Lo Chief Financial Officer ha spiegato i dettagli dell’operazione finanziaria ed ha ribadito:”Il debito è sotto controllo”

Entrata nel pieno della stagione sportiva con la Champions League alle porte, la Juventus in questi giorni si è distinta fuori dal campo effettuando l’emissione di un bond sulla borsa di Dublino. Il motivo dell’operazione è presto detto: finanziarsi per 175 milioni di euro in modo tale da immettere liquidità nelle casse e ristrutturare il debito (a quota 310) appesantito dall’ultima campagna trasferimenti.

Il club, ieri, ha fornito i dettagli dell’affare finanziario tramite un comunicato ufficiale ed il CFO Marco Re ha spiegato ai media:“È il primo prestito obbligazionario di questo tipo per una società di calcio, con gli interessi più bassi di sempre. Rispetto ad altre operazioni compiute in passato da club calcistici, noi non abbiamo costruito un veicolo societario ad hoc né messo a garanzia i diritti tv o l’asset dello stadio”.

Marco Re, Chief Financial Officer della Juventus

Il dirigente ha voluto evidenziare il successo dell’operazione:“Il merito creditizio di cui gode la Juventus è alto, al pari delle principali società quotate. Questo è un segnale di fiducia del mercato, in un contesto non semplice, caratterizzato da una forte volatilità. Il bond ha generato interesse in tutto il mondo, con oltre 190 investitori che hanno visualizzato la nostra presentazione e riscontri dall’Europa all’Asia, in particolare Hong Kong e Singapore. Gli ordini sono arrivati da una pluralità di investitori qualificati, compagnie assicurative e altre società, con tagli da 5 a 30-35 milioni di euro”.

Dell’ammontare raggiunto non si sa quanto sarà destinato per coprire il buco della gestione corrente e quanto invece verrà sfruttato per investimenti futuri.“L’obiettivo è ampliare le risorse finanziarie estendendo la durata del debito a un costo conveniente – ha chiarito Marco Re – L’emissione di un bond non significa necessariamente incrementare il debito ma diversificare le fonti di finanziamento. Facciamo già ricorso a linee di credito bancarie, in questo modo rifinanzieremo parte di questa esposizione”.

Antonio Alicastro