Domenica pomeriggio, il Milan scenderà in campo all’Olimpico di Roma per affrontare la Lazio. Per uno dei neoacquisti rossoneri, Lucas Biglia, sarà una partita particolare: infatti, il regista argentino proviene proprio dai biancocelesti, in cui ha militato per ben 4 stagioni ricoprendo anche il ruolo di capitano. Un affetto incondizionato lo lega alla squadra romana, al punto che, il primo giorno a Milanello si è presentato ai tifosi con un “Forza Lazio!”, divenuto subito virale sui social. Poco fa, Biglia è intervenuto in conferenza stampa.

Sul ritorno a Roma: “Sono felice di tornare a Roma, rivedere gli ex compagni con cui ho una bella relazione. Ma oggi indosso un’altra maglia. Sicuramente è un bel rimpianto non aver vinto con la Lazio. Ma sono cose che fanno parte del passato. Ho scelto questo progetto ambizioso per vincere. Speriamo di arrivare lontano nelle tre competizioni.”

Sull’ambiente e la squadra: “Ho trovato tutto quello che pensavo. Mi sto adattando a tutto: ai compagni, al mister e al sistema di gioco. Dobbiamo migliorare sempre e arrivare in fondo alle tre competizioni. E’ questo il nostro obiettivo. Ci stiamo mettendo a disposizione del mister e siamo noi che dobbiamo dare qualcosa in più. Lo stiamo facendo tutti, alla grande. Ci siamo inseriti benissimo nel gruppo, fatto di grandi persone. Ognuno di noi deve dare più del 100% per il Milan.

Su cosa manca al Milan per tornare grande: Ci vuole tanto lavoro. Ci vuole anche umiltà. Non dobbiamo pensare che una partita è più facile dell’altra. Dobbiamo adattarci a quello e capire la situazione per affrontare tutto al massimo”.

Poi, una domanda sui giovani Patrick Cutrone e Manuel Locatelli: “Cutrone mi ha impressionato. Gli altri li conoscevo, ma lui mi ha impressionato tanto. Manu ha una grandissima qualità. Come tutti noi deve crescere per arrivare a grandi traguardi.”

Sulla Lazio: “E’ una squadra forte, ha vinto contro la Juve la Supercoppa. Non è poco vincere contro la Juve. E’ una squadra che lavora bene in gruppo, ordinata tatticamente e ha gente di qualità, soprattutto dalla trequarti in avanti.”

Sulla sua condizione fisica e sulla sua presunta fragilità muscolare: “Sto bene. Col Cagliari ho fatto 30 minuti, poi in Argentina ho giocato e mi sono allenato bene fino a mercoledì mattina. I commenti sulla fragilità mi danno fastidio. Gli infortuni che ho avuto, sono stati solo tre a livello muscolare. Ho avuto anche dei problemi articolari. Non è che uno è fragile se prende una botta. Se uno guarda i precedenti, sono sempre tornato prima dei tempi indicati.

Sull’accoglienza che gli riserverà l’Olimpico: Non mi aspetto una bella accoglienza. Ma non mi farà cambiare l’idea che ho della Lazio.”

Su cosa significa per lui essere al Milan: “Il calcio mi ha dimostrato che i meriti non servono, servono risultati. E se sono al Milan, è perché ho fatto le cose bene. Sono in un club mondiale. Era quello che volevo e spero di dare il meglio di me”.

Il match di domenica sarà il primo vero test per i Rossoneri? “Non credo sia il vero test. Abbiamo giocato sia in Italia sia in Europa con squadre toste. La Lazio ha finito il campionato davanti al Milan, è una squadra formata e possiamo capire dove siamo arrivati, dove vogliamo arrivare e cosa vogliamo far diventare il Milan.

Sulla Juventus, che sembra essere ancora una volta la squadra da battere: “Sono i favoriti, hanno vinto lo scudetto. Ci saranno squadre fortissime come Napoli, Roma, Inter, Lazio e Atalanta. La squadra da battere è la Juve”.

Su Hakan Calhanoglu, che sembra essere indietro rispetto agli altri compagni: “Sta imparando la lingua e questa è una cosa importante per capire meglio. Sta provando un nuovo ruolo, lui era abituato a giocare più avanti. Sta dando tutto per adattarsi, ma con il tempo riuscirà a farlo perché ha una qualità tecnica importante.”

Sugli obiettivi stagionali: L’obiettivo della squadra è arrivare in Champions, ma noi ora non dobbiamo avere pressioni che non servono. Il nostro obiettivo è la Champions. C’era la voglia e l’ambizione. I risultati, però, devono essere cercati e non arrivano per caso. Qui dobbiamo sentirci tutti importanti. Siamo 26 giocatori e serviamo tutti, soprattutto quando hai tante partite. Nessuno si deve sentire più importante di un altro. Tutti lavoriamo insieme per gli stessi obiettivi.”

Sulla maglia numero 21, che ai tifosi rossoneri ricorda Andrea Pirlo: “Pirlo per me è un idolo. L’ho sempre osservato e quando ci ho giocato contro, lo vedevo come un super eroe. E’ un esempio da seguire, ha vinto tanto ed è difficile arrivare al suo livello, ma abbiamo voglia di vincere qualcosa di importante come ha fatto lui. Non sarà facile, ma ci proveremo.”

Sulla possibilità di giocare insieme a Riccardo Montolivo:  “Lo abbiamo fatto contro il Cagliari. Riccardo può fare la mezzala, arriva bene in area, può far gol. Ha più qualità di me sotto quegli aspetti”.

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

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