Copa Libertadores 2019

Dopo tanti mesi di attesa, seguiti alla Superfinal tra River Plate e Boca Juniors al Santiago Bernabeu, e dopo i playoff che hanno sancito le ultime quattro qualificate a una avvincente fase a gironi, è tutto pronto per l’inizio della Copa Libertadores 2019: nella notte tra il 5 e il 6 marzo scatterà la fase a gironi della nuova edizione del torneo più famoso del Sudamerica, una competizione fatta di tecnica e grandi talenti, ma anche di grandi sorprese. La Copa Libertadores 2019 si fermerà per un paio di mesi per la Copa America, e vivrà per la prima volta nella sua storia la finale ”all’europea”, disputata il 23 novembre a Santiago de Chile: prima di occuparci di tutto questo, però, spazio alla fase a gironi, che ci terrà impegnati da marzo a maggio. Fino al 5 marzo vi presenteremo due gironi al giorno. Dopo i gruppi A, B, C e D, passiamo al gruppo E: ecco a voi Nacional, Cerro Porteño, Zamora e Atletico Mineiro.

NACIONAL MONTEVIDEO: IL NUOVO (STENTATO) CORSO DI EDUARDO DOMINGUEZ

Il Nacional è reduce da una stagione molto intensa: in campionato è arrivato il secondo posto alle spalle dell’odiato Peñarol, mentre a livello continentale gli uruguagi si sono fermati sul più bello: dopo il terzo posto nel girone della Copa Libertadores, il Bolso aveva fatto vittime illustri in Copa Sudamericana, salvo poi essere eliminato dalla Fluminense ai quarti di finale. La dirigenza degli uruguagi, tre Libertadores nella loro storia, ha voglia di vittorie internazionali, e per provare a riportare il Nacional ad alto livello ha ingaggiato uno dei tecnici emergenti del panorama sudamericano: Eduardo Dominguez era libero dopo la rottura col Colon Santa Fé, e dopo essere uscito dalla short-list del Boca Juniors ha firmato col club uruguaiano, accettando la sfida-Nacional. L’arrivo di Dominguez, tecnico che non ha mezze misure e dal bel caratterino, ha portato a un’autentica rivoluzione: hanno lasciato la squadra Viudez (Olimpia), Rolin (U de Conce), Santiago Romero (Fortaleza), Espino (Cadiz), Sebastian Rodriguez (Veracruz), Barcia (Goias), Alvaro Gonzalez (Defensor), Fucile (svincolato) e il gioiellino Oliva, ceduto per 5mln al Cagliari. Tante uscite e tanti arrivi, a partire da quell’Octavio Rivero che si è riunito a Dominguez dopo aver già giocato alle sue dipendenze nel Colon, lasciando l’Atlas: sono arrivati anche Cardacio (Defensor), il cavallo di ritorno Rodrigo Amaral (Racing), Lorenzetti (U de Chile), Felipe Carvalho (Valerenga), Carballo (Sevilla Atletico), Alvaro Pereira (Estudiantes) e Arzura (River Plate), che sostanzialmente sono andati a creare una rosa che mischia esperienza e giovani talenti del vivaio. Esperienza che viene data anche dagli elementi-chiave di questa squadra: il portiere Conde (capitano), il difensore centrale Angeleri (ex San Lorenzo) e il Chory Castro, rientrato in patria a giugno dopo anni nella Liga con Maiorca e Real Sociedad.  Per il momento il nuovo Nacional ha steccato, ottenendo solo due punti in tre gare contro formazioni non irresistibili: doppio 1-1 contro Liverpool Montevideo e Racing Montevideo, deprimente 1-4 casalingo contro i Montevideo Wanderers. Un avvio da dimenticare per Dominguez, che ha subito accantonato il 3-4-3 per tornare a un più adatto 4-4-2: la qualità non manca al Nacional, ma un’eventuale partenza falsa anche in Copa Libertadores potrebbe creare non pochi problemi al tecnico argentino e al nuovo Bolso, che vuole soddisfare le attese del Gran Parque Central.

