Copa America 2019

Come Brasile-Argentina, anche la seconda semifinale della Copa America 2019 non è ”solo una partita”. Cile e Perù danno vita a una delle rivalità più dure e sentite dell’intero Sudamerica: il Clasico del Pacifico è una rivalità geopolitica, ma soprattutto calcistica, con tantissimi precedenti avvelenati tra le parti, anche nel periodo recente. Dopo aver battuto il Perù nel 2015, la Roja mise in ampio disordine gli spogliatoi dell’Estadio Nacional de Lima al grido di ”respeto, aqui pasò el campeon”: la Blanquirroja rispose non impegnandosi troppo nella sfida contro la Colombia, qualificandosi allo spareggio mondiale vinto contro la Nuova Zelanda ed eliminando i rivali da Russia 2018. Il Cile se l’è legata al dito, ed è favorito per gioco e prestazioni mostrare in questa Copa America 2019: il Perù ha avuto più alti e bassi, con l’infamante 0-5 contro il Brasile che ha scatenato le critiche a Gareca e Gallese, tornati eroi ”nazionali” dopo la vittoria ai rigori contro l’Uruguay e l’ottima prestazione difensiva contro la Celeste. Chi ha raggiunto il Brasile, vincendo il match dell’Arena do Gremio? Scopriamolo insieme.

COPA AMERICA 2019, CILE-PERÙ: LE SCELTE DEI TECNICI– Il Cile punta tutto sulla manovra, il Perù ha un approccio più difensivo e vive un ciclo d’oro: due terzi posti nelle ultime tre edizioni della Copa America, con la semifinale persa nel 2015 proprio contro la Roja, e il ritorno ai Mondiali dopo 36 anni, con la partecipazione a Russia 2018. Ricardo Gareca, argentino che guida il Perù, conferma il consueto 4-2-3-1 e la formazione che ha eliminato l’Uruguay, visto il grave infortunio di Farfan: Gallese; Advincula, Zambrano, Abram, Trauco; Tapia, Yotun; Carrillo, Cueva, Flores; Guerrero. Reinaldo Rueda, colombiano che ha rivitalizzato il Cile e restituito l’anima ”sampaoliana” alla Roja, copia e incolla il consueto 4-3-3: Arias; Isla, Medel, Maripan, Beausejour; Vidal, Pulgar, Aranguiz; Fuenzalida, Edu Vargas, Sanchez. Diffidati importanti per entrambi: un giallo farebbe saltare l’eventuale finale a Vidal e Aranguiz da una parte, Cueva e Zambrano dall’altra. Si gioca a Porto Alegre, che in questa stagione tutt’altro che caliente: 8 gradi nella città del sud del Brasile.

COPA AMERICA 2019, CILE-PERÙ: – Chi si aspetta un Perù passivo e attento solo alla fase difensiva, deve ricredersi subito. La Blanquirroja aggredisce il Cile molto alta, per non far riflettere gli avversari: il risultato è una manovra inconcludente e frustrata per la Roja, che non riesce a costruire e va in sofferenza, coi mediani sostanzialmente nulli e Maripan che si ritrova a doversi spostare spesso a sinistra per impostare, indebolendo la retroguardia. Grande avvio del Perù, e Cueva spreca una prima ripartenza calciando larghissimo: passa qualche minuto e il Cile si fa vedere in avanti con Aranguiz. Il Perù domina dal punto di vista tattico, fisico e mentale: Guerrero inventa per Flores, che schiaccia troppo il sinistro, ma la pressione peruviana è attenta e costante. E al 20′ il Cile capitola su un’azione insistita partita da un corner calciato male da Cueva: cross dalla destra, sponda di Carrillo e Flores insacca con un sinistro al volo di mezzo esterno che non lascia scampo ad Arias. L’autore del rigore decisivo contro l’Uruguay conferma la sua ottima forma, portando avanti il Perù, e spreca il possibile 2-0 calciando a lato col suo sinistro. Domina la Blanquirroja, attenta anche dietro con Guerrero che è il miglior difensore sulle palle inattive, e il Cile va in apnea, commettendo un errore madornale al 37′. Difesa altissima per la Roja su un calcio piazzato, il Perù calcia lungo sulla destra e Carrillo è tutto solo: folle uscita di Arias che si fa dribblare e lascia la porta sguarnita, e sul cross Yoshimar Yotun trova il raddoppio con un sinistro preciso e chirurgico. 2-0 Perù al 37′, e reazione blanda del Cile: Aranguiz colpisce alto di testa, Gallese invece si supera sulla conclusione di Fuenzalida. Doppio vantaggio strameritato per i ragazzi di Gareca, che stanno dominando il Clasico del Pacifico.

