Copa America 2019

L’attesa è finita. O meglio, quasi finita. Nella notte tra venerdì e sabato, più precisamente alle 2.30 italiane di sabato 15 giugno, scatta la Copa America 2019, l’ultima edizione dispari del torneo che mette di fronte le squadre del continente sudamericano. Vi abbiamo presentato nei giorni scorsi il gruppo A e il gruppo B, ed ecco il gruppo C, che metterà di fronte Uruguay, Cile, Ecuador e Giappone. 

URUGUAY

L’Uruguay arriva a questa Copa America da seconda favorita, e unica squadra che guardando i meri convocati sembra poter impensierire il Brasile padrone di casa. Il ciclo della Celeste si avvia ormai al termine: molti dei veterani che sono attualmente in rosa potrebbero essere troppo in là con gli anni per disputare anche il Mondiale 2022, e dunque ci sta che Godin&co. puntino tutto sulla Copa America, che sia l’edizione 2019 o quella 2020. Per l’Uruguay, la Copa America 2019 potrebbe essere un appuntamento col destino: il Maestro Tabarez ha rinnovato quando nessuno se l’aspettava, e affronterà per l’ennesima volta la cancha (campo da gioco, ndr) nonostante la malattia che lo affligge ormai da qualche anno, e aveva fatto commuovere tutti durante il Mondiale russo. La sindrome di Guillan-Barré riduce le forze dello storico tecnico dell’Uruguay, recordman per presenze sulla panchina della stessa nazionale (proseguirà fino a Qatar 2022), ma non il suo animo: Tabarez è ancora lì, pronto per guidare i suoi ragazzi a una nuova impresa e chissà, magari anche a un nuovo successo in quello che è l’ultimo trofeo conquistato dall’Uruguay. La Celeste, eliminata ai quarti del Mondiale dalla Francia nel 2018 dopo un’ottima campagna, non ha un rapporto recente idilliaco con la Copa America: nel 2015 uscì ai quarti col Cile vincitore, nel 2016 invece è stata addirittura eliminata nel girone, perdendo contro Messico e Venezuela e battendo solo la modesta Giamaica.

La Copa America 2019 è dunque l’occasione per rinascere, e magari per rinverdire l’impresa del Maracanazo: la finale sarà nuovamente al Maracanà, e se vinceranno i rispettivi gironi, Uruguay e Brasile potranno trovarsi solo in finale. Aggiungiamoci che la Seleçao ha deciso, in barba alla scaramanzia durata 69 anni, di esibire nuovamente la maglia biancoblù che fu il simbolo della disfatta del 1950 contro la Celeste di Obdulio Varela (”Los afuera son de palo”): se la finale dovesse essere Uruguay-Brasile, giocatevi due eurini sui ragazzi di Tabarez. L’Uruguay, che detiene il record di vittorie nella competizione (15), ha conquistato la sua ultima Copa America nel 2011: facevano parte di quella rosa sei elementi dell’attuale organico, ovvero Godin, Suarez, Lodeiro, Caceres, Cavani e il portiere di riserva Martin Silva. L’Uruguay ha, come sempre, una formazione dotata di grande gamba e qualità, sia in attacco che in difesa: Godin e Gimenez compongono la miglior coppia difensiva al mondo, sulle fasce difensive giocheranno Caceres e Lodeiro/Saracchi, e per il resto solito 4-4-2. Sulla destra dovremmo vedere Nandez, con Vecino e Torreira (o Bentancur) in mezzo e Lodeiro/De Arrascaeta a sinistra, ma la vera forza è l’attacco: per la prima volta dopo anni sia Suarez che Cavani sono al 100% e senza il minimo acciacco. Se loro e Godin/Gimenez mantengono il consueto livello di forma e prestazioni, l’Uruguay può seriamente vincere e regalare una grande gioia a Tabarez, che ha richiamato 17 dei 23 protagonisti del Mondiale.

Miglior risultato

15 Coppe America, record assoluto (1916, 1917, 1920, 1923, 1924, 1926, 1935, 1942, 1956, 1959, 1967, 1983, 1987, 1995, 2011)

Convocati

PORTIERI: 1 Fernando Muslera (Galatasaray), 12 Martin Campaña (Independiente), 23 Martin Silva (Libertad).

DIFENSORI: 2 Josè Gimenez (Atletico Madrid), 3 Diego Godin (Atletico Madrid, da luglio Inter), 4 Giovanni Gonzalez (Peñarol), 13 Marcelo Saracchi (RB Lipsia), 17 Diego Laxalt (Milan), 19 Sebastian Coates (Sporting), 22 Martin Caceres (Juventus).