La formazione del ”nuovo” Nacional di Eduardo Dominguez

CERRO PORTEÑO: QUALITÀ ED ESPERIENZA PER FARE STRADA

Il Cerro Porteño aveva fatto un’ottima figura anche l’anno scorso, e vuole ripetersi: i vicecampioni del Paraguay, che hanno trovato nuove certezze sotto la guida di Fernando Jubero (ex Libertad), hanno una rosa di tutto rispetto e tanta esperienza da sfoderare in un girone che li vedrà lottare per la qualificazione agli ottavi. Il Ciclon de Barrio Obrero si è decisamente rinforzato nella sessione invernale, aggiungendo ulteriore esperienza internazionale a una formazione che ne aveva già parecchia: ai vari Churin, Palau, Victor Caceres ecc si è aggiunto un protagonista del campionato paraguaiano come Salustiano Candia (Libertad), che è andato a rinforzare la fascia destra, ma non solo. In porta ecco Juan Pablo Carrizo, che ha lasciato il Monterrey per fare ritorno in Sudamerica, e avrà come vice Munoz (ex Libertad), mentre in difesa c’è il colpo-Amorebieta (Independiente) e sulle fasce è arrivato Federico Carrizo dal Rosario Central: rinforzo anche in attacco, dove Joaquin Larrivey farà da alternativa a Churin, dopo aver lasciato il JEF Chiba (Giappone). In uscita, qualche addio eccellente, che è però compensato dalle entrate: Carrizo sostituirà degnamente Antony Silva (Huracan), e hanno lasciato anche Roman (San Lorenzo, versione paraguagia), Raul Caceres (Vasco), Dening (San Martin, ARG), Rojas e Candia (Olimpia). Si può dire che il Cerro Porteno si sia ampiamente rinforzato, e abbia tutte le armi per centrare la qualificazione, considerando anche il momento difficile del Nacional: la squadra, che ha iniziato bene il campionato (17pti in 9 gare, terzo a -5 dall’Olimpia), gioca con un 4-4-2 quadrato e dagli scarsi punti deboli, nel quale il gioco di squadra viene finalizzato dalle reti di Julian Benitez e Churin, attaccante di alto livello. Basterà tutto questo per portare il pubblico della ”Nueva Olla” (all’anagrafe, Estadio General Pablo Rojas) agli ottavi?

La formazione del Cerro Porteño

ZAMORA: LA CENERENTOLA VENEZUELANA

Lo Zamora sembra essere destinato a dover evitare figuracce in questo gruppo. La Furia Llanera ha vinto meritatamente il campionato venezuelano, ma ha rinforzato scarsamente una rosa che manca dell’esperienza e della qualità giusta per fare la differenza a livello continentale e internazionale. Le certezze della squadra venezuelana sono sempre le stesse: il 4-2-3-1 con cui viene disegnata dal suo tecnico, l’esperto (espertissimo: 37 anni) trequartista Rojas, il centravanti Osorio, il portiere Graterol e il giovane attaccante esterno Antonio Romero, arrivato dal Deportivo Lara. Per il resto, tante incognite per una squadra che sembra destinata al ruolo di cenerentola del gruppo E, e non sta rendendo come ci si attendeva nel suo campionato: 10 punti in sei gare e -5 dal Carabobo nell’Apertura venezuelano per lo Zamora, che sta faticando e dando molti grattacapi al suo tecnico Alì Canas. Un personaggio che merita di essere raccontato: ha girato molte panchine nel campionato nazionale, è stato viceallenatore della nazionale venezuelana a fine anni ’90, ma soprattutto è l’unico venezuelano che può dire di aver partecipato a un Mondiale. Accadde nel 2006, quando era il viceallenatore del Ghana che giocò nel girone contro l’Italia, e si ritrovò anche a dirigere una partita per la squalifica dell’allenatore capo: l’esperienza da viceallenatore del Ghana è stata ripetuta anche nel 2015 con Avram Grant, prima del definitivo ritorno in patria. Alì Canas dovrà però inventarsi qualcosa, per evitare clamorosi capitomboli di fronte al pubblico dell’Estadio Agustin Tovar di Barines.

