Il Club Deportivo Palestino è una società fondata da persone che si trasferirono dalla Palestina al Cile e a 13.000 km di distanza dal Paese arabo a seguito del conflitto israelo-palestinese, esiliati in Cile. Iniziarono prima con il commercio di prodotti settili perché era molto redditizio. Il loro desiderio di unione con il Paese e con il suo passato portò alla fondazione, il 20 agosto 1920, del Club Deportivo Palestino, un club con maggioranza di calciatori di origine araba.  Tuttavia, una volta che il club divenne professionista e raggiunse la seconda divisione cilena, furono ingaggiati calciatori di origine non araba, sia cileni sia di altre nazioni sudamericane.

Il Palestino vanta nella sua bacheca due titoli nazionali e due coppe del Cile. Il primo titolo arrivo nel 1955, sotto la guida dell’argentino Guillermo Coll e veniva chiamato millonario, in quanto in quel periodo storico riusciva ad acquistare i migliori calciatori cileni, dando loro ingaggi molto alti per l’epoca. Nel 1978 il Palestino vinse il suo secondo titolo, arrivando a totalizzare una striscia di ben 44 risultati utili consecutivi. La stella era Elias Figueroa, uno dei migliori calciatori cileni di sempre e inserito da Pelé nel FIFA 100. Nella Copa Libertadores del 1979 il club cileno si fermò in semifinale, battuto solo dai campioni dell’Olimpia.

Il club è considerato la seconda sezione palestinese. A dicembre scorso il Palestino ha affrontato la nazionale palestinese in amichevole, acquisendo grande popolarità nel Paese arabe.

Il Palestino non ha mai voluto prendere posizioni politiche relativamente al conflitto israelo-palestinese. Troviamo solo due eccezioni. La prima nel 2012 quando l’estremo difensore Leonardo Cauteruchi (origini italiane e non palestinesi o arabe) ha indossato una t-shirt con la mappa della Palestina. E nel 2014, nel match iniziale del campionato cileno contro il Cobrealoa, dopo che la federazione cilena impose al club di Santiago di rimuovere la mappa della Palestina dalle proprie maglie (mappa del 1946, ovvero prima dell’istituzione dello stato di Israele), i calciatori se la tatuarono sul braccio. Il tutto avvenne dopo le proteste di alcuni ebrei cileni.

Nonostante la squadra sia composta ora per la grande maggioranza da calciatori di origine non arabe, il sentimento è rimasto forte.