Conte Inter

Dopo una trattativa che vi avevamo ampiamente anticipato, e l’esonero arrivato nella giornata di ieri per Luciano Spalletti, l’Inter ha ufficializzato quest’oggi il suo nuovo allenatore: alle 6 di mattina il faccione di Antonio Conte campeggiava sui social nerazzurri, seguito da un hashtag (#NotForEveryone) che si candida a diventare l’hashtag dell’estate nerazzurra, e dalle immancabili farneticazioni di una Curva Nord sempre più distaccata dalla realtà dei fatti e del mondo. Ma torniamo all’estate che incombe, un’estate che l’Inter spera sia di rinascita: Conte negli ultimi anni ha sempre lottato per vincere il campionato, e nonostante qualche riserva sul suo carattere ”esplosivo”, è stato preso proprio per questo. L’obiettivo di Suning è quello di riportare i nerazzurri quantomeno a lottare con la corazzata-Juventus, e magari approfittare di un eventuale difficile adattamento col nuovo tecnico per tornare sul tetto della Serie A: ”essere competitivi ai massimi livelli in Italia e in Champions”, è questa la frase che Steven Zhang continua a ripetere, possibilmente evitando un nuovo ultimo match di campionato al cardiopalma. Perchè la Pazza Inter fa provare emozioni indicibili ai suoi tifosi, in un senso o nell’altro, ma un pizzico di tranquillità ogni tanto non guastarebbe: da qui al ”mai più Pazza Inter” pronunciato da Conte (illuso…) ne passa, ma l’Inter sogna quantomeno un tranquillo 2° posto e uno step avanti, e per farlo costruirà una rosa differente da quella attuale.

3-5-2 E NUOVI VOLTI: COME SARÀ L’INTER DI ANTONIO CONTE?

Quando a fine gennaio vi avevamo parlato di Antonio Conte, si parlava anche dell’arrivo di Diego Godin. La Juventus vincente di Antonio Conte nacque dall’arrivo a parametro zero di Andrea Barzagli e dalla BBC, la nuova Inter di Antonio Conte nascerà proprio dall’approdo a Milano del caudillo uruguayo, un giocatore di caratura mondiale che, a differenza di un ormai ”bollituccio” Nemanja Vidic, non verrà a Milano per svernare, ma per iniziare un nuovo ciclo. Ora come allora, la squadra prenderà vita da una grande difesa, messa a protezione di un portiere che viene criticato da una piccola parte della tifoseria, ma ha mantenuto 17 cleen sheet e salvato la Champions League contro l’Empoli. Handanovic; Skriniar, De Vrij, Godin: sarà questo l’incipit dell’Inter di Antonio Conte, una difesa rocciosa che la ricorda eccome, quella BBC, e al 99% sarà la retroguardia più forte dell’intera Serie A. Ora come allora, anche se la Juventus virò a stagione in corso, sarà 3-5-2, perchè lasciare in panchina uno di quei tre sarebbe un delitto imperdonabile: Godin verrà pagato da leader (6.5mln), Skriniar e De Vrij sono stati tra i migliori in assoluto nel 2018-19. Saranno dunque tre pilastri imprescindibili del nuovo progetto contiano, in un’Inter che avrà maggior libertà d’investimento per la fine del settlement agreement.

Ma quali saranno gli altri volti dell’Inter di Antonio Conte? Partiamo da due premesse: in porta si lavora per confermare Padelli (rinnovo fino al 2020) ed è già certo di restare Berni, mentre in difesa l’unica riserva ad oggi è Ranocchia, perchè Miranda dovrebbe partire e non si sa se Bastoni verrà nuovamente prestato al Parma per crescere con calma (in quel caso, Inter su un centrale) oppure rientrerà alla base facendo (con Frog) da alternativa ai tre titolari. E il sesto centrale? In un’Inter che avrà tanti ”doppi ruoli” e probabilmente una rosa di 23 elementi, potrebbe essere D’Ambrosio, che sarà ancora una volta una pedina fondamentale a livello di spogliatoio e di campo: ogni anno parte come riserva del ”nuovo” terzino, ogni anno diventa titolare inamovibile da novembre/dicembre. Una parte della tifoseria lo vede come un’ottima riserva e nulla più, un’altra lo ama: Danilo, zitto zitto, lavora sodo e fa il suo. Il suo ruolo dovrebbe essere quello di esterno destro nel 3-5-2, con compiti d’attacco e difesa e la possibilità di segnare qualche gol in più: d’altronde è bravo a inserirsi, e al momento è l’unico su quella fascia. Si parla di un Conte che avrebbe chiesto il suo ex pupillo al Chelsea, Victor Moses, e fino a un paio di mesi fa si parlava parecchio di Danilo (Man City): sarebbe un esterno perfetto per l’idea di Conte, mentre Chiesa coi suoi 70mln probabilmente verrà archiviato a sogno irrealizzabile di mercato. E a sinistra? Quella fascia potrebbe non essere toccata: Asamoah è un uomo di Conte, e potrebbe ricevere un’altra chance Perisic, in questo caso come uomo a tutta fascia e giocatore che può spaccare le partite, se recuperato mentalmente dal tecnico leccese, anche perchè il suo valore di mercato continua a calare. Un’ala più difensiva e un’ala più offensiva/iperoffensiva: Conte ha sempre agito così, non a caso alla Juve sognava Cuadrado.