Cambia subito Reinaldo Rueda, che prova a dare uno shock emotivo: fuori Fuenzalida e dentro Angelo Sagal. Deve cambiare invece Gareca, che perde Flores (infortunio) e inserisce Christofer Gonzalez. Il Perù si abbassa per qualche minuto, e il Cile sfiora la rete: punizione di Aranguiz, testa in acrobazia di Edu Vargas e conclusione sul palo. Passano pochi istanti, e la Blanquirroja torna ad aggredire alta e far male agli avversari: contropiede magistrale, con Carrillo che serve Guerrero, bravo ad azionare Cueva che la mette in mezzo per Yotun. L’autore del 2-0 spara però alto e manca la possibile doppietta, e anche Cueva spreca col suo ottimo destro che termina alto. Il Perù controlla, Gallese neutralizza un tiro-cross e la Blanquirroja continua a dominare nelle ripartenze, mostrando un ottimo Advincula e un Carrillo finalmente applicato con devozione alla squadra: Carrillo però si fa male, ed esce lasciando spazio a Polo. Al 75′, contropiede clamoroso del Cile: erroraccio di Cueva, che poi insegue a perdifiato Vargas, ipnotizzato da Gallese nell’uno-contro-uno. Si salva il Perù, con un Pedro Gallese strepitoso, e la Blanquirroja si difende con ordine dagli assalti della Roja: per portare a casa la sfida, Gareca inserisce Ballòn al posto di Cueva, passando al 4-3-3 e coprendosi nei 10′ finali. Il Cile risponde avanzando Maripan come centravanti aggiunto, e ha una flebile chance con Vidal: ora domina la Roja, e Gallese è strepitoso sul grandissimo destro di Alexis Sanchez. La sfida si conclude tra gli olè dei tifosi peruviani a irridere i rivali, con la Blanquirroja in totale controllo: Rueda schiera Castillo solo al 90′, quando è troppo tardi, e ottiene il risultato contrario, dato che Guerrero salta Arias e insacca il 3-0 in ripartenza al 91′. C’è spazio anche per un rigore nel recupero, causato da un fallo sciocco su Aranguiz: Edu Vargas fa il cucchiaio compiendo una scelta scellerata, e viene umiliato da Gallese che effettua una parata clamorosa, parando il terzo rigore su tre nel torneo (Willian, Suarez, Vargas). Il Perù vince 3-0 e vola in finale, eliminando l’odiato Cile: aveva perso sette delle ultime otto sfide ufficiali contro la Roja, si rifà nel momento più bello.

La Blanquirroja potrà inseguire il terzo successo: aveva vinto nel 1939 e nel 1975, quando la generazione d’oro di Teofilo Cubillas battè la Colombia nella finalissima della prima Copa America come la conosciamo ora (prima si chiamava Campeonato Sudamericano), e giocherà per lavare l’onta di quel 5-0 nella fase a gironi, e per zittire il Maracanà. Niente tricampeonato per il Cile, che sfiderà l’Argentina nella finalina sabato alle 21: la Roja esce con merito dopo un match disarmante, nel quale ha commesso l’errore di sottovalutare l’avversaria.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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