Il rapporto tra Cassano e la Sampdoria sembra essersi rotto nuovamente. Il barese sarebbe dunque riuscito nell’impresa di mettersi contro due proprietà diverse della stessa squadra, questa estate dopo l’inverno tra il 2010 e il 2011, che aveva sancito il suo passaggio al Milan dopo la decisione dell’ex presidente Garrone di metterlo fuori rosa. Questa volta, però le motivazioni sono da ricercare dopo il derby dell’anno scorso perso per 3-0. Alla fine della partita, infatti, il braccio destro del viperetta Romei sarebbe andato a lamentarsi delle prestazioni della squadra nello spogliatoio, dicendo che i giocatori giocavano come se non ricevessero uno stipendio. A difendere la squadra sarebbe intervenuto Cassano stesso, che con toni coloriti avrebbe tenuto testa proprio a Romei. Nei giorni successivi, quest’ultimo avrebbe deciso di dimettersi, con successivo rifiuto di Ferrero che scelse di escludere Cassano dalla rosa della Samp per l’anno successivo. “Cassano non fa più parte della Sampdoria ma rifiuta tutte le soluzioni prospettategli e non capisco perché”, dice Ferrero nelle sue ultime dichiarazioni sull’argomento. “Si è comportato molto male con me e questo deve servirgli da lezione, nel calcio la riconoscenza è un optional e si guarda solo ai soldi. Ha deciso di allenarsi da solo e fare la vittima sacrale – avrebbe aggiunto il presidente – e non lo capisco, perché è un bravo ragazzo.” Stando a Cassano (che ha rifiutato le rescissioni offerte dalla dirigenza, che prevedevano il pagamento di tutte le mensilità fino a giugno 2017), però, il suo è un gesto d’amore verso la squadra che ama, avendo fatto sapere di essere pronto ad allenarsi da solo per le prossime settimane. Ferrero, a riguardo, ha detto che “chi ama la squadra non fa certe cose. Perché stare lì e usare la sua carriera solo per continuare a far parlare di lui? Si sta facendo del male da solo, ha ancora un paio d’anni per potersi esprimere. A giugno mi ha detto che sarebbe andato via dopo il cambio tecnico, ma Montella è partito e lui è ancora qui. Deve andare all’Entella o allo Spezia se vuole rimanere in Liguria e portare la squadra in A, solo dopo potrà attaccare le scarpine al chiodo con un ultimo trofeo. L’unico errore che ho fatto è stato portarlo alla Sampdoria, ad oggi posso dire solo questo.”