Edinson Cavani è felice al Psg, ma ancora non pensa a un prolungamento di contratto. L’attaccante uruguaiano se la prende con molta calma, parlando a Rmc anche dei rapporti con il compagno di squadra Neymar.

Il pomo della discordia era stato il calcio di rigore concesso al Psg contro il Lione il 17 settembre. Cavani, il rigorista dopo l’addio di Ibrahimovic, fa per sistemare il pallone sul dischetto ma Neymar, appena arrivato dal Barcellona, glielo sfila. Nasce una piccola discussione, poi è il brasiliano a calciare e segnare. Emery lo nominerà rigorista anche per il resto della stagione. “Ne abbiamo parlato – rivela Cavani – io ero il primo a volere che lui guadagnasse dei bonus ma a una condizione: che lui mettesse davanti a tutto gli obiettivi della squadra. E i fischi dei suoi stessi tifosi non mi hanno fatto piacere“.

Poi, ribadisce, non c’è nessuna intenzione di lasciare il Paris Saint Germain. “Ho un contratto fino al 2020 e la storia d’amore con questo club è cresciuta. Sono molto felice qui, voglio raggiungere gli obiettivi del club e vincere la Champions League. Ho 31 anni e voglio giocare al top ancora per almeno 2-3 stagioni. Non so nemmeno come sarò nel 2020, perché pensare a un rinnovo?“.

Cavani, infine, si dice soddisfatto di quello che ha vinto in cinque anni di Psg, dove è arrivato nell’estate 2013 dal Napoli per 64,5 milioni. Quest’anno porta a casa campionato, Coppa di Lega e Supercoppa, con la finale di Coppa di Francia da giocare l’8 maggio contro l’Herbiers. Al netto delle delusioni europee: “Per arrivare in fondo – dice – bisogna essere non come una squadra ma come fratelli, una famiglia. Con l’Uruguay è così, ma anche Juventus e Atletico Madrid fanno così: non sono squadre eccezionali, ma tutti sanno come stare insieme in campo. Noi facciamo esperienza anno dopo anno, ma non è l’esperienza che fa vincere le partite“.

Stefano Francescato