CENTROCAMPISTI: 5 Matias Vecino (Inter), 6 Rodrigo Bentancur (Juventus), 7 Nicolas Lodeiro (Seattle Sounders), 8 Nahitan Nandez (Boca Juniors), 10 Giorgian De Arrascaeta (Flamengo), 14 Lucas Torreira (Arsenal), 15 Federico Valverde (Real Madrid), 16 Gaston Pereiro (PSV).

ATTACCANTI: 9 Luis Suarez (Barcellona), 11 Cristian Stuani (Girona), 18 Maxi Gomez (Celta Vigo), 20 Jonathan Rodriguez (Cruz Azul), 21 Edinson Cavani (PSG).

Probabile formazione 

CILE

Il Cile ha avuto un rapporto molto stretto e quasi simbiontico con la Copa America negli ultimi anni. Nel 2015 Jorge Sampaoli portò la Roja al primo e storico successo, battendo in finale l’Argentina ai rigori, nel 2016 Pizzi ha ripetuto le sue gesta, portando gran parte di quel gruppo a bissare il successo e conquistare la Copa America Centenario: il ciclo della Roja però è stato tanto bello quanto breve, dato che si è concluso col fracaso delle qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018, ai quali la nazionale cilena non si è qualificata, chiudendo mestamente 6a nel girone sudamericano. Dopo quel disastro servivano due cose: un nuovo commissario tecnico e un importante ricambio generazionale. Il Cile non ha avuto paura di lanciare nuovi talenti, da affiancare ai soliti veterani, e ha affidato la panchina a un Profe come Reinaldo Rueda, reduce dalla separazione traumatica col Flamengo e pronto per una nuova avventura da commissario tecnico. I risultati nelle recenti amichevoli non sono stati sicuramente entusiasmanti: sconfitta col Messico, pari con gli USA e vittoria solo contro i modesti avversari di Haiti, peraltro con un risicato 2-1. Il Cile sembra destinato a un ruolo da comprimario in questa Copa America 2019, e a non rinverdire i fasti delle due vittorie consecutive: l’obiettivo, d’altronde, è quello di spremere le ultime energie dai veterani e lanciare nuovi talenti che possano costituire un’ossatura importante in vista delle qualificazioni ai Mondiali 2022.

La stella della Roja è Arturo Vidal, che negli ultimi mesi ha giocato bene nelle fila del Barcellona e si è anche guadagnato (a sorpresa) una maglia da titolare: sarà lui il leader tecnico e caratteriale di una squadra che ha in rosa i consueti Isla, Edu Vargas, Aranguiz, Beausejour, Medel, Jara, Fuenzalida, Pablo Hernandez e compagnia cantante. Lui, e non Alexis Sanchez, che è reduce da un’annata disastrosa col Manchester United (dentro e fuori dal campo) e dovrà rilanciarsi con la maglia della Roja: l’ex Udinese, Barcellona e Arsenal vorrà fare bene per riproporsi sul mercato, e vedremo se riuscirà a trovare una condizione accettabile dopo le pessime uscite coi Red Devils. Per il resto, tanti nuovi protagonisti: ha guadagnato una maglia da titolare Maripan in difesa e potrebbe guadagnarla Pulgar in mezzo, ma il più atteso è il portiere Gabriel Arias, autore di un’annata strepitosa col Racing. Sarà lui il titolare e l’erede di Claudio Bravo, nonostante la concorrenza di Cortes. Che farà il Cile? Verosimilmente si giocherà il secondo posto con l’Ecuador, e poi si vedrà. Il modulo? Difficile prevederlo: Rueda era partito alternando 3-5-2 e 4-1-3-2, ma ora ha virato sul più offensivo 4-2-3-1, che sembra destinato ad essere la base per la Copa America.

Miglior risultato

2 Coppe America (2015, 2016).

Convocati

PORTIERI: 1 Gabriel Arias (Racing), 12 Brayan Cortes (Colo Colo), 23 Yerko Urra (Huachipato).

DIFENSORI: 2 Oscar Opazo (Colo Colo), 3 Igor Lichnovsky (Cruz Azul), 4 Mauricio Isla (Fenerbahçe), 5 Paulo Diaz (Al-Ahli), 6 Guillermo Maripan (Alaves), 15 Jean Beausejour (U de Chile), 17 Gary Medel (Besiktas), 18 Gonzalo Jara (Estudiantes).

