Tuoni, fulmini e saette all’indomani della partita delle polemiche Lazio-Torino. Il capo ufficio stampa biancoceleste:”Il diritto al sospetto può essere rivendicato. La Var non c’entra, dietro alla tecnologia ci sono le persone”

Arturo Diaconale, capo ufficio stampa della Lazio, è intervenuto ai microfoni di Tutti Convocati per parlare dell’operato dell’arbitro Giacomelli nella partita di ieri sera Lazio-Torino:“C’è una richiesta da parte della tifoseria di compiere degli atti per protestare, in ipotesi estrema ritirare la squadra dal campionato. A nome di tutti i nostri tifosi chiedo che non ci siano più questi errori, vogliamo un campionato corretto”.

Il responsabile ha chiosato sul Toro:“Loro non hanno rubato nulla ed è stata una bella partita, ma lo sarebbe stata anche se fosse stata condotta ad armi pari. Io sono contrario al complottismo e non mi piace neppure il piagnisteo però, diciamo la verità, quando gli episodi si ripetono in continuazione una domenica dopo l’altra, almeno il diritto al sospetto può essere rivendicato. La Var? Non c’entra niente. È uno strumento, dietro l’interpretazione ci sono sempre le persone”.

“Confermiamo l’amarezza per una vicenda che ha dello scandaloso, perché il rigore era solare: se fosse stato dato non avrebbe consentito quello che è avvenuto dopo, cioè un’espulsione, che peraltro non c’era, di Immobile. Quello di ieri è solo l’ultimo anello di una catena di episodi che, dal derby con la Roma, passando per la partita con la Fiorentina, la partita con la Sampdoria e adesso con il doppio errore di ieri, sembra essere diretta soltanto a penalizzarci”, ha proseguito.

Diaconale ha poi lasciato questo messaggio sulla propria pagina Facebook:

LA LAZIO E IL CARDINAL BELLARMINOUn errore con la Roma, un errore con la Fiorentina, un errore con la Sampdoria, un…

Pubblicato da Arturo Diaconale su Martedì 12 dicembre 2017

a cura di Antonio Alicastro