Copa America

L’attesa è finita. O meglio, quasi finita. Nella notte tra venerdì e sabato, più precisamente alle 2.30 italiane di sabato 15 giugno, scatta la Copa America 2019, l’ultima edizione dispari del torneo che mette di fronte le squadre del continente sudamericano. Ecco la presentazione del Gruppo B, che metterà di fronte Argentina, Colombia, Paraguay e Qatar.

ARGENTINA

La Copa America è la grande occasione per l’Argentina e per Lionel Messi, che devono riscattare un periodo non certamente esaltante. La Seleccion ha vissuto il momento più basso della sua storia recente nel Mondiale di Russia 2018, non tanto per il risultato ottenuto (out agli ottavi con la Francia dopo un pessimo girone), quanto per l’ammutinamento in mondovisione a Jorge Sampaoli, esautorato da spogliatoio e senatori. Dopo quel fallimento, Leo Messi aveva lasciato la Nazionale e l’Albiceleste aveva iniziato un nuovo ciclo senza tanti dei ”vecchi” senatori: Lionel Scaloni, tecnico della Sub-20, era stato scelto come allenatore ad interim, salvo poi essere confermato fino alla fine della Copa America dopo i buoni risultati nelle amichevoli e il ricambio generazionale avviato, di cui ovviamente risponderà in caso di risultato non positivo. A gennaio l’Argentina ha ritrovato Leo, e ora si appresta ad affrontare un torneo che non è banale per i tifosi della Seleccion e per i giocatori stessi: un altro fallimento minerebbe ulteriormente la credibilità di un’Argentina che ha perso tre finali consecutive (Mondiale 2014 con la Germania, Copa America 2015 e 2016 col Cile) prima del disastroso Mondiale, una vittoria rappresenterebbe l’apoteosi, perchè ottenuta in casa dell’odiato Brasile e da assoluta outsider. L’Argentina ha vinto 14 Copa America (record), ma non ottiene il successo dal 1993, quando a guidare l’attacco c’era un certo Gabriel Omar Batistuta e il Cholo Simeone vestiva la numero 10 indossata ora da Lionel Messi, che è ancora a secco di trofei con la sua nazionale.

Un’onta per Leo, che proverà a guidare al successo un’Argentina ”ibrida”, a tratti poco convincente e sicuramente ancora sperimentale: Lionel Scaloni ha svecchiato la rosa e gliene va dato atto, ma ha anche chiamato giocatori ”acerbi” nel grande calcio internazionale e/o con pochissime presenze nell’Albiceleste, che di colpo si troveranno ad essere titolari in un torneo ad alta pressione. La stella è ovviamente Lionel Messi, che verrà supportato dall’amico Aguero in attacco (alternative Dybala e Lautaro Martinez) e avrà in Di Maria la giusta spalla sugli esterni del 4-4-2 scolastico adottato da Scaloni: il resto della squadra però è un’incognita, perchè se qualche anno fa ci avessero detto che avremmo visto l’Albiceleste con una difesa composta da Saravia, Otamendi, Pezzella e l’ottimo Tagliafico a proteggere Armani (portiere di altissima qualità) avremmo sorriso, ripensando a Samuel &co. Il centrocampo, escluso Di Maria, è la vera incognita: Lo Celso è una pepita pronta a esplodere in una big (andrà al Tottenham?), Guido Rodriguez dovrebbe essere titolare e con lui Paredes, per una mediana che non convince e non ha neanche ricambi di qualità, visto l’infortunio di Palacios, sostituito a sorpresa da Guido Pizarro, e la presenza di outsider come il Tucu Pereyra o De Paul. L’Argentina è un outsider di lusso, perchè nessuno, neanche Messi, la vede tra le favorite al successo finale. Questo potrebbe aiutare l’Albiceleste a sorprendere tutti, oppure essere l’alibi in caso di fallimento: d’altronde, l’obiettivo dell’Argentina è essere forte tra un anno nella Copa America casalinga e nel Mondiale 2022.

