Diciamolo chiaramente: giocare una partita, anche solo un minuto in Champions League è il sogno di tutti. Qualcuno, seppur non da protagonista, questo sogno lo ha realizzato.

Ovviamente, la Champions Legue posa il suo blasone sui grandi scontri europei, quelli tra Barcellona e Psg, tra Chelsea e Real, tra Juve e Bayern Monaco e via discorrendo. Ma se da un parte è vero che la coppa “è dei Campioni”, dall’altra non va dimenticato chi comunque vi partecipa o ha partecipato, magari partendo da lontano.

In questo articolo dal taglio ironico, noi di agentianonimi.com abbiamo cercato di costruire una sorprendente top 11 di giocatori “non propriamente Champions” che hanno tastato coi loro scarpini il palcoscenico della competizione più bella del mondo.

Portiere: Fabiàn Carini

A difesa della porta, il mister ha deciso di schierare Fabiàn Carini, meteora che i più si ricordano con la maglia di Inter e Juve. Famoso per lo scambio che portò alla Juve Fabio Cannavaro, col portiere uruguagio che percorre la strada inversa, Carini ha collezionato ben 3 presenze nella massima competizione europea. Anche lì, senza troppe sorprese, il rendimento non è esaltante.

Difesa a 4: Cattelan il più “fresco” d’esordio

La difesa a 4 presenta molte storie diverse. Come terzino destro il prescelto è Felice Natalino, sfortunato giocatore ex Inter che a causa di un grave problema cardiaco ha dovuto lasciare il calcio giocato da giovanissimo. Per lui, la grande soddisfazione dell’esordio in Champions è arrivata nel 2010, nella sfida contro il Werder Brema.

Coppia di centrali che vede due giocatori quanto mai diversi. Il primo è Felice Piccolo, ex capitano del Cluj, che in Romania è stato per anni uno dei migliori difensori del campionato. Tornato poi in Italia con lo Spezia, Piccolo non è riuscito a entrare nel cuore dei tifosi così come fatto invece all’estero. Chi invece è molto conosciuto e amato in Italia è Alessandro Cattelan, showman piemontese che è passato dalla prima categoria al preliminare di Champions League. Per il ragazzo di Tortona l’esordio è arrivato ieri sera e, usando delle sue parole, è riuscito a “eliminare dalla lista delle cose che volevo fare quella più incredibile”.

Chiudiamo la difesa con un altro ex Inter, Luca Caldirola: dopo una carriera eccelsa nelle giovanili, il ragazzo non è riuscito a confermare le aspettative e ora milita nel Werder Brema, anche se lo spazio concessogli è veramente poco.

I due mediani: un centrocampo tutto muscoli

Mediana a due che ancora una volta si tinge di nerazzurro. Il primo mediano è Francesco Bolzoni, lodigiano di nascita, che di recente ha vestito anche le maglie di Palermo e Novara. Era il 2007 quando il ragazzo esordiva in quell’Inter-PSV che sembra lontano anni luce: uno dei rari assaggi del calcio che conta di cui ha potuto godere il ragazzo.

Il secondo è Nicolò Beati, mediano passato nei nerazzurri e attualmente fresco di ritiro. Per lui qualche spezzone anche in Serie B, ma senza lasciare quasi mai il segno.

I tre “trequartisti”: velocità, tecnica e… pazzia

Per il terzetto dietro la punta, il mister ha deciso di puntare su tre giocatori molto diversi, per servire al meglio il centravanti.

Per quanto riguarda il capitolo velocità, il nome scelto è quello di Stephen Ayodele Makinwa, giocatore che in Italia ricordiamo con la maglia della Lazio. Una vera e propria scheggia, compensa la velocità con una tecnica non esattamente eccelsa: se a PES era l’attaccante ideale, dato che era a tratti incontenibile, nel mondo reale resta solo un grandissimo rimpianto.

Il numero 10 della squadra però è un ex compagno di Felice Piccolo, l’attuale allenatore del Sassuolo ed ex mister del Benevento, Roberto de Zerbi. Dopo qualche anno al Napoli con più ombre che luci, de Zerbi emigra anch’egli in Romania al Cluj. Coi granata delle buone stagioni, dove colleziona quasi tutti i suoi gettoni europei.

Capitolo pazzia. E se vi dicessi “Cucchiaio”? No, non è Francesco Totti. E se vi dicessi: “O’ Mago”? Forse questo vi farà venire alla mente… Maicosuel! Trequartista di belle speranze acquistato dall’Udinese, Maicosuel vede la sua reputazione completamente distrutta da uno sciagurato cucchiaio tentato al rigore decisivo nel preliminare con lo Sporting Braga. Non esattamente rimpainto dai tifosi dell’Udinese.

Numero 9: il centravanti giramondo

Premio alla carriera per chi la Champions l’ha assaggiata e ha pure segnato: stiamo parlando di Federico Piovaccari, anch’egli scuola Inter che ha giocato in moltissime nazioni. Italia, Romania e Cina per citare le ultime. Per il “pifferaio”, che le migliori cose le ha fatte vedere con la maglia del Cittadella, la Champions è stato un bellissimo sogno cullato con la maglia della Steaua Bucarest.

Allenatore: colui che è finito del dimenticatoio

Subentrato e vincitore di una Champions League con esperienza minima. Di chi stiamo parlando? Di Roberto di Matteo, italiano d’Inghilterra, che ha portato il Chelsea al primo successo in Champions League della sua storia. Che fine ha fatto? Attualmente senza panchina: un vero e proprio paradosso.

Abbiamo dimenticato qualcuno? Se sì, fatecelo sapere.

a cura di Gabriele Amerio