CENTROCAMPISTI: 8 Arturo Vidal (Barcellona), 10 Diego Valdes (Santos Laguna), 13 Erick Pulgar (Bologna), 14 Esteban Pavez (Colo Colo), 16 Pablo Hernandez (Independiente), 19 Josè Pedro Fuenzalida (Universidad Catolica), 20 Charles Aranguiz (Bayer Leverkusen).

ATTACCANTI: 7 Alexis Sanchez (Manchester United), 9 Nicolas Castillo (America), 11 Edu Vargas (Tigres), 21 Junior Fernandes (Alanyaspor), 22 Angelo Sagal (Pachuca).

Probabile formazione

ECUADOR

L’Ecuador è, col Venezuela, una delle due formazioni sudamericane che non hanno mai vinto la Copa America. Non ci è riuscito neppure con Raffo e Alberto Spencer, miglior marcatore nella storia della Libertadores (54 gol) e leader offensivo del Peñarol che vinceva tutto in patria e nel continente, e vanta come miglior risultato il quarto posto del 1959 e del 1993, quando perse la finalina contro la Colombia. Il passato recente dell’Ecuador parla di una mesta eliminazione ai gironi nel 2015, coi ko contro Cile e Bolivia e il successo contro il Messico, e dell’accesso ai quarti nella Copa America 2016, quella del Centenario: allora l’Ecuador, da assoluta outsider, sfiorò la semifinale, perdendo solo contro gli USA. La Tricolor spera di poter ripetere quell’impresa, ma non sarà facile passare il turno contro Cile e Uruguay, anche se c’è l’aiuto dato dalla qualificazione ai quarti di due delle migliori terze. Il tecnico dell’Ecuador è Hernan Dario Gomez, il Bolillo per gli appassionati di calcio sudamericano, colui che per intenderci ha traghettato e guidato Panama al suo primo e storico Mondiale: è un ritorno, visto che portò l’Ecuador al Mondiale 2002.

Un maestro di rinascite e risultati a sorpresa, in una squadra che ha sempre avuto un’enorme potenziale, ma non l’ha mai saputo sfruttare. Il capitano dell’Ecuador è sempre lui, Antonio Valencia, che lascerà in estate il Manchester United per andare alla ricerca di una nuova avventura, ma prima proverà a trascinare la Tri a un buon risultato nella Copa America. L’Ecuador, che tra l’altro ospiterà la Copa nel 2024, si affida però ai gol di Enner Valencia, che ha una media realizzativa invidiabile (27 gol in 46 match) in Nazionale e sarà il terminale offensivo del 4-1-4-1 della squadra di Gomez: ci aspettiamo molto anche da Eduar Ayrton Preciado, stella dell’Emelec che poi è approdato in Messico al Santos Laguna, e vedremo se riusciranno a ritagliarsi uno spazio i giocatori che militano in patria (ampia presenza del blocco della LDU), su tutti Chicaiza. La difesa, poi, ha la sua colonna in Arboleda, che milita in Brasile nel San Paolo. L’Ecuador lotterà col Cile per il secondo posto, e sogna la qualificazione.

Miglior risultato

4° posto (1959, 1993)

Convocati

PORTIERI: 1 Alexander Dominguez (Velez), 12 Pedro Ortiz (Delfin), 22 Maximo Banguera (Barcelona SC).

DIFENSORI: 2 Arturo Mina (Yeni Malatyaspor), 3 Robert Arboleda (San Paolo), 4 Pedro Pablo Velasco (Barcelona SC), 6 Cristian Ramirez (Krasnodar), 14 Xavier Arreaga (Seattle Sounders), 16 Antonio Valencia (Manchester United), 17 Josè Quintero (LDU Quito), 19 Beder Caicedo (Barcelona SC), 21 Gabriel Achilier (Morelia).

CENTROCAMPISTI: 5 Romario Ibarra (Minnesota Utd), 7 Renato Ibarra (America), 8 Carlos Gruezo (Dallas), 11 Eduar Ayrton Preciado (Santos Laguna), 15 Jefferson Intriago (LDU Quito), 18 Jefferson Orejuela (LDU Quito), 20 Andres Chicaiza (LDU Quito), 23 Jhegson Mendez (Orlando City).

ATTACCANTI: 9 Carlos Garces (Delfin), 10 Angel Mena (Leon), 13 Enner Valencia (Tigres).

