Gigi Buffon è tornato, giocherà martedì in Coppa Italia contro l’Atalanta, intanto però a 2 giorni dal suo quarantesimo compleanno ha rilasciato un’intervista, uscita stamattina su “La Repubblica“, in cui ha svariato su tutto il fronte, dalle possibilità del post calcio giocato a nuove clamorose novità.

TESTA E FISICO- Buffon alla soglia dei 40 anni, fisicamente, dice di: “Sentirsi ancora come 6 o 7 anni fa“. Ma ancora di più nonostante le delusioni del Mondiale, una delusione tradotta nell’ormai celebre pianto di San Siro che “Andava oltre l’amarezza di un fallimento che pensavamo impossibile, è stata la conseguenza di una grande responsabilità sportiva nei confronti dell’intero paese e la reazione di un uomo che a quarant’anni avverte le emozioni in maniera più profonda rispetto a quando ne aveva venti“.

VOGLIA- Non tutto però è deciso, il numero uno della Juventus sta riflettendo e il suo futuro è ancora tutto da scrivere, anche perché dice che: “Oggi sento dentro di me un desiderio di competere anomalo per la mia età“. E dunque le sue valutazioni in merito sono a tutto campo: “Incontrerò presto il presidente Agnelli e ne parleremo. Voglio il bene della squadra, capire che tipo di vestito possa indossare, se la Juventus pensa che io possa essere ancora importante. Mi piacerebbe, ma la soluzione migliore va trovata con la società“. E in caso di un clamoroso ripensamento sempre e comunque in bianconero: “Juve o nulla“. Ha poi aperto anche a un ruolo di minor impegno e più spazio a Szczesny su cui la società ha investito in estate: “Ho sempre dato spazio agli altri. Sono contento per Tek. È un grande portiere e se dovessimo vincere il campionato gran parte del merito sarà suo. Come suo sarà il futuro“.

FUORI DAL CAMPO- Ha ribadito ancora una volta le convinzioni e per il futuro fuori dal campo, tuta o cravatta? “Se succederà non sarò l’allenatore di un club“. Ma ha aperto di nuovo a un ruolo che lo renderebbe più libero e che sente più suo: “Ecco, un incarico da CT non mi dispiacerebbe. È un impegno stimolante, con una responsabilità istituzionale e educativa. Rappresenti un paese intero. Unisci, non dividi“. Non necessariamente con l’Italia, anzi: “Ho detto che mi piacerebbe fare il CT di nazionali, non degli azzurri“. Non esclude nulla per il post calcio giocato, nemmeno la politica, come gli ha suggerito l’amico Vittorio Sgarbi. E i consigli li chiede a chi il calcio a 70 anni continua a viverlo, Marcello Lippi, che per l’eventuale post-ritiro gli ha suggerito: “Prenditi un anno sabbatico, guarda il mondo del calcio dall’esterno e con un po’ di distacco“. In famiglia sanno però quanto sia importante per lui il campo e il più grande dei suoi 3 figli, Louis, 10 anni, gli ha detto che se smettesse lui sarebbe contento per loro (lui e i fratellini), un po’ meno per lui, papà, Gigi.

Una chiosa finale con un titolo per la sua autobiografia: “Sono stato ostinato senza essere ottuso“.

 

Stefano Utzeri (utzi_26)