Copa America 2019

La prima semifinale della Copa America 2019 è già definita, e metterà di fronte Brasile e Argentina in un match ad altissima tensione. Restano altre due sfide da giocare, e nella notte italiana ecco la più interessante e sulla carta equilibrata: di fronte la Colombia, che ha chiuso il suo girone con tre vittorie su tre mostrando grande solidità e un James Rodriguez in grandissimo spolvero, e un Cile che gioca un bellissimo calcio (trascinato da Pulgar e Aranguiz), ma ha perso la sfida decisiva per la leadership del gruppo C contro l’Uruguay e si è ritrovato ad affrontare i Cafeteros. L‘Arena Corinthians ospita la gara più interessante dei quarti della Copa America 2019, che si chiuderanno alle 21 con la sfida tra il Perù e la Celeste: andiamo a scoprire cos’è successo nella notte italiana, in un match che è iniziato all’1.20 e con venti minuti di ritardo perchè il Cile era rimasto bloccato nel traffico.

COPA AMERICA 2019, COLOMBIA-CILE: LE SCELTE DEI TECNICICarlos Queiroz, che aveva fatto turnover per 10/11 nel match vittorioso contro l’Ecuador e ha dato una grande solidità difensiva alla Colombia (zero gol subiti), va a ripescare la formazione-tipo, schierata col consueto 4-3-3: Ospina tra i pali; difesa con Medina, Mina, Sanchez e Tesillo; mediana con Cuadrado, Wilmar Barrios e Uribe; attacco con James Rodriguez, Radamel Falcao e Roger Martinez. Non parte titolare (a sorpresa) Duvan Zapata, mentre Ospina gioca regolarmente dopo la visita al padre gravemente malato: la sua storia è fatta di coraggio e grande amore per la Nazionale. Il Cile risponde con la formazione-tipo dei primi match, rispolverando il funzionale 4-3-3 delle due vittorie consecutive e ritrovando i veterani: Arias in porta; Isla, Medel, Maripan, Beausejour in difesa; Vidal, Pulgar e Aranguiz in mediana; Fuenzalida, Edu Vargas e Alexis Sanchez in attacco.

COPA-AMERICA 2019, COLOMBIA-CILE 4-5 dcr: ROJA AVANTI CON MERITO AI RIGORI– Parte subito forte la Colombia, che pressa alto il Cile per non farlo ragionare e riparte: la Roja gioca col consueto passaggio, e inizialmente si innervosisce (giallo di Aranguiz) in un avvio dai ritmi alti, ma povero di occasioni. Col passare dei minuti però esce il Cile, che creerà tutte le occasioni del primo tempo. La prima arriva dopo una decina di minuti: cross di Fuenzalida e paratona di Ospina sul colpo di testa di Aranguiz, e sul prosieguo dell’azione il portiere del Napoli neutralizza su Fuenza, ma è tutto fermo per un fuorigioco. Fuorigioco che vanifica anche il vantaggio del Cile, che arriva al 16′: cross di Beausejour, Ospina e Sanchez si ostacolano e Aranguiz insacca con un tiro beffardo. Sarebbe gol, ma tutto viene cancellato per l’offside (che c’è) di Alexis Sanchez a inizio azione, visto dalla VAR: tutto da rifare. Il Cile domina il match, imponendo i suoi ritmi e avendo in Aranguiz una preziosa arma tattica per pressing e ripartenze: la Colombia, che ha in Cuadrado il suo miglior elemento, si innervosisce e scatta una mezza rissa quando la Roja non butta fuori la palla con Roger Martinez a terra. Gli animi si raffreddano, e la Roja ha un’altra occasione a fine primo tempo: Sanchez aziona Vidal, e il sinistro del centrocampista del Barça si spegne vicino all’angolino alto. Cile che domina, Colombia che ha in campo uno spento James e un Falcao fuori dal gioco: il match può cambiare inserendo Duvan, ma la Roja meriterebbe il vantaggio.

Nella ripresa riecco la Colombia, che si fa vedere con qualche insidiosa ripartenza, ma è il Cile ad avere la prima occasione al 59′: Sanchez si incunea tra i centrali dei Cafeteros e calcia a lato di pochissimo, in posizione di sospetto fuorigioco (non ravvisato). Queiroz capisce che il momento è decisivo, e alza il baricentro inserendo Cardona per Uribe, il più in difficoltà dei suoi. Chi ne trae vantaggio, però, è il Cile, che segna in contropiede al 70′: Sanchez serve Vidal, che segna battendo Ospina con un preciso rasoterra. Anche qui però interviene la VAR, che annulla la rete per un mani di Maripan: col nuovo regolamento, anche i tocchi involontari sono fallo, e secondo urlo strozzato per la Roja. I cambi spezzettano il ritmo del match: Rueda inserisce Pavez al posto di Fuenzalida e passa a un 4-4-2 atipico con Aranguiz e Vidal più larghi, Queiroz sostituisce Falcao e Roger Martinez, inserendo Duvan Zapata e Luis Diaz. L’occasione ce l’ha ancora il Cile, col pallonetto di Edu Vargas neutralizzato da Ospina: la Roja gestisce meglio, ma nessuna delle formazioni crea vere azioni da gol nel finale, e ci si avvia verso i rigori. La Colombia dovrà sfatare il suo tabù, dato che ha perso tre match su tre contro il Cile nella fase a eliminazione diretta della Copa America: l’ultimo nel 2016 e nelle semifinali del torneo vinto dalla Roja (2-0). E i rigori sorridono nuovamente al Cile, che proprio ai penalty ha vinto le edizioni 2015 e 2016 della Copa America. Segnano James Rodriguez, Cardona, Cuadrado e Yerry Mina per la Colombia, Vidal, Edu Vargas, Pulgar e Aranguiz per la Roja, che calcia sempre alto a spiazzare Ospina. Si arriva al quinto rigore, e quando tutti si aspettano Duvan Zapata, sbuca Tesillo che ciabatta malamente a lato dopo aver spiazzato Arias. Il Cile approfitta dell’errore e vince grazie ad Alexis Sanchez: Roja in semifinale, dove potrebbe ritrovare quell’Uruguay già affrontato nei gironi, che domani sfiderà il Perù. Il sogno della terza Copa America consecutiva prosegue, mentre si ferma come sempre sul più bello la Colombia: chissà come sarebbero andate le cose con Duvan titolare e dal dischetto nella serie finale.

La sequenza dei rigori (5-4 Cile): James Rodriguez (Col) gol, Vidal (Chi) gol, Cardona (Col) gol, Edu Vargas (Chi) gol, Cuadrado (Col) gol, Pulgar (Chi) gol, Yerry Mina (Col) gol, Aranguiz (Chi) gol, Tesillo (Col) fuori, Sanchez (Chi) gol.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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