Come di consueto, alla vigilia dell’importantissima gara di domani contro la Fiorentina, l’allenatore del Milan, Gennaro Gattuso, si è prestato a rispondere alle domande dei giornalisti in conferenza stampa.

Su San Siro“Già mercoledì ho chiesto in sede com’era la prevendita. Non avevo dubbi che sarebbero venuti in tanti. Domani per noi comincia il campionato, non è una frase fatta ma lo credo veramente. Se domani ci saranno 60.000 dovremo ripartire da loro, da una prestazione convincente. Non mi sento tranquillo, non sarà una partita facile, conoscendo il loro allenatore e la professionalità della Fiorentina.

Sulla gara d’andata: “Era stata una partita di grande sofferenza ma abbiamo giocato col coltello tra i denti. Eravamo stanchi, è stata la prima partita in cui eravamo sotto che siamo riusciti a non perdere. Ho visto un qualcosa di nuovo negli occhi dei ragazzi. La svolta è stata nel derby, ma a Firenze ho visto una svolta importante a livello caratteriale.”

Sulla situazione di Gianluigi Donnarumma“Ho rivisto le immagini, non ha tirato la maglia ai tifosi. Al di là della maglia, è un dato di fatto che a livello tecnico ha commesso qualche errore, ma per tutto quello che ha passato bisogna capirlo. E’ da un anno che si parla tutti i giorni di lui. Ci ha messo del suo ma bisogna lasciarlo tranquillo. E’ un patrimonio della società, uno dei più forti portieri al mondo. Decideranno lui e la società cosa fare, devo ringraziarlo perché si sta impegnando.”

Sulla classifica: “Tra Champions ed Europa League c’è differenza, ci può essere rammarico per i punti persi per strada, ma dobbiamo pensare da dove siamo partiti. Non parlo solo della gestione di Vincenzo, anche io ho perso dei punti per strada. Abbiamo giocato contro squadre con cui potevamo fare di più. Mancano cinque punti col Benevento. Ci siamo meritati quello che ci stiamo giocando. Forse ci eravamo gasati per la serie di risultati utili ma sapevamo sarebbe stato difficile. Ma sono convinto che se la partita con la Juve fosse finita in maniera diversa… Ma con i sé e con i ma non si va da nessuna parte.”

Sul gap con la Juventus“Al momento è imbattibile perché ha grande programmazione, ha uno stadio di proprietà, fa mercato. E’ inarrivabile per la struttura, per la programmazione, per come fanno calcio. E’ una società solida che si può permettere svariate cose. E’ forte in tutte le componenti.”

Sull’essere allenatore: “Provo grande orgoglio da quando alleno questa società. Mi sento un capo ultrà. Quando ti senti tutte queste pressioni addosso, sei l’allenatore della squadra che hai amato fin da bambino. Le sento tutte queste pressione. Mi sembra siano passati 50 anni non 5 mesi. La delusione più grande è non aver dato una gioia ai 30.000 dell’Olimpico. In questo momento devo farmi vedere duro, quello che non molla. Lo stato d’animo non è stato dei migliori in questa settimana.”

Su cosa cambia dal sesto al settimo posto: “Cambia tantissimo andare a fare la tourneé in America e partire dopo. Possiamo stare qua quindici giorni di fila e non succede da una vita. Possiamo lavorare bene, mettere benzina sulle gambe. Ci cambia la vita. Al contrario dovremmo fare tutto in fretta e furia, ci cambia la vita. Sono molto più preoccupato per questa settimana per la partita con la Juve. Domani sarà una partitaccia, guardate Frosinone-Foggia. E’ bello, mi piace molto. Da qualche anno a questa parte nessuno regala nulla.”

Sui rimpianti della stagione: “Potevamo evitare di tirare il collo a qualche giocatore. E’ stata cambiata radicalmente la preparazione. Abbiamo avuto pochissimi infortunati, va dato merito anche alla parte medica. I rimpianti ci sono sempre. Sui moduli mi piace cambiare, ma per farlo bisogna lavorare sui concetti. Quando si è fatto male Suso era venuta una mezza idea, ma improvvisare ora non mi sembra corretto. Il rammarico più grande è quello, non poter giocare in maniera diversa.”

