Intervenuti in conferenza stampa alla vigilia della sfida di ritorno valida per gli ottavi di UEFA Europa League contro l’Arsenal, l’allenatore del Milan, Gennaro Gattuso, e lo spagnolo Suso hanno parlato con i giornalisti.

Parte l’esterno spagnolo: “La partita a San Siro non è andata bene, domani dobbiamo giocare con la mentalità giusta e provare a farla da squadra, sarà una sfida in uno stadio importante ma vorremmo provarla a vincerla.”

Sulla squadra: “A noi non deve interessare quello che fanno loro, dobbiamo concentrarci solo su noi stessi. Se facciamo subito gol sarà meglio ma non dobbiamo avere l’ansia di segnare.”

Sulla partita: “Non c’è nulla da perdere, l’attenzione e la concentrazione è alta. Soprattutto in uno stadio così. Per me era più difficile preparare la sfida di Genova che questa, anche se abbiamo sbagliato a San Siro.”

Sull’Arsenal“Giocano un bel calcio e sono una bella squadra, dovremo stare attenti.”

La parola, poi, passa al mister: “Siamo orgogliosi di giocare in uno stadio così bello e importante. Abbiamo il dovere di provarci, per la maglia che indossiamo. L’abbiamo preparata bene, c’è un po’ di stanchezza, ma non è un alibi. All’andata abbiamo sbagliato l’approccio, ma l’abbiamo preparata bene.”

Su André Silva: “E’ un ragazzo giovane. A tratti ha fatto vedere quello che è capace di fare. Lo dobbiamo aspettare perché arriva da un campionato diverso. Deve capire la sua forza e lui è un ragazzo molto predisposto al lavoro, con molta cultura e questo può essere un difetto. Fa le cose con passione e voglia.”

Sulla qualificazione: “Noi siamo nati pronti. Sappiamo che è difficile, ma siccome nel calcio come nello sport non c’è cosa più bella di cambiare la storia e i pronostici. Io ho iniziato una settimana fa che non siamo venuti qui a fare pasquetta. Sappiamo che sarà difficile, a San Siro ci hanno devastati nel primo tempo su tutti i livelli. Si sapeva che sono una squadra di grande qualità, ma non l’abbiamo mai sottovalutati. Domani proveremo a fare una partita diversa.”

Sull’approccio: “Non dobbiamo dimenticarci che è una squadra che quando inizia a non essere compatta, inizia ad esser vulnerabile. Né io né le persone che lavorano con me dobbiamo dimenticare questi aspetti. Se stiamo facendo risultati è perché non subiamo gli avversari. Se li subiamo, vengono fuori le nostre paure.”

Sulla partita: “Io non sono uno che parla tantissimo. Stresso tanto i giocatori durante le partite e in allenamento. Non sono un allenatore che li stressa troppo. L’esperienza non si compra al supermercato, ma quando giochi davanti a 75 mila persone e inizi a fare qualcosa di diverso, è normale che vengano fuori delle difficoltà. L’importante è capire cosa siamo e come vogliamo giocare. Noi domani non abbiamo nulla da perdere, dobbiamo giocarcela con grande tranquillità.”

Su Henrikh Mhkytarian“E’ un giocatore che è cresciuto da quando è arrivato in Inghilterra. Non gioca solo di tecnica, ma è migliorato anche in velocità.”

Sull’impresa: “Ci proviamo, è il nostro sogno. La realtà è che dobbiamo fare la partita perfetta. Non siamo una squadra che finalizza tutto quello che va a creare. Arriviamo negli ultimi 20 metri con la manovra, ma non siamo una squadra che riesce a finalizzare quello che costruisce e dobbiamo migliorare anche nella verticalizzazione dell’azione, lo si fa meno rispetto a prima.”

Su Jack Wilshere: “Lo ricordo quando sono venuto a fare un torneo nel 2011. Non ha grande velocità, ma ha grande tecnica. Fa andare veloce la palla e sa dove metterla. Può giocare sia mezzapunta sia regista. E’ un ragazzo che ha avuto grandi difficoltà sotto il punto di vista fisico. E’ un giocatore che ho sempre apprezzato, ma è anomalo. Ha la cattiveria inglese e la tecnica spagnola. Mi piace molto.”

Sulla stanchezza: “Ci mancano Abate e Calabria. Ignazio sapevamo che dopo Roma sentiva fastidio al polpaccio e l’edema sul gemello non si è ancora assorbito. Davide pensavamo che fosse più semplice, ma è ancora fermo. Un po’ di stanchezza c’è e ne parlo dati alla mano. Penso che in questo processo, qualcosa abbiamo pagato. Vediamo se facciamo respirare qualcuno. Abbiamo giocatori forti che possono giocare in qualsiasi momento, si sono sempre allenati bene e non c’è nessun problema.”

Su Gianluigi Donnarumma“Domani gioca. Io con lui ci parlo tutti i giorni. E’ uno dei pochi con cui bevo il caffè. In questi mesi, tante volte sono stato vicino a lui. I tifosi, gli striscioni. Ci dimentichiamo che è un ’99 e gli ho detto che i miei portieri sono Gigi, Antonio e Storari. Quando arriverà quello che deve arrivare, parleremo di lui. E’ normale che Gigi, per l’età che ha, devi spiegargli bene il giocatore importante che è. Lui ora deve stare lucido, concentrato perché se pensa ad altro, la cagata è dietro l’angolo.”

Su Nikola Kalinic“Lo si recupera con lavoro. Bisogna dare agli attaccanti le chance di fare bene nella zona calda. Abbiamo tre attaccanti centrali con Kalinic e Silva similari, Cutrone attacca bene la profondità. Nikola deve trovare il gol. A loro interessa buttarla dentro, perché loro si alimentano di gol. Dobbiamo provare a mandarli in rete. La squadra si è messa a disposizione di Nikola e anche di André Silva, l’ho toccato con mano. Ho visto una squadra matura. Stiamo creando qualcosa di importante. Dobbiamo aiutarlo con dei gesti utili.”

Sull’Arsenal“Noi dobbiamo pensare a fare il nostro. Se ci saranno errori a nostro favore, tanto meglio. Sicuramente domani, se vogliamo provare a portare sta partita a casa, dobbiamo fare qualcosa di diverso a livello di proposta.”

Su Hakan Calhanoglu:  “L’ho visto bene. La stanchezza è pure quello che stiamo facendo questi mesi. Scendere in campo con la sensazione di non poter sbagliare, aumenta la tensione. Più giochi e più ti senti forte. Dopo 4-5 partite è giusto fare del turnover o fai dei blocchi di lavoro per recuperare. A livello mentale stiamo spendendo tanto. Hakan mi soddisfa. Ora sta facendo qualcosina in meno, ma sta aiutando la squadra. Da lui mi aspetto di più, perché anche a Genova ha avuto due occasioni che dovevano essere gol perché li ha nel bagaglio calcistico.”

 

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

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