Come di consueto, Gennaro Gattuso, allenatore del Milan, è intervenuto in conferenza stampa con i giornalisti alla vigilia della gara di domani contro il Napoli.

“Per domani non basta solo lo spirito. Ci vuole coraggio, determinazione, organizzazione, quando mi riguardo giocare non è un bel vedere, non mi piaccio tanto ma era nel mio modo di essere. Domani non dobbiamo solo pensare ad avere la faccia incazzata, serve capire come affrontarli. Sarà necessaria una grandissima prestazione.”

Sugli ultimi risultati:  “Ho dato due giorni di riposo alla squadra ma mercoledì ho subito parlato con tutti perché vedevo troppe facce abbattute. Con il Sassuolo abbiamo dato continuità di gioco ma serve migliorare davanti, la squadra però sta bene e non è vero che siamo stanchi. Maciniamo gioco, ci proviamo sempre e non subiamo troppo gli avversari. Tranne l’ultimo quarto d’ora con la Juventus, siamo vivi. Però è normale che dopo 3 partite fai due punti, si vede qualche segno di scoramento. Ma serve continuare sulla nostra squadra.”

Su Maurizio Sarri: “I saggi mi hanno sempre detto di imparare l’arte e metterla da parte. QUando affronti i big come Sarri, Allegri e Di Francesco, posso solo guardare, imparare e mettere da parte. Sappiamo come giocano, fanno venire mal di testa agli avversari, dovremo essere bravi in tutto se vogliamo fare risultato.”

Su cosa apprezza del Napoli: “Il loro palleggio con finalità, sanno dove vogliono arrivare e come farlo. La linee difensiva è uno spettacolo e scappano sempre alla perfezione, se sbagli ci sbatti sempre conto.”

Sulle italiane nelle Coppe europee “Un grandissimo orgoglio, hanno fatto bene al nostro calcio. Non si vedeva da anni cose del genere. Buffon? Non lo giudico, quando si perde c’è tanta amarezza. Mi dispiace per la Juventus e mi sono sentito orgoglioso del nostro calcio. E soprattutto per la VAR, è una nostra eccellenza e non capisco perché non si possa avere anche in tutta Europa.”

Sulle parole di Gianluigi Buffon: : “Sono l’ultima persona che può parlare di altri. Ho fatto un mucchio di cose anche io quando mi si chiudeva la vena: una testata a Jordan, sugli spalti ad insultare Leonardo… Io non posso parlare. Gigi rimane un grande compagno e un grande campione, quando vorrà chiederà scusa.”

Sui record di Gianluigi Donnarumma:  “Sono orgoglioso di lui. Adesso comincia il bello. Negli ultimi anni ha fatto 100 partite ed è incredibile, ora ha l’obbligo di diventare il più forte al mondo lavorando con serenità. C’è affetto e protezione totale per lui, si fa voler bene, e un errore ogni tanto ci sta. Deve alzare l’asticella, ha tutto per diventare il più forte al mondo.”

Sulla sua carriera da calciatore: “Quando scendevo in campo, ero disposto anche a battagliare contro mio padre per la mia squadra e la vittoria. Giocava il mio gemello Rino, e tuttora mi è rimasta questa cosa. Ma spesso provo imbarazzo per certe cose che ho fatto, soprattutto quando le vede mio figlio su internet e nei filmati.”

Sul momento della squadra: “Dopo tre mesi di tante vittorie, iniziavano a piacerci certi risultati. Dopo gli ultimi punti ho visto un po’ di tristezza ma dobbiamo continuare, non possiamo lasciare nulla al caso. Il peggio è quando vedo i miei ragazzi con le infradito e i pantaloncini corti, quando invece sono incazzati è un bel segnale.”

Sulla coppia composta da Cristian Zapata e Mateo Musacchio“Abbiamo provato qualche movimento che fa il Napoli con loro, ma ho molta fiducia in loro. Cristian farà il Mondiale tra due mesi, Mateo è un professionista vero e sono tranquillo. Hanno sempre lavorato al massimo, magari avranno delle difficoltà ma sono cose che potrebbero subire tutti.”

Sulla preparazione atletica: “I primi 12/13 giorni di preparazione sono fondamentali, io ad esempio preparerò la squadra qua a Milanello per la prossima stagione e solo poi andremo in America.”

Sul VAR“In Europa ci sono interessi incredibili e non capisco come non possa esserci. A cosa servono gli arbitri a fianco alle porte? Niente, è meglio metterli nello stanzino con un bello schermo davanti. E non ce n’è.”

Su Pepe Reina:  “Non mi interessa, io penso a Gigio e ai miei. Pepe rappresenta il Napoli, se e quando arriverà lo accoglieremo a braccia aperta. Ma adesso pensiamo a noi e al Milan.”

Sulle somiglianze e le differenze con Sarri:  “Entrambi a livello di look non è che siamo il massimo (ride, ndr), un po’ ci assomigliamo. Al di là delle battute, è un maestro e ha portato qualcosa di nuovo al calcio. Può stare tra i grandi tecnici italiani. L’ho incontrato solo una volta in Palermo-Empoli, già si vedeva il suo stile di gioco. Non ci fece capire nulla, soprattutto sui calci piazzati. Posso solo imparare da lui, orgoglioso di affrontarlo.”

Sui possibili cambi di formazione: “Mi piace consolidare quello che di buono facciamo. Quando qualcosa funziona, le scelte sono per la continuità. Negli ultimi mesi hanno giocato sempre gli stessi, ma uno spezzone c’è sempre per tutti.”

Sul rischio che la squadra possa concentrarsi solo sulla finale di Coppa Italia“Se andiamo a guardare la classifica, non possiamo fare nessuno scherzo. Non possiamo permetterci nulla, abbiamo Atalanta, Fiorentina e Sampdoria tutte vicine. Una squadra remissiva mi avrebbe mandato in bestia, ma contro il Sassuolo i ragazzi le hanno provate tutte per vincere. Ormai anche contro le squadre di C c’è organizzazione totale, tutti lo sono. Serve essere cattivi e qualitativi. Non siamo scarichi, abbiamo voglia e non deve essere un alibi la stanchezza.”

Su Nikola Kalinic: “Ha avuto un piccolo problema ma è tutto ok, si è sempre allenato. Sta bene, così come André Silva e Cutrone. Anche Suso ha avuto un qualcosina ma è tutto rientrato.”

Su eventuali novità tattiche: “Quando mi mancano i centrali titolari, c’è poco da inventare. Pensiamo a fare bene ciò che sappiamo fare, poi vediamo. Non mi piace fare le cose improvvisate, non mi sveglio alla mattina e cambio a caso. Deve esserci un lavoro alle spalle, priorità a ciò che sappiamo fare.”

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

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