrascaeta, Paulo Victor devia, Gabigol prova la rovesciata senza esito e l’azione sfuma. Il gol del Mengão è nell’aria, e arriva al 42′: corsa fulminea di Bruno Henrique, autentica gazzella sulla fascia che aziona Gabigol. Il destro dell’attaccante di proprietà dell’Inter viene respinto goffamente da Paulo Victor, e proprio Bruno Henrique ribadisce in gol: il giocatore offensivo ha segnato quattro delle ultime cinque reti del Flamengo in Libertadores, e si candida seriamente a MVP. Il Gremio non reagisce subito alla rete subita, e nella ripresa si capisce perchè: quel gol, sommato alla pressione del Maracanã, ha letteralmente tagliato le gambe al Tricolor Gaucho, che distrugge in una sola gara la sua nomea da squadra formidabile in trasferta (tre vittorie in questa Libertadores e otto gol segnati: quattro di Everton).

La conferma si ha al 46′, quando il Flamengo di fatto chiude già la gara: corner di Arrascaeta e splendido tiro al volo di Gabigol, che fulmina il portiere avversario e trova la 6a rete nella competizione. Coordinazione e preparazione della conclusione di altissima fattura per Gabriel Barbosa, vero e proprio leader sul campo del Flamengo con la sua posizione da centravanti atipico, un nove e mezzo che attacca la profondità e segna alla Di Natale, ma sa anche cucire gioco e assistere la manovra. Bruno Henrique sfiora il tris, che arriva al 55′: lo stesso numero 27 viene steso in area da Geromel, rigore che viene trasformato da Gabigol per la doppietta personale e 3-0 Flamengo. Sono 35 gol stagionali in 45 partite per Gabigol: 19 nel Brasileirao, 7 in Libertadores (capocannoniere) e gli altri equamente divisi tra statale e Copa do Brasil. Un anno solare da ricordare, per un talento che il Flamengo spera di riscattare, ma ha anche attirato gli occhi di numerosi club europei (mentre l’Inter, inspiegabilmente, non considera neppure una sua permanenza post-rientro dal prestito, che scade a dicembre). Il Gremio non c’è più, nonostante i cambi di Renato, e il Flamengo dilaga coi suoi difensori centrali: Pablo Marí converte di testa sul corner di Arrascaeta al 66′, e completa la sua favola segnando il poker rubronegro. Marí, che è stato per qualche anno di proprietà del City ed era andato in prestito a NAC Breda e Deportivo La Coruña, a giugno giocava la finale per la promozione nella Liga spagnola, persa contro il Maiorca: poi è arrivata la chiamata di Jorge Jesus, è andato al Flamengo e il 23 novembre giocherà la finale di Libertadores da assoluto protagonista, visto che oggi ha completato la sua ventesima gara consecutiva da titolare e con 90′. Il Flamengo non si ferma, e al 70′ sigilla il risultato sul 5-0 con Rodrigo Caio, che insacca di testa con una splendida torsione: punizione durissima per un Gremio in disarmo, che vede finire il suo ciclo glorioso (Libertadores vinta nel 2017 e due semifinali) nel peggiore dei modi, con una sorta di Maracanazo: prova a segnare la rete della bandiera Everton all’85’, ma Diego Alves chiude la porta. E c’è spazio anche per il 6-0 sfiorato dal rientrante Diego, che sta pian piano ricostruendo il ritmo-partita dopo tre mesi di stop. Il Flamengo, che è imbattuto da 18 gare nel 2019, conquista la finale della Copa Libertadores e affronterà il River Plate: è un momento storico per il Mengão, che non vince la Libertadores dal 1981 e non andava in finale dal 1984.

Il nuovo corso rubronegro, costruito a suon di investimenti (l’acquisto-record di Arrascaeta), parametri zero dall’Europa (Rafinha, Diego Alves, Filipe Luis) e tantissimo talento, riuscirà a battere il River Plate del Muñeco Gallardo il 23 novembre a Santiago de Chile? Lo scopriremo tra un mese esatto, in quella che sarà una grandissima finale tra le due migliori squadre sudamericane. 


(di Marco Corradi, @corradone91)

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