Niente permesso e club in vendita

Prima era un’usanza trovarlo sugli spalti di Stamford Bridge, ora è solito vedere la poltrona vuota: Abramovich è desaparecido a Londra. Il magnate russo proprietario del Chelsea non si presenta da ormai la scorsa primavera allo stadio dei Blues per assistere ai match e ciò è riconducibile a quello che scrive Bloomberg: le tensioni politiche tra Inghilterra e Russia impediscono al presidente del Chelsea di rinnovare il permesso di soggiorno, impedendogli quindi di assistere ai match della sua squadra.

Questa situazione, che si protrae da ormai parecchi mesi, ha portato Abramovich a prendere una decisione: vendere il club. Il magnate russo è disposto ad ascoltare offerte da parte degli acquirenti, ma il prezzo fissato è molto alto. Si parla addirittura di 3 miliardi di sterline, al cambio sono 3 milioni e 350 mila euro: tantissimi per un club di calcio. Le prime proposte sono anche già arrivate, ma Abramovich non ha voluto sentirne: rifiutate proposte da 2,3 miliardi di sterline, più basse del prezzo fissato ma sicuramente non irrisorie. Servirà quindi molto di pi per la cessione che, è facile dedurre, è difficile che avvenga in tempi stretti.

I problemi legali

Ma i problemi societari non sono gli unici che tengono sulle spine Abramovich. Secondo il Guardian, che riprende l’editore svizzero Tamedia, il patron del Chelsea si sarebbe trovato la porta chiusa ad una richiesta di soggiorno in Svizzera. Il motivo? La polizia elvetica considera Abramovich un pericolo per la sicurezza pubblica. Il magnate russo si è subito messo in movimento dando inizio ad una battaglia legale contro lo stesso Tamedia che conclusa la diatriba, ha pubblicato il rapporto della polizia: “Sospetti per riciclaggio di denaro e presunti contatti con organizzazioni criminali”.

Accuse respinte dall’avvocato di Abramovich che dice: “Qualsiasi asserzione secondo cui Mister Abramovich sarebbe coinvolto in attività di riciclaggio di denaro o contatti con organizzazioni criminali è falsa. Non è mai stato accusato di questo e non ha precedenti penali. Non ha, e non è mai stato accusato di aver, rapporti con alcuna organizzazione criminale”.

A cura di Giorgio Freschi (@GiorgioFreschi)

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