Miglior risultato

14 Coppe America (1921, 1925, 1927, 1929, 1937, 1941, 1945, 1946, 1947, 1955, 1957, 1959, 1991, 1993)

Convocati

PORTIERI: 1 Franco Armani (River Plate), 12 Agustin Marchesin (America), 23 Esteban Andrada (Boca Juniors).

DIFENSORI: 2 Juan Foyth (Tottenham), 3 Nicolas Tagliafico (Ajax), 4 Milton Casco (River Plate), 6 German Pezzella (Fiorentina), 8 Marcos Acuña (Sporting), 13 Ramiro Funes Mori (Villarreal), 17 Nicolas Otamendi (Manchester City), 18 Renzo Saravia (Racing).

CENTROCAMPISTI: 5 Leandro Paredes (PSG), 7 Roberto Pereyra (Watford), 11 Angel Di Maria (PSG), 14 Guido Rodriguez (America), 15 Guido Pizarro (Tigres), 16 Rodrigo De Paul (Udinese), 20 Giovani Lo Celso (Betis).

ATTACCANTI: 9 Sergio Aguero (Manchester City), 10 Lionel Messi (Barcellona), 19 Matias Suarez (River Plate), 21 Paulo Dybala (Juventus), 22 Lautaro Martinez (Inter).

Probabile formazione 

COLOMBIA

Per la Colombia, questo è il momento del raccolto. Dopo anni di ”semina” e buoni risultati, i Cafeteros sono chiamati a dare una risposta importante in questa Copa America, e disputare un grande torneo a un anno dall’edizione che verrà disputata da paese ospitante, vista l’organizzazione in tandem con l’Argentina. Quarti di finale persi contro l’Argentina finalista nel 2015, semifinale persa contro il Cile nel 2016, ottimo Mondiale ed eliminazione ai rigori contro l’Inghilterra semifinalista: negli ultimi anni la Colombia ha sempre avuto ottime squadre, ma si è sempre fermata troppo presto, incontrando formazioni in grande condizione e/o destinate alla vittoria. L’emblema di una Nazionale eterna incompiuta, che ha ottenuto il suo unico successo continentale nell’edizione casalinga del 2001, e nell’unica finale disputata nella storia della Copa America: guidava quella Colombia un vecchio saggio, il Pacho Maturana, e anche il ct dell’attuale Colombia può rientrare nella categoria. Carlos Queiroz ha traghettato l’Iran a un Mondiale storico, nel quale ha messo in difficoltà Spagna e Portogallo in un girone che sembrava possibile, e poi è volato verso altri lidi: la Colombia si è separata polemicamente da Pekerman dopo il Mondiale, e il tecnico portoghese ed ex braccio destro di Sir Alex Ferguson ha colto l’occasione, andandosi a unire alla sparuta cerchia dei tecnici europei che hanno allenato selezioni sudamericane. Di fatto, Queiroz (che ha firmato a febbraio) si è trovato il lavoro svolto a metà: la Colombia ha un organico di tutto rispetto, al quale forse serviva solo un pizzico d’organizzazione difensiva in più che sembra essere arrivata.

