L’ex allenatore del Chelsea:”In quei tre anni ho dato tutto me stesso. Mi sentivo in debito con Agnelli”

Nelle ultime settimane è al centro dei rumors di mercato ed intanto attende la chiusura della stagione sportiva per sapere quale sarà il suo futuro. Nell’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, Antonio Conte manifesta una grande voglia di tornare ad allenare con le idee ben chiare sul suo ruolo:“Oggi se qualcuno mi chiama sa che io devo incidere, con la mia idea di calcio e con il mio metodo. Non sono un gestore, non credo che l’obiettivo di un allenatore sia fare meno danni possibili. Se pensano questo, le società non mi chiamino. Trovo umiliante per la categoria sentire una cosa del genere”.

Antonio Conte

Conte, nel faccia a faccia con Walter Veltroni, torna indietro nel tempo, a quel lontano 2011 quando prende in mano una Juventus reduce dal 7° posto in classifica:“È stata l’unica volta in cui mi sono proposto a una squadra […] Alla
fine feci un lungo colloquio con Andrea
(Agnelli, ndr.) Gli dissi:’Il calcio di oggi si gioca con intensità. C’è la
possibilità di entrare subito in Champions,ma bisogna riportare determinati valori. Il primo, per me, è il senso di appartenenza. Il giocatore non si deve mai sentire di passaggio, deve pensare di poter scrivere la storia della sua squadra’. Ho fatto questo discorso ad Andrea, uomo di vedute coraggiose. Ero entrato con zero chance. Uscii che
le mie quotazioni si erano alzate…”
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Il percorso in bianconero portò tre scudetti consecutivi in bacheca, l’ultimo coronato dal record di 102 punti. Ma nella sua gestione così come in quella di Allegri, la Vecchia Signora non è riuscita a trionfare in Europa.“Parliamo di cicli totalmente diversi. Io prendo una Juve non protagonista assoluta, anzi scomparsa dalla Champions – afferma il tecnico di Lecce – Avevamo giocatori buoni con poca esperienza, tranne Pirlo, in Champions. Di qui i risultati. Il Chelsea era arrivato 10°, non aveva partecipato neanche all’Europa League. Abbiamo vinto la Premier e l’anno dopo fatto la Champions. Passato il primo turno, siamo usciti con il Barcellona. Cicli diversi. In quegli anni si faceva di necessità virtù. Non mi è mai capitato di prendere una squadra ai vertici. Sono sempre partito da situazioni difficili e sono riuscito a conquistare la vetta. La Juve oggi è cresciuta. La struttura è al livello delle prime 3-4 del mondo”.

Stagione 2013-14, record di 102 punti

Nell’estate del 2014 il rapporto si interruppe a sorpresa e Conte lascia intendere che ha un conto in sospeso con la sua ex squadra:“Penso che anche nelle migliori famiglie si possa litigare. In quei tre anni ho dato tutto me stesso. Come ho fatto ovunque sia andato. Mi sentivo in debito con Agnelli. Ricordo la promessa fatta:’Ci vorrà tempo, ma l’obiettivo è tornare sul tetto del mondo’. Non sono riuscito a completare la promessa. I matrimoni, per esserci, devono essere da ambedue le parti. Penso che la Juve abbia iniziato un percorso e penso che siano molto contenti di Allegri che sicuramente ha continuato il lavoro, sta facendo molto bene. Un domani non si sa mai”.

Infine, allontana le voci che lo davano sul punto di essere ingaggiato dalla Roma:“Mi sono innamorato di Roma frequentandola nei due anni in cui sono stato c.t. della Nazionale. All’Olimpico senti la passione da parte di questo popolo che vive il calcio con un’intensità particolare, che per la Roma va fuori di testa. Che vive ‘per la Roma’. Un ambiente molto passionale, che ti avvolge. Oggi le condizioni non ci sono ma penso un giorno, prima o poi, io andrò ad allenare la Roma.

Antonio Alicastro