Vi ricordate il caos plusvalenze fasulle che aveva coinvolto Chievo Verona Cesena? Dopo i deferimenti ricevuti nei primi di agosto, nei quali vennero deferiti la società scaligera, il presidente Campedelli e i dirigenti Piero e Giuseppe Campedelli e Michele e Antonio Cordioli, oggi, durante il secondo processo contro il Chievo, è arrivata la richiesta di penalizzazione da parte della Procura Federale.

Il primo processo, che venne annullato per improcedibilità, aveva come richiesta 15 punti di penalizzazione per la società clivense da scontare nella stagione 2017-18, con la conseguente retrocessione diretta in Serie B e la riammissione al massimo campionato del Crotone. La richiesta della Procura avanzata nella giornata odierna è sempre di 15 punti di penalizzazione, ma la pena verrebbe scontata nella stagione in corso. Confermati anche i 36 mesi di inibizione per il presidente Campedelli.

Il Chievo Verona, tramite il suo legale Marco De Luca, ha così parlato al termine dell’udienza: “Abbiamo presentato le nostre ragioni tramite dei documenti dove facevamo presente che ciò che la Procura contesta non ha alcun valore. Per le valutazioni dei giocatori, la Procura ha fatto uso di siti internet che sono decisamente sbagliati per tutte le transazioni negli ultimi anni. Non capiamo perché le abbia potute prendere a riferimento. I valori per dei ragazzi al di sotto dei 16 anni sono soggettivi, non oggettivi. La Commissione entra sempre nel merito e anche quest’anno ha ammesso al campionato il Chievo, ritenendo assolutamente regolare la sua posizione a bilancio e gestionale.”

La polemica però non finisce qui: il Chievo ha chiesto anche l’improcedibilità del processo, essendo il deferimento non firmato dal Procuratore federale. “È un punto fondamentale sul quale avremo le nostre ragioni in questo processo, altrimenti in sede di appello. Il deferimento è firmato da aggiunti, che non sono titolati secondo il Codice di giustizia sportiva a firmare i deferimenti a meno che ci sia un caso di impedimento. Oggi ci hanno detto che l’impedimento c’è perché era in ferie, il Procuratore era al mare.”

A cura di Gabriele Burini (@gabrieleburini)

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