La formazione dello Zamora

ATLETICO MINEIRO: LA PIÙ FORTE DEL GIRONE ARRIVA DAI PLAYOFF?

L’Atletico Mineiro, che vinse la Libertadores nel 2013, stavolta ha iniziato la competizione dai preliminari: ”colpa” del 6° posto nel Brasileirao 2018, che ha costretto la formazione allenata da Levir Culpi a disputare due turni ”alla morte” prima di accedere alla fase a gironi. In questi preliminari, i brasiliani si sono divertiti e hanno divertito il pubblico dell’Arena Independencia, ma soprattutto hanno sostanzialmente ”decimato” il calcio uruguagio: nel debutto nei preliminari, il Galo ha sconfitto il Danubio con un totale di 5-4, e poi si è ripetuto contro il Defensor, battuto 2-0 all’andata in Uruguay prima di difendere il risultato tra le mura amiche. Si può dire che dunque l’Atletico Mineiro abbia svolto il ruolo di ”ammazza-Uruguay”, e per una strana ironia della sorte si è ritrovato ad avere un’altra squadra uruguagia nel girone: affronterà il Nacional, e lo farà probabilmente coi galloni di favorita del gruppo E. Per profondità della rosa e qualità dei suoi interpreti, infatti, l’Atletico-MG ha la miglior rosa tra le squadre che compongono questo girone, e può solo farsi del male con le proprie mani. L’ossatura della squadra allenata da Levir Culpi era già forte, coi vari Charà (ex Junior), Cazares, Luan, Elias e Ricardo Oliveira, ma è stata ulteriormente rinforzata sul mercato: Igor Rabello (Botafogo) e Rever (Flamengo) costituiscono un’ottima coppia centrale, mentre il giramondo Maicon (Antalyaspor, dopo anni in Ucraina) è un’ottima alternativa al grande realizzatore della squadra. Ricardo Oliveira, inspiegabilmente scartato dal Santos, è subito diventato decisivo anche nell’Atletico Mineiro, ed è capocannoniere della Libertadores con 4 reti nonostante le 37 primavere: sarà lui il leader offensivo di una squadra che gioca con un 4-2-3-1 collaudato e spumeggiante, e che ha in rosa promesse mancate come Nathan (”scartato” dal Chelsea) e Leandrinho (”scartato” dal Napoli). Ci aspettiamo grandi cose dall’Atletico Mineiro di Levir Culpi, già a partire dalle prime gare di questa Copa Libertadores.

La formazione dell’Atletico Mineiro

IL CALENDARIO DEL GIRONE

1a giornata– 6/3 h. 23.15 Atletico Mineiro-Cerro Porteño
                          7/3 h. 1.30 Zamora-Nacional

2a giornata– 13/3 h. 1.30 Nacional-Atletico Mineiro
                          13/3 h. 23.15 Cerro Porteño-Zamora

3a giornata– 3/4 h. 00.15 Cerro Porteño-Nacional
                          4/4 h. 00.15 Atletico Mineiro-Zamora

4a giornata– 11/4 h. 00.15 Nacional-Zamora e Cerro Porteño-Atletico Mineiro

5a giornata– 24/4 h. 2.30 Atletico Mineiro-Nacional
                          26/4 h. 00.00 Zamora-Cerro Porteño

6a giornata– 8/5 h. 00.15 Nacional-Cerro Porteño e Zamora-Atletico Mineiro.

(di Marco Corradi, @corradone91)

PER TUTTE LE NEWS E GLI AGGIORNAMENTI SEGUICI SU: AGENTI ANONIMI.