Probabile formazione

GIAPPONE

Ieri vi abbiamo parlato del Qatar, che debutta in Copa America, quest’oggi invece citiamo la seconda invitata alla Copa America 2019. Il Giappone non fa il suo esordio nel torneo, al quale aveva già partecipato nel lontano 1999 da assoluto pioniere del continente asiatico. Quell’edizione della Copa America venne vinta dal Brasile, e i Samurai Blue uscirono mestamente dal gruppo A: sconfitte contro Perù (3-2) e Paraguay (4-0), pareggio con la Bolivia e un solo punto conquistato. In quella squadra c’erano i reduci dal Mondiale ’98, con allenatore Philippe Troussier e in campo veterani come il portiere Kawaguchi e il veneziano Nanami, mentre la versione 2019 del Giappone sarà totalmente differente. La selezione nipponica, che è stata invitata proprio per il ventennale di quello storico contatto Asia/Sudamerica e ha perso a inizio anno la Coppa d’Asia contro il Qatar, rispetto ai Mondiali 2018 (ottavi persi contro il Belgio) ha un nuovo ct: Hajime Moriyasu, storico tecnico dei Sanfrecce Hiroshima, guida il Giappone dai mesi post-Mondiale, e ha perso con un gruppo rinnovato la già citata finale nel febbraio 2019. Nonostante tutto, è stato confermato, e ora guiderà i Samurai Blue nella Copa America giocando col suo 3-4-3/3-4-2-1.

Se vi aspettate un grande Giappone, però, dovete ricredervi: Federcalcio e ct hanno scelto (discutibilmente) di schierare una formazione parecchio rimaneggiata, piena di giovani talenti U21 che debuttano in Nazionale e sono a secco di esperienza internazionale. Il rischio del fallimento completo è serio, viste le avversarie, ma il Giappone pensa al futuro e alle Olimpiadi di Tokyo 2020: molti dei 17 esordienti potrebbero far parte della Nazionale Olimpica che sarà chiamata a vincere una medaglia, e dunque subiranno una sorta di test internazionale in questa Copa America. Le colonne del Giappone sono poche e ben definite: in porta è stato chiamato Kawashima (Strasburgo, 88 pres.), a centrocampo c’è Shibasaki (Getafe, 34 pres.), in attacco Okazaki con le sue 116 presenze e 50 reti. Per il resto giovani talenti e deb, ma anche una pepita che potrebbe esplodere in questa Copa America: si parla da anni di Shoya Nakajima, che giocava in Portogallo (13 presenze, 5 gol e 6 assist nella Portimonense) e poi ha accettato i milioni dell’Al-Duhail, team qatariota. Sarà lui la sorpresa di questo modesto Giappone, che ha alcuni elementi militanti in J2 League (la nostra B), solo 7 ”europei” (2 Olanda, 2 Belgio, uno per Francia, Spagna e Inghilterra) e sembra destinato all’ultimo posto nel girone?

Miglior risultato

Eliminato nei gironi (Copa America 1999)

Convocati

PORTIERI: 1 Eiji Kawashima (Strasburgo), 12 Ryosuke Kojima (Oita Trinita), 23 Keisuke Osako (Sanfrecce Hiroshima).

DIFENSORI: 2 Daiki Sugioka (Shonan Bellmare), 3 Yuta Nakayama (Zwolle), 4 Ko Itakura (Groningen), 5 Naomichi Ueda (Cercle Bruges), 14 Teruki Hara (Sagan Tosu), 15 Daiki Suga (Hokkaido Consadole Sapporo), 16 Takehiro Tomiyasu (Sint-Truiden), 19 Tomoki Iwata (Oita Trinita), 22 Yugo Tatsuta (Suzuyo Shimizu).

CENTROCAMPISTI: 6 Kota Watanabe (Tokyo Verdy), 7 Gaku Shibasaki (Getafe), 8 Tatsuya Ito (Amburgo II), 10 Shoya Nakajima (Al-Duhail), 11 Koji Miyoshi (Yokohama Marinos), 17 Taishi Matsumoto (Sanfrecce Hiroshima), 20 Hiroki Abe (Kashima Antlers), 21 Takefusa Kubo (FC Tokyo).

ATTACCANTI: 9 Daizen Maeda (Matsumoto Yamaga), 13 Ayase Ueda (Hosei Daigaku), 18 Shinji Okazaki (Leicester).

Probabile formazione

(di Marco Corradi, @corradone91)

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