Il reparto-chiave, però, sarà il centrocampo. Conte voleva Nainggolan al Chelsea, e dovrebbe dargli un ruolo importante, probabilmente in alternanza con Matias Vecino: giocatori di inserimento e gamba che potrebbero fare (in tandem) quei 10-12 gol dalla mediana che sono mancati alle ultime Inter. Si parla di una volontà di Conte di recuperare Gagliardini, che probabilmente sarebbe partito in caso di permanenza di Spalletti, e poi c’è il rebus-regista: l’Inter aveva sognato un regista di fama internazionale per poter spostare nuovamente Brozovic a mezzala, ma la verità è che quel tipo di giocatore costa e parecchio nel calcio moderno. E così, dovrebbe scattare il piano-B: Brozo resta in cabina di regia e attacco a una mezzala, che verosimilmente sarà Barella, per cui si studia un’affare da 35mln più contropartite (Merola/Pinamonti i possibili nomi: difficile Radu). Pensando alla permanenza di Gagliardini e Vecino, servirà un altro giocatore: magari un regista giovane e low-cost da alternare all’occorrenza con Brozovic. E veniamo all’attacco, che è il gran rebus: con Icardi virtualmente out dall’Inter nonostante le dichiarazioni sue e di Wanda Nara, di fatto resta il solo Lautaro Martinez a difendere il fortino. I ripetuti sondaggi offensivi dell’Inter fanno pensare al 3-5-2, e dunque servono altri tre elementi: due prime punte e un’altra seconda punta. Si è fatto il nome di Lukaku, giocatore estremamente costoso e anche deludente nell’ultimo anno al ManU che però piace molto a Conte da sempre, ma il più vicino è Dzeko: l’accordo col giocatore per un triennale da 4.5mln è reale, ora va trovato quello con la Roma. I giallorossi chiedono 20mln a fronte di un’offerta di 10, ma al tempo stesso devono vendere un giocatore che è a scadenza e non vuole restare nella Capitale, anche perchè con le rivelazioni di ”Repubblica” si è ”bruciato” la piazza. Due centravanti e due seconde punte: dovrebbe essere questa la conformazione dell’attacco interista. In questa conformazione non ci sarà Icardi, mentre l’alternativa a Lautaro potrebbe essere Politano. Il tutto, ovviamente, verrebbe scompaginato dall’eventuale scambio Icardi-Dybala: Conte considererebbe Paulo un nove puro o una seconda punta? Difficile dirlo.

IL REBUS-ICARDI, GLI ESUBERI E I GIOVANI: I ”NODI” DELL’INTER DI CONTE

Lo scambio tra Icardi e Dybala è stato rilanciato quest’oggi da Sky, e sarebbe clamoroso dal punto di vista mediatico: l’Inter che cede il suo ex capitano e miglior centravanti alla diretta rivale, per acquistare e rilanciare un giocatore reduce da un’annata disastrosa. Un nuovo inizio per due giocatori che hanno vissuto un 2018-19 da incubo, e che si troverebbero a dover conquistare due tifoserie che sicuramente li accoglierebbero con un mix tra diffidenza e sdegno. Continuiamo a vederlo come fantamercato, ma è ormai assodato che Icardi sia fuori dal progetto-Inter: Marotta spinge per cederlo, Conte avrebbe avallato la decisione. A quel punto, si gioca tutto su due fronti: cederlo alla Juventus o sperare nel ”cavallo bianco” dall’estero, dove Atletico Madrid e/o PSG potrebbero fare un tentativo per rimpiazzare i partenti Diego Costa e Cavani. 70-80mln da Icardi, Politano ”riadattato” a seconda punta per inserirlo in un 3-5-2 che altrimenti non vedrebbe un ruolo per lui, troppo offensivo da esterno in quel modulo, e qualche nodo da sciogliere.

I giocatori che non rientrano nel progetto, per questioni anagrafiche o valore, sono Miranda, Dalbert, Borja Valero e Joao Mario, oltre a Icardi. Da capire la situazione di Candreva: potrebbe restare come ”jolly” per l’ottimo rapporto con Conte, ma al tempo stesso sembra destinato ad essere la terza scelta sulla destra, visti i tanti sondaggi su quella fascia, e potrebbe dunque lasciare. Non verrà riscattato Keita, e andranno valutati i giovani: di Bastoni abbiamo già parlato, Radu invece verrà ricomprato dal Genoa (12mln) per essere verosimilmente prestato altrove e diventare il sostituto ”futuribile” di Handanovic. Prestito italiano in vista per Karamoh, cessione per fare plusvalenza in arrivo per Federico Dimarco: l’ha sondato il Benfica, può partire per 12mln. Questi sono i principali nodi della nuova Inter, che avrà come valori ”educazione e rispetto” (Conte dixit), e proverà a mettere in pratica il verbo del tecnico salentino: altissima intensità, grande compattezza di squadra e difesa rocciosa per provare a raggiungere la Juventus. D’altronde per Antonio Conte, che coi bianconeri si era lasciato malissimo, battere la Vecchia Signora avrebbe un sapore speciale. Mentre l’Inter è attesa da un’estate molto interessante, nell’anno in cui proverà l’all-in per tornare grande: parola di Steven Zhang.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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