Sui cambi di modulo: “Ogni tanto abbiamo cambiato ma per farlo bisogna lavorare. Bisogna lavorare sul campo, sui concetti, in questo momento non si possono fare esperimenti.”

Sul futuro di Suso“Suso non vuole andare via, ci ho parlato. Il problema di Suso è che ha una clausola. Nessun giocatore è venuto a bussare e dire che vuole andare via. Suso sta bene qui.”

Sulla Supercoppa Italiana“Non ci sono arrivato con la testa al 12 agosto. Se domani vincessimo farei 30 chilometri a piedi. Sto pensando alla partita di domani. Sarà una partita affascinante, si giocherà ancora contro una Juve fortissima, bisogna arrivarci belli carichi, ma ancora ne manca di tempo.”

Sull’espulsione di Riccardo Montolivo: “E’ stato il capitano del Milan, è qui dai tanti anni. Con lui ho avuto un rapporto schietto. Tante volte non era contento delle scelte, ma a livello professionale non posso rimproverargli nulla. Non ha sbagliato nulla a livello umano. Non posso dirgli nulla. Quando sei in clima partita anche se hai l’esperienza non è facile. Poi quando ti rivedi è diverso. Perché non ha parlato nel postpartita? In quel momento non se l’è sentita. A livello professionale Montolivo in questi mesi posso fargli solo i complimenti.”

Sul mercato: “Più di 3/4 giocatori qui non arriveranno, 90/95% dei giocatori resteranno. Arriveranno giocatori di esperienza, che hanno giocato un certo tipo di partite, per rinforzare questa squadra di vuole questo. Si nota che manca un po’ di esperienza e di malizia. Bisogna mettere vicini ai giovani questo tipo di giocatori, non solo professionisti in campo ma a 360°. Bisogna rafforzare la squadra anche sotto questo aspetto. Vediamo cosa ci dirà l’UEFA e poi vedremo.”

Su Domenico Berardi e Matteo Politano“Sono buoni giocatori, giocano da tanti anni nel campionato italiano. Vediamo, mi sembra difficile prendere due attaccanti, ma sono giocatori interessanti.”

Sulla partita che gli ha provocato più rimpianti: “La partita col Benevento, da quando ho iniziato a prepararla, mi è venuto subito in testa che poteva metterci in grandissima difficoltà. Percepivo che la squadra non aveva capito, il rammarico più grande ce l’ho su quella partita. Ho aspettato l’ultimo giorno ad alzare un po’ l’asticella ed è stato un errore della mia gestione.”

Su Alessandro Nesta: “Abbiamo una chat dei campioni del mondo, cazzeggiamo per ore. Hanno già cominciato a prenderci in giro. Non so se andrò a vederla, sicuramente la vedrò in televisione. Sono contento che Sandro è tornato in Italia.”

Su Gianluigi Buffon: “Gli abbiamo fatto i complimenti per tutti i trofei che ha vinto, perché non molla mai. A quarant’anni, sta ancora sul pezzo. Questo gli fa onore. Vogliamo tutti bene a Gigi, è quello che scrive meno di tutti, non è molto social, un po’ come me. Lo abbiamo preso in giro per questa cosa.”

Su Stefan De Vrij“Un professionista anche se ha firmato per un’altra squadra giocherebbe una grande partita. Perché non deve giocare se a livello mentale sta bene? Solo in Italia facciamo questi discorsi. Chi lo conosce mi ha detto che è un ragazzo con una grandissima mentalità. Secondo me deve giocare.”

Infine, un saluto ai giornalisti presenti in sala stampa: “Vi saluto e vi ringrazio perché mi avete sopportato, a volte quando mi si chiude la vena non vi faccio concludere le domande. Vi ringrazio per l’appoggio a livello professionale, se ho sbagliato qualche cosa spero di migliorare.”

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

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