La Colombia è probabilmente la vera e reale outsider di questa Copa America 2019, la squadra che potrebbe approfittare dei passi falsi di qualche big per imporsi e/o sorprendere. Affronterà un girone ostico contro Argentina e Paraguay, ma può andare sicuramente avanti nella competizione. La stella dei Cafeteros è senza dubbio James Rodriguez, reduce da un’annata in chiaroscuro col Bayern e pronto a rilanciarsi verso una nuova avventura: ce lo aspettiamo in grande spolvero, anche perchè dovrà convincere le pretendenti a investire 40/45 milioni su di lui. Ma la Colombia è completa in ogni reparto: Davinson Sanchez e Mina rappresentano una coppia centrale fisica e affidabile, Gustavo Cuellar e Wilmar Barrios due mediani affidabili e bravi a ”pulire” il gioco, Cuadrado (praticamente fresco, ha saltato cinque mesi per infortunio) e Luis Diaz due esterni rapidi e tecnici. E poi ci sono Ospina e l’attacco, dove Queiroz può scegliere tra un Duvan Zapata straripante, il solito Falcao, Muriel e Roger Martinez. La Colombia gioca con un 4-3-3 atipico, facilmente trasformabile in 4-2-2-2 o 4-3-1-2 a seconda dei movimenti di James, piazzato teoricamente da ala rientrante, e Cuadrado che parte da mezzala. Un sistema che potrebbe mandare in tilt le avversarie: la prima sarà l’Argentina, batterla vorrebbe dire ipotecare mezza qualificazione.

Miglior risultato

1 Coppa America (2001)

Convocati

PORTIERI: 1 David Ospina (Napoli), 12 Camilo Vargas (Deportivo Cali), 23 Alvaro Montero (Tolima).

DIFENSORI: 2 Cristian Zapata (Milan), 3 Stefan Medina (Monterrey), 4 Santiago Arias (Atletico Madrid), 6 William Tesillo (Leon), 13 Yerry Mina (Everton), 17 Cristian Borja (Sporting), 21 John Lucumì (Genk), 23 Davinson Sanchez (Tottenham).

CENTROCAMPISTI: 5 Wilmar Barrios (Zenit), 8 Edwin Cardona (Pachuca), 10 James Rodriguez (Bayern), 11 Juan Guillermo Cuadrado (Juventus), 15 Mateus Uribe (America), 16 Jefferson Lerma (Bournemouth), 18 Gustavo Cuellar (Flamengo).

ATTACCANTI: 7 Duvan Zapata (Atalanta), 9 Radamel Falcao (Monaco), 14 Luis Diaz (Junior), 19 Luis Muriel (Fiorentina), 20 Roger Martinez (America).

Probabile formazione

PARAGUAY

Il Paraguay non sta certamente affrontando un momento facile, da tutti i punti di vista. Ha mancato la qualificazione agli ultimi due Mondiali, e nella sua ultima apparizione in Copa America non ha certamente fatto una bella figura, uscendo nella fase a gironi e cancellando la semifinale ottenuta nel 2015 da un gruppo granitico e bravo a sfruttare ogni occasione: come definire altrimenti una squadra che arrivò in semifinale vincendo una sola gara e battendo il Brasile ai rigori, per poi perdere 6-1 nella semifinale contro i rivali dell’Argentina? L’Albirroja che arrivò seconda nel 2011 alle spalle dell’Uruguay non c’è più, e la nazionale paraguaya sta vivendo un importante ricambio generazionale, con vecchi volponi misti a nuovi talenti e ai soliti transfughi dall’Argentina (Iturbe, che è un doppio transfugo: U20 Paraguay, sogno argentino, ritorno all’ovile). Insomma, una grande incognita che potrebbe sia sorprendere in un girone ostico, che arrivare mestamente terza dietro Colombia e Argentina. Anche perchè il Paraguay non ha avuto una guida tecnica definita negli ultimi mesi: Juan Carlos Osorio ha firmato dopo il Mondiale disputato da ct del Messico, ma ha salutato la compagnia a gennaio risolvendo il contratto per ”motivi familiari” ed è rientrato in Colombia, firmando ieri con l’Atletico Nacional.

