Secondo quanto riportato da NetEase Sports, per il governo cinese il settore sportivo rimane ancora “investimento sensibile” e per questo viene vietato ad aziende o imprese l’uscita di capitali dalla Cina . Una vera e propria mannaia per i club europei finanziati da tycoon provienienti dalla Perla d’Oriente.

Inutile sottolineare come il diktat del governo cinese possa pesare gravemente sui bilanci dei club clacistici europei e, soprattutto, come possa influenzare di conseguenza una campagna acquisti. La commissione nazionale cinese per le riforme e lo sviluppo ha ribadito che gli investimenti nel settore calcistico saranno posti sotto un maggiore controllo.

Nella lista “nera” dei settori a rischio, già diramata ad agosto, sono finiti anche i media, produzione di armi e addirittura investimenti immobiliari. Questo aggiornamento sarà reso pubblico il 1° marzo. Resta da capire se l’aggiornamento della lista potrà comportare anche ad una revisione delle regole già stabilite in estate o se il governo si limiterà a farle rispettare senza modifiche.

 

a cura di Matteo Tombolini (@MatteoTomb)

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