Rosario Central

L’anno scorso la Copa Argentina finì nella bacheca del River Plate, che sconfisse 2-1 l’Atlético Tucumán, ma quest’anno la storia è diversa: di fronte ci sono due nobili decadute del futbol argentino, capaci di conquistare l’atto conclusivo con tanta grinta e un pizzico di fortuna. Il Rosario Central non vince un titolo nazionale dal 1986-87, e al massimo è arrivato terzo nel 2015 in quello che è il periodo più buio della sua storia. La dirigenza ha ovviato al rischio-retrocessione col promedio richiamando Edgardo Bauza, che si sta rilanciando nel club della sua vita: l’ex ct argentino ha giocato col Rosario dal 1977 al 1982 e dal 1986 al 1989, vincendo due titoli nazionali (sì, anche quello del 1986-87), e l’ha allenato dal 1998 al 2001: ora è accorso al suo capezzale, ha una buona media-punti (1.4), e potrebbe vincere la prima Copa Argentina per le canallas, che avevano centrato tre finali consecutive (2013-14, 2014-15, 2015-16) e le hanno perse tutte.

Inseguono la prima Copa Argentina anche i rivali del Gimnasia y Esgrima de La Plata, che hanno vinto un campionato nell’era dilettantistica dell’AFA (1929), e chiuso quattro volte secondi in campionato (1996, 1998, 2002, 2005), senza togliersi la minima soddisfazione nell’era recente: il Lobo ha vinto la Copa Centenario AFA, un torneo-unicum disputato nel 1994 per i cent’anni della federazione, ma è a secco nella Copa Argentina e non vive un momento facile. Se infatti il Rosario Central si è risollevato con Bauza, è 13° in campionato con 18pti (in 13 gare) e lontano per ora dal rischio-retrocessione col promedio, il Gimnasia LP (18° con 14pti) invece è pienamente in lotta per non retrocedere con un promedio di 1.200 e un decimo di punto sulla prima delle ”retrocedibili” a metà campionato. Pedro Troglio, ex Serie A (Verona, Lazio e Ascoli) che ha allenato per anni questa squadra, sa che un trofeo darebbe la spinta necessaria a una squadra che è il giant killer della competizione: il Gimnasia La Plata ha eliminato lo Sportivo Belgrano, l’Olimpo e il Boca Juniors con altrettanti 1-0, per poi passare ai rigori contro il Central Cordoba e il River Plate. Quando elimini Boca e River, un pensierone alla vittoria in una Copa che ti ha visto al massimo centrare la semifinale (2015-16), ce lo fai, ma il Rosario Central ha la stessa idea. Le canallas hanno eliminato la Juventud Antoniana (6-0), Talleres Cordoba e Almagro ai rigori, il Newell’s (2-1) e il Temperley ai penalty in semifinale, ma hanno un gioco più convincente (molti più gol segnati: Herrera è a quota 4, Zampedri a 3) e sono favorite nella gara che viene disputata in campo neutro, all’Estadio Malvinas Argentinas di Mendoza (casa del Godoy Cruz).

LA PARTITA– Edgardo Bauza sceglie per la sfida un 4-4-2 con Ledesma in porta, difesa con Bettini (ex Banfield), Caruzzo (ex San Lorenzo), Cabezas e Parot, mediana con Camacho-Carrizo (ex Boca) sulle fasce e un appesantito Nestor Ortigoza a creare gioco al fianco di Gil, mentre in attacco l’ex Villarreal Marco Ruben (capitano) affianca il Toro Zampedri, goleador che avevamo ammirato col Tucumàn. Troglio cambia, e schiera i suoi con un 4-3-3 da contropiede: Arias in porta, Ayala-Guanini-Guiffrey-Melluso in difesa, Fito Rinaudo (ex Catania) davanti alla difesa con Faravelli e l’ex terzino Licht a completare la mediana, Comba e Tijanovich ad affiancare il Tanque Silva.

Il Gimnasia La Plata parte meglio, ma i suoi attacchi sono spuntati e il Rosario Central non si prende nemmeno paura: col passare dei minuti le canallas crescono, si affacciano avanti e fanno male appena possono. Il gioco offensivo dei gialloblù rosarini, che alterna il possesso palla a brucianti contropiedi, è più convincente rispetto a quello del Lobo e vale la rete del vantaggio. Su un cross dalla sinistra, l’intera difesa del Gimnasia perde i riferimenti, e lascia a Fernando Zampedri la chance di coordinarsi per la girata: il Toro colpisce il palo, e dopo un lungo batti e ribatti nell’area avversaria si avventa come un falco sul pallone, segnando col più facile dei tap-in. 1-0 Rosario Central al 18′ e ottavo gol in stagione per Zampedri (18 presenze), il quarto nella Copa Argentina: il Gimnasia La Plata rischia subito il bis (ancora da Zampedri), ma si riorganizza e attacca alla ricerca del pari. Ancora una volta l’attacco del Lobo è spuntato e poco ficcante, in un primo tempo nervoso e con molti interventi al limite. E così, è ancora il Rosario a sfiorare la rete con Zampedri: colpo di testa in torsione al 27′, ancora una volta su un cross dalla sinistra, e grande parata di Arias a deviare in corner. Canallas vicine al bis dunque, e gioco che ristagna nella seconda metà del primo tempo: Rosario Central e Gimnasia La Plata chiudono sull’1-0, e i rosarini avrebbero meritato un vantaggio più ampio.

Ma il calcio è imprevedibile, e così all’inizio della ripresa il Rosario Central ”stacca” mentalmente e il Gimnasia ne approfitta. Palla rubata a centrocampo, il Tanque Silva corre e serve Comba, che dalla fascia mette in mezzo per l’accorrente Faravelli: la mezzala ex Newell’s, già in gol contro il River, tira al volo e pareggia con una conclusione acrobatica al 51′. Le canallas subiscono il colpo, si scoprono troppo senza risultare davvero pericolose (a parte Zampedri), e regalano almeno due palloni insidiosi al Lobo, che non ne approfitta: escono per infortunio Zampedri (dentro Herrera) e Faravelli, e al 76′ il Gimnasia La Plata sfiora la rete col Tanque Silva, la cui conclusione viene deviata d’istinto da Ledesma. Nel finale i ritmi si abbassano, il nervosismo e le entrate in ritardo aumentano (7 ammoniti) e non succede più nulla: al 94′ l’arbitro fischia la fine dei tempi regolamentari sull’1-1, e si va ai rigori, battuti sotto la curva del Rosario Central. Chissà se è questo a influenzare i giocatori del Gimnasia, col Tanque Silva che spara altissimo e Guanini che si fa parare il rigore da Ledesma: Ortigoza, Ruben, Parot e Caruzzo invece sono implacabili per il Rosario Central, che vince 4-1 ai rigori e conquista la prima Copa Argentina della sua storia, che significa accesso ai gironi della Copa Libertadores 2019. È il capolavoro di Edgardo Bauza, che da giocatore regalò alle canallas l’ultimo titolo in ambito nazionale nel 1986-87, e ora con qualche suo fedelissimo (Caruzzo-Ortigoza) e una squadra esperta ottiene la vittoria nella coppa nazionale. Gana Rosario, e a Mendoza può partire la festa dei tifosi delle canallas!

Sequenza rigori (4-1 Rosario): Ortigoza (R) gol, S. Silva (G) alto, M. Ruben (R) gol, Guanini (G) parato, Parot (R) gol, Hurtado (G) gol, Caruzzo (R) gol.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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