Il Paraguay ha così puntato su un tecnico che, come l’Albirroja ha enormi potenzialità ed ha bisogno di rilancio: Eduardo Berizzo aveva fatto grandi cose col Siviglia, prima di essere colpito dal cancro ed essere ingiustamente esonerato a fine stagione dal club spagnolo, quand’era ormai guarito. È ripartito dal Bilbao, ma ha collezionato un nuovo esonero, e ora il Toto dovrà rilanciarsi nella sua prima avventura da ct. Guiderà una squadra che è una grande incognita, e che ha ancora nel suo faro Oscar Cardozo, rinato e tornato definitivamente decisivo con la maglia della Libertad, dove segna gol a raffica: la sua nuova esplosione ha spedito definitivamente in panchina Santander. Il Paraguay ha una colonna per reparto (Gustavo Gomez/Balbuena e Cardozo), due ottimi portieri (Gatito Fernandez e Silva), qualche talento in rampa di lancio (Rojas, ex Defensa, su tutti), un Miguel Almiron in grande spolvero e tanti dubbi: il maggiore riguarda Derlis Gonzalez, che dopo l’esplosione si è perso nei passaggi a Dinamo Kiev e Santos, il secondo un Iturbe che non ha ancora inciso come dovrebbe in Nazionale. Se tutto andrà bene, potrà essere la sorpresa del torneo col suo 4-3-3, altrimenti si arrenderà a un nuovo risultato mediocre: i risultati nelle amichevoli (pari con l’Honduras, ko con Perù e Messico, vittoria col Guatemala) danno segnali contrastanti, e solo l’avvio della Copa America scioglierà i dubbi riguardo alla consistenza dell’Albirroja. Riuscirà la Nazionale a confermare gli ottimi risultati ottenuti dai club locali nella Libertadores, e sancire la rinascita del calcio paraguayo?

Miglior risultato

2 Coppe America (1953, 1979)

Convocati

PORTIERI: 1 Antony Silva (Huracan), 12 Roberto ”Gatito” Fernandez (Botafogo), 22 Alfredo Aguilar (Olimpia).

DIFENSORI: 2 Ivan Piris (Libertad), 3 Gustavo Gomez (Palmeiras), 4 Fabian Balbuena (West Ham), 5 Bruno Valdez (America), 6 Santiago Arzamendia (Cerro Porteño), 13 Junior Alonso (Boca Juniors), 14 Juan Escobar (Cerro Porteño), 20 Ivan Torres (Olimpia).

CENTROCAMPISTI: 8 Rodrigo Rojas (Olimpia), 15 Matias Rojas (Racing, nel 2018-19 Defensa y Justicia), 16 Celso Ortiz (Monterrey), 17 Hernan Perez (Espanyol), 18 Richard Ortiz (Olimpia), 21 Oscar Romero (Shanghai Shenhua), 23 Miguel Almiron (Newcastle).

ATTACCANTI: 7 Juan Iturbe (Pumas), 9 Oscar Cardozo (Libertad), 10 Derlis Gonzalez (Santos), 11 Federico Santander (Bologna), 19 Cecilio Dominguez (Independiente).

Probabile formazione

QATAR

Nella Copa America c’è sempre qualche ”intruso” per portare il numero di squadre a 12. Negli anni scorsi erano state le squadre della CONCACAF, col Messico recordman di presenze, stavolta invece è toccato alle asiatiche. Insieme al Giappone, che torna dopo l’unica apparizione del 1999, ecco il Qatar, che ospiterà il Mondiale 2022 e ha bisogno di fare esperienza e raffrontare il proprio valore con quello delle altre squadre: se a questo aggiungiamo che il Qatar (tramite Qatar Airways) è da tempo sponsor della CONMEBOL nonchè del Boca Juniors, ecco spiegata la ”convocazione” del Qatar come paese invitato alla Copa America 2019. La nazionale qatariota, a lungo grande incognita dopo l’assegnazione (con annesse polemiche) dei Mondiali, è stata brava a costruire un progetto a lungo termine, basato sulla relazione diretta tra l’Aspire Academy (formatrice di talenti) e la Nazionale. Gran parte del gruppo che ha vinto a sorpresa la Coppa d’Asia 2019 faceva parte della squadra che vinse a sorpresa il campionato asiatico U19 nel 2014, e parliamo di giocatori e ct. Perchè il deus ex machina della squadra qatariota, colui che quei ragazzi li ha lanciati, svezzati e fatti crescere, è Felix Sanchez, tecnico 43enne con un passato nelle giovanili del Barcellona e un presente tutto made in Qatar: dal 2006 al 2013 ha lavorato nell’Aspire Academy formando i giovani, nel 2014 ha portato la vittoria l’U19, per poi salire nell’U20 (2015-17), guidare per qualche mese l’U23 e approdare nella nazionale maggiore a metà 2017. Sembrava destinato ad essere un ”traghettatore” in vista di qualche tecnico strapagato che avrebbe guidato il Qatar verso il Mondiale 2022, e invece verosimilmente sarà lui a portare i suoi ragazzi al primo e storico Mondiale: ha vinto la Coppa d’Asia con un gruppo consolidato, che ha nel suo tecnico totale fiducia e proverà a non sfigurare nella Copa America.

Il Qatar è inserito nel girone più difficile, con Argentina, Colombia e Paraguay, ma proverà ad evitare figuracce e ko consistenti, e mostrare che il calcio asiatico è di buon livello. Il gruppo che affronterà questa storica Copa America è in gran parte quello della Coppa d’Asia, con 20 giocatori su 23 confermati (giocano tutti in Qatar), tra cui non potevano mancare le due stelle: Akram Afif e Almoez Ali hanno costituito una coppia d’attacco micidiale in Coppa d’Asia, e vorranno confermarsi anche nel continente del futbol. Afif, di proprietà del Villarreal e in prestito all’Al-Sadd, è la grande stella del Qatar: tecnico, brevilineo, bravo a segnare e fare assist. Almoez Ali invece è il puro realizzatore. Attaccante fisico e veloce, col sangue africano (nato in Sudan e arrivato all’Aspire Academy) e un senso del gol che gli ha consentito di segnare 9 gol in Coppa d’Asia (record, battuto Alì Daei): sia lui che Akram Afif provengono da Aspire, insieme all’altro naturalizzato Madibo, tutti classe ’96 che possono solo migliorare. Le sorti del Qatar, schierato con un 5-3-2, dipendono da loro: sarà sorpresa o ritorno sulla Terra dopo l’estasi della Coppa d’Asia?

Miglior risultato

Esordiente (campione della Coppa d’Asia 2019)

Convocati

PORTIERI: 1 Saad Al-Sheeb (Al-Sadd), 21 Yousef Hassan (Al-Gharafa), 22 Mohammed Al-Bakri (Al-Khor)

DIFENSORI: 2 Pedro Miguel ”Rò-Rò” (Al-Sadd), 3 Abdelkarim Hassan (Al-Sadd), 4 Tarek Salman (Al-Sadd), 8 Hamid Ismail (Al-Sadd), 13 Tameem Al-Muhaza (Al-Gharafa), 15 Bassam Al-Rawi (Al-Duhail), 18 Almahdi Ali Mukhtar (Al-Gharafa).

CENTROCAMPISTI: 5 Ahmed Fatehi (Al-Arabi), 6 Abdulaziz Hatem (Al-Gharafa), 9 Abdullah Al-Ahrak (Al-Duhail), 12 Karim Boudiaf (Al-Duhail), 14 Salem Al-Hajri (Al-Sadd), 16 Boualem Khoukhi (Al-Sadd), 17 Ahmed Moein (Qatar SC), 20 Ali Afif (Al-Duhail), 23 Assim Madibo (Al-Duhail).

ATTACCANTI: 7 Ahmed Alaaeldin (Al-Gharafa), 10 Hassan Al-Haydos (Al-Sadd), 11 Akram Afif (Villarreal), 19 Almoez Ali (Al-Duhail).

Probabile formazione

(di Marco Corradi